GUARDATE STO SCAPPATO DI CASA !
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Aria di rivolta nei ranghi dei Tories. Quasi cento deputati conservatori, un numero senza precedenti, ieri sera hanno votato contro l’introduzione di Covid pass per avere accesso a luoghi affollati, una delle misure proposte dal Governo per contenere la diffusione della variante Omicron. Il cosiddetto piano B è passato grazie al sostegno dell’opposizione laburista, ma è stata una vittoria con il sapore della sconfitta per il premier Boris Johnson, bersagliato dalle critiche dall’interno del suo partito. Il piano B approvato ieri dal Parlamento prevede tre misure principali: l’obbligo di indossare mascherine nei luoghi pubblici (41 voti contrari), il Covid pass (126 voti contrari) e l’obbligo di vaccinazione per chi lavora per il Servizio sanitario nazionale (Nhs) o nelle case di riposo a partire dall’aprile 2022 (100 voti contrari). Johnson ha passato ore prima del voto a tentare di convincere i potenziali ribelli nel partito a votare a favore delle nuove misure o perlomeno ad astenersi invece di votare contro. Le misure proposte sono «equilibrate e proporzionate», ha insistito ieri il premier, e sono essenziali per tenere sotto controllo «l’impennata» di contagi causata da Omicron. All’Nhs è anche stato chiesto lo «sforzo eccezionale» di vaccinare un milione di persone al giorno per somministrare una terza dose a tutti gli adulti entro fine anno. Il leader laburista Keir Starmer, che sta guadagnando in popolarità a spese del premier, ha spiegato ieri in Parlamento che considera il voto a favore delle misure «un dovere patriottico». L’opposizione non sostiene il Governo, ha sottolineato, ma l’Nhs e gli esperti e scienziati che ritengono necessario il piano B. Molti deputati Tory invece sono ideologicamente contrari all’imposizione di misure «liberticide» e si sono opposti soprattutto ai Covid pass e all’obbligo di vaccino per chi lavora nel settore sanitario. Altri deputati conservatori sono invece preoccupati per l’impatto che l’invito a lavorare da casa avrà sull’economia. La City e Canary Wharf, i due centri finanziari della capitale britannica, ieri erano deserti. La Cbi, la Confindustria britannica, e altre organizzazioni che rappresentano il business hanno chiesto al Tesoro di introdurre di nuovo misure di sostegno all’occupazione, soprattutto per aiutare il settore dell’ospitalità. Anche il Fondo monetario internazionale ieri ha definito la nuova variante una grave minaccia per l’economia britannica e ha consigliato al Tesoro di mettere in atto piani di emergenza come un “mini-furlough”. La ribellione all’interno del partito conservatore però va ben oltre le misure anti-Covid. Molti deputati ritengono che il premier abbia perso ogni credibilità dopo una serie di scandali e comportamenti poco ortodossi. Le rivelazioni che lo scorso dicembre, quando l’Inghilterra era in lockdown e moltissime famiglie non avevano potuto trascorrere il Natale insieme, ci sono state feste a Downing Street hanno fatto crollare la popolarità di Johnson. La rabbia della gente per le violazioni delle norme anti-Covid da parte di chi le aveva imposte è aumentata con i tentativi maldestri del Governo di negare o minimizzare la notizia. Johnson è anche accusato di avere mentito alle autorità che indagavano sui costi di ristrutturazione dell’appartamento del premier a Downing Street, pagati da un ricco sostenitore del partito poi elevato alla Camera dei Lord. Ormai non è più solo l’opposizione che accusa Johnson di mentire, mentre le sue gaffe e discorsi inconcludenti divertono sempre meno gli elettori. I sostenitori del premier sperano che possa rimettersi in carreggiata, tornando a essere il leader popolare che due anni fa aveva portato i Tories a conquistare una schiacciante maggioranza in Parlamento. La mancanza di rivali è il vero asso nella manica di Johnson, secondo i suoi seguaci, perchè «di Boris ce n’è uno solo». Dopo il voto umiliante di ieri però si parla apertamente di chi potrebbe essere il nuovo leader del partito.
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