Tra egoismi
nazionali con
tentazioni au-
tarchiche e luo-
gocomu n is m o
ecologista l’E u-
ropa nei giorni della guerra
frana sulla politica agricola.
Ieri ne ha preso atto Stefano
Patuanelli, il ministro dell’A-
gricoltura, che in Consiglio
dei ministri ha tenuto una
lunga informativa sulla si -
tuazione drammatica delle
nostre campagne. Ha detto:
« L’aumento delle materie
prime e dei costi energetici sta erodendo
la redditività: il settore
agroalimentare non riesce
più a redistribuire gli au-
menti lungo la filiera produt-
tiva». Sono in ballo 150 mi-
liardi di fatturato (51 dall’e-
xport) che diventano 350 con
annessi e connessi. Così il
ministro 5 stelle ha dovuto
occuparsi delle stalle che so-
no in gravissima sofferenza.
Mancano i mangimi; Assal-
zoo - l’associazione dei pro-
duttori di alimen ti per gli
animali - stima che le riserve
bastino per 20 giorni, dopo si
dovranno abbattere gli ani-
mali per evitare che muoia-
no di fame. La Coldiretti an-
nuncia che sono già comin-
ciati i razionamenti negli al-
levamenti. La carenza di
mangimi è dovuta al blocco
delle importazioni da Ucrai-
na, Russia, ma anche da Un-
gheria (ci vende il 30% circa
del mais che ci serve per le
nostre vacche) e Serbia.
Francia e Germania non so-
no disposte a darci il loro
grano tenero visto che quello
che compriamo all’estero
(oltre il 60%) è bloccato nei
porti di Odessa. Ci manca il
cibo per le vacche, ci sta per
mancare il pane. È lo spirito
comunitario !
Patua n el l iaccodandosi a
quanto già detto dal suo sot-
tosegretario Gian Mar co
Centinaio (Lega) che ieri ha
riunito il tavolo sulla crisi del
grano, ha aggiunto: «Bisogna
riorientare la Pac e sbloccare
gli aiuti di Stato al settore
agricolo e agroalimentare».
La smentita più clamorosa di
Bruxelles il ministro la riser-
va al cosiddetto Farm to Fork
che imporrebbero di lascia-
re il 10% di superficie incolta
e di bandire l’utilizzo di ferti-
lizzanti e fitofarmaci. Non ce
lo possiamo più permettere,
almeno non noi italiani. Così
il ministro sostiene: «Occor-
re posticipare la Pac e le mi-
sure volte a limitare la pro-
duzione, incrementare i pa-
gamenti accoppiati per le
produzioni per cui l’Ue non è
autosufficiente (proteine ve-
getali, cereali, eccetera, ndr);
consentire l’utilizzo delle su-
perfici lasciate a riposo e di
tutti i pascoli; introdurre un
contributo flat “ex-novo” per
tutte le superfici agricole
utilizzate, per ammortizzare
l’incremento dei costi di pro-
duzione; rimuovere il vinco-
lo al non incremento della
superficie irrigabile, per au-
mentare la produttività del
settore agroalimentare».
Insomma smontiamo tut-
to altrimenti non avremo da
mangiare e al Green deal ci
pensiamo un’altra volta. In-
fine il ministro chiede una
moratoria sui mutui per le
aziende agricole e un soste-
gno tipo quello attuato per il
Covid. Basterà? Secondo
Gian Marco Centinaio, che
ha criticato le tentazioni au-
tarchiche ungheresi, biso-
gna «che l’Europa subito
sblocchi un milione di ettari
dal fondo di rotazione per
salvare il salvabile e poi biso-
gna rafforzare i contratti di
filiera per produrre più ce-
reali». Le stalle però hanno
bisogno subito di mangimi.
Comprare in America dove
un po’ di mais c’è, anche se è
passato da 30 a 90 euro al
quintale, non serve: per arri-
vare ci mette sei settimane,
troppo. Uno sforzo lo annun-
cia la Coldiretti che con il suo
presidente Ettore Pra n d i n i
ieri al tavolo dei cereali ha
dichiarato: «Siamo pronti a
coltivare da quest’anno 75
milioni di quintali in più di
mais per gli allevamenti, di
grano duro per la pasta e te-
nero per la panificazione.
Proponiamo all’industr i a
alimentare e mangimistica
di lavorare da subito a con-
tratti di filiera con impegni
pluriennali e il ri conosci-
mento di un prezzo di acqui-
sto “equo”, basato sugli effet-
tivi costi per recuperare li-
velli produttivi già raggiunti
nel passato».
Luigi S c o rd a m a g l i a, con-
sigliere di Filiera Italia, è net-
to: «Serve un cambio di rotta
immediato. Basta smantella-
re la nostra produzione au-
mentando la nostra dipen-
denza dall’ estero». S c o rd a-
maglia di fatto replica a Iva-
no Vacondio, presidente di
Federalimentare, che sostie-
ne essere impossibile imma-
ginare l’Italia autosufficien-
te dal punto di vista agricolo.
Invece il consigliere delegato
di Filiera Italia insiste: «Ha
fatto bene Draghi a dire che
l’Europa deve rivedere il
quadro regolatorio dell’agri-
coltura. Tenere i terreni im-
produttivi non tutela l’am-
biente. Il Farm to Fork avrà
l’effetto di far crollare del
30% la produzione, il model-
lo virtuoso è invece quello
italiano e l’auspicio è che la
Pac predisponga misure per
sostenere la vera agricoltura
e la zootecnia».
E che ce ne sa bisogno lo
dimostra la crisi che sta
mordendo il lattiero casea-
rio. Le stalle sme ttono di
produrre e questo, già in Sar-
degna come nel Cilen to e
nelle zone pedemontane del-
le Alpi, significa che non si
fanno più formaggi. Anche
stavolta ce lo impone l’Euro-
pa.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
venerdì 11 marzo 2022
«Costretti ad abbattere gli animali» Scoprono ora l’eurofollia agricola
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