DALLO STATO DI EMERGENZA ALLO STATO DI ECCEZZIONE !
Il Consiglio dei
ministri ieri pomeriggio è durato poco più di
mezz ’ora. Tanto
è servito per approvare il decreto in cui è inserita anche la proroga al 31 marzo dello stato d’emergenza «in
considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi
della diffusione degli agenti virali da Covid-19». In attesa di
leggere il testo definitivo, le
motivazioni della proroga e di
tutte le misure connesse
emergono dalle bozze circolate in serata.
« L’attuale contesto di rischio impone la prosecuzione
delle iniziative di carattere
straordinario e urgente intraprese al fine di fronteggiare
adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la
collettività», si legge nella bozza del dl. Si ritiene dunque che
«la predetta situazione emergenziale persiste e che pertanto ricorrono i presupposti per
la proroga dello stato emergenza», sottolineando «la
straordinaria necessità e urgenza di adeguare i termini relativi al quadro delle vigenti
misure di contenimento della
diffusione del predetto virus».
Il decreto entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Nel dettaglio, fino al 31 marzo 2022 sono prorogati i congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa
Covid ed è prorogata anche la
possibilità di smart working
per i lavoratori fragili. Con decreto ministeriale, «da adottare entro 30 giorni, sono individuate le patologie croniche
con scarso compenso clinico e
con particolare connotazione
di gravità, in presenza delle
quali, fino al 31 marzo 2022, la
prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità
agile, anche attraverso l’adibi -
zione a diversa mansione, e
specifiche attività di formazione professionale sono svolte
da remoto», si legge sempre
nelle bozze.
Sul fronte della logistica
della campagna vaccinale,
inoltre, «al fine di assicurare il
potenziamento delle infrastrutture strategiche per fronteggiare le esigenze connesse
al l’epidemia e garantire una
capacità per eventuali emergenze sanitarie future, è autorizzata, per l’anno 2022, la spesa di 6 milioni per la realizzazione e l’allestimento, da parte
del ministero della Difesa, di
una infrastruttura presso un
sito militare», che - viene aggiunto - dovrà essere «idoneo a
consentire lo stoccaggio e la
conservazione delle dosi vaccinali per le esigenze nazionali». Dovrebbe quindi prendere
il posto dell’attuale hub centralizzato a Pratica di Mare, i
cui spazi probabilmente torneranno nella piena disponibilità dell’Ae ro n aut ic a .
Altro capitolo importante è
quello che riguarda le funzioni
di Francesco Paolo Figliuolo: il
generale è stato nominato alla
guida del Comando operativo
di vertice interforze (Covi), ma
resta commissario straordinario all’emergenza e il decreto approvato ieri proroga anche i suoi poteri, a cominciare
da quelli di ordinanza.
Al termine del Cdm di ieri è
subito partito l’applauso dei
supporters dell’e me rge nza ,
con un occhio anche ai prossimi capitoli del «romanzo Quirinale». Dagli spalti della politica, arriva l’entusiasmo del Pd
(«sono molto soddisfatto, è
una scelta utile e positiva, mi
avrebbe stupito l’opposto», ha
dichiarato il segretario E n r ic o
L etta), Forza Italia («La scelta
del governo è ineccepibile e
inevitabile», afferma in una
nota la presidente dei senatori
azzurri, Anna Maria Bernini),
e 5 stelle («La proroga ci consentirà di tenere in piedi strutture e strumenti che hanno
consentito di rispondere celermente alle sfide che la pandemia ci ha messo davanti»,
scrivono i deputati M5s in
commissione Affari sociali).
Per ora, silenzio dalla Lega.
Nettamente contraria, invece
la leader di Fdi, Giorgia Meloni: «Se lo stato di emergenza
dura più di due anni è un controsenso logico e linguistico.
Credo che il governo oggi debba riuscire a combattere l’epi -
demia ripristinando i diritti.
Comincia a crearsi un problema per la democrazia. Gli unici a difendere la Costituzione
siamo rimasti noi di Fdi», ha
detto al C orrie re.it . Al team
«bisogna tenere la guardia alta», quello dell’«ancora non ne
siamo fuori» e i tremendisti
dell’«arriva la quarta ondata e
poi c’è Omicron», si sono aggiunti ieri anche quelli che «lo
stato d’emergenza serve a preparare l’uscita dallo stato d’emergenza». Una giustificazione circolare che piace, ad
esempio, al primario della clinica di Malattie infettive del
Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti: «In Italia per fare cose normali c’è bisogno dello stato di emergenza. Il problema non è se siamo
noi in emergenza, la situazione in Italia sinceramente non
mi sembra tale, ma per poter
avere ad esempio la Protezione
civile con alcuni poteri in Italia
c’è bisogno dello stato di emergenza», ha detto ieri in tv. In
realtà, così non si proroga l’emergenza per tenere in piedi
la struttura emergenziale, ma
v ic eve r s a .
I più perplessi restano, intanto, i giuristi.(CHE FANNO SCENA MUTA !) Nella bozza del
decreto approvato ieri non si
cita la legge sullo stato di emergenza (dlgs 1/2018), cioè quella
che ne detta presupposti, fine
e limiti. Qual è la legge che lo
disciplina, dato che non è quella che lo prevede?
Nessun commento:
Posta un commento