STUPIDA RAZZA

venerdì 11 marzo 2022

Carburanti verso 2,5 euro al litro Ricordiamo che metà va in tasse


  Il governo fa il gioco delle
tre carte su tasse e accise, ma
rischia di schiantarsi contro
un Tir. Da lunedì prossimo,
lItalia sarà paralizzata. Co-
me spiega Maurizio Longo,
segretario di Trasportouni-
to, la sua associazione antici-
pa la mobilitazione già deci-
sa da Unitrans per il 19 e bloc-
ca i camion perché «ormai la
categoria non si tiene più».
Sostiene Longo in una lettera
inviata a Mario Draghi e al
viceministro dei trasporti
Teresa Bellanova, che 15
giorni fa aveva firmato unin-
tesa rivelatesi inefficace mi-
nacciando di far intervenire
la celere per togliere i blocchi
dei Tir: «La sospensione dei
servizi si è resa inevitabile
per tutelare le imprese e im-
pedire che le esasperate con-
dizioni di mercato, determi-
nate dal rincaro record dei
carburanti, si traducano in
vantaggi per altri soggetti del
settore trasporti, o in addebi-
ti per obblighi contrattuali
che le imprese della filiera
logistica non sono più in gra-
do di garantire».
LItalia si blocca di nuovo e
stavolta il rischio che negli
scaffali dei supermercati la
merce manchi davvero è rea-
le. L effetto inflazione e la
paura della guerra in Ucraina
hanno già indotto episodi di
accaparramento, al punto
che Coop Italia ha deciso di
non consentire lacquisto di
più di quattro confezioni per
ogni scontrino di generi co-
me farina, olio di girasole e
pane. La protesta di Traspor-
tounito origina dal prezzo
dei carburanti ormai fuori
controllo. Ieri in Versilia la
benzina al self service è arri-
vata a 2,50 euro al litro. Il
gasolio in media in Italia sta
sui 2,04 al litro e in molti
impianti ha superato la ben-
zina.
Mario Draghi è andato in
Parlamento con la faccia
contrita a dire che si inter-
verrà sul caro bollette abbas-
sando lIva sul gas, anche se
«non basterà». Sulla benzina
e il gasolio però tace, perché i
distributori sono il banco-
mat del governo. D ra g h i sa
che se tocca accise e i Iva sui
carburanti saltano i conti
dello Stato. LItalia ha scom-
messo sulla ripresa che è sva-
nita, forse non riusciamo - a
proposito di sostenibilità - a
reggere lenorme debito. Ec-
co il prelievo forzato, se non
forzoso alle pompe. Contro
questa situazione si schiera
lautotrasporto allo stremo,
come i pescatori che ieri so-
no tornati a Roma a manife-
stare e lasciano le barche al-
lormeggio perché non con-
viene andar e in mare. Lo
stesso vale per gli agricoltori
costretti a ridurre le produ-
zioni (la situazione è dram-
matica) per non far girare i
trattori. Si stanno fermando
anche i 230.000 agenti di
commercio che intermedia-
no circa il 70% del Pil. Idem i
piccoli corrieri. Più del loc-
kdown per il Covid può il ca-
ro benzina.

Un sollievo potrebbe veni-
re dallesclusione dellI va
sulle accise medesime, ma il
governo, che sta incassando
circa 5 miliardi in più con
questi rincari (lo scorso anno
il gettito fiscale delle pompe
è stato pari a 24 miliardi),
non se lo può permettere.
Sulla benzina gravano 19 ac-
cise (dalla crisi di S uez del
1956 al terremoto dellEmilia
di nove anni fa) che valgono
73 centesimi per la benzina e
62 per il gasolio. Queste van-
no sommate al prezzo indu-
striale e sulla somma si ap-
plica lIva al 22%. Se un litro
di benzina si paga 1,95 euro,
compreso l aggio dei gestori
sui 4 centesimi, di accise ne
paghiamo 73 e di Iva 35; il
carico fiscale è del 55,4%. Ba-
sta andare a Livigno, che è
zona franca, o in Slovenia, a
due chilometri da Gorizia,
oppure oltre il confine au-
striaco per saperlo. A Livigno
ieri la benzina costava 1,13
euro, il gasolio 0,99.
Come stupirsi se ci sono
file chilometriche ai distri-
butori? E come stupirsi se il
contrabbando sta ripren-
dendo alla grande?

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