G u e r r a i n
Ucraina e rischi
per il nostro Pil.
Un Consiglio dei
ministri tanto at-
teso, ma che dif-
ficilmente porterà benefici al-
l’economia italiana nel breve
termine. Tre i ministri mag -
giormente coinvolti. Il titolare
dell’Agricoltura, Stefano Pa-
tua n el l i, quello dello Sviluppo
economico, Giancarlo Gior-
getti, e quello della Transizio-
ne ecologica, Roberto Cingo-
lani. Da tutti e tre un quadro
allarmante della situazione.
Scorte limitate, prezzi alle
stelle e necessità di applicare
dazi e limitazioni all’export .
L’allarme più impellente toc-
ca ovviamente l’e n e rg i a .
«Servono misure straordi-
narie anche per normalizzare
il prezzo del gas perché non
possiamo chiudere del tutto,
siamo tutti d’accordo, ma non
possiamo nemmeno pagare il
gas russo dieci volte il prezzo
reale», ha spiegato Cingol a n i,
riferendo di a vere chiesto
«con molta forza» che ce ne
fosse «almeno un accenno»
nel comunicato del G7 ener-
gia. «Rivedere un po’ le regole
del mercato, un price cap eu-
ropeo» ha aggiunto, riferendo
di averne parlato anche con il
gabinetto del presidente della
Commissione europea, Ursu-
la von der Leyen. Dopo il cdm,
il ministro, nel suo intervento
in Senato, ha sottolineato che
«in questo momento il costo
del gas non ha molto a che ve-
dere con il prezzo di estrazio-
ne del gas. Paradossalmente
l’impatto sulle nostre bollette
non dipende dal prezzo reale
della materia prima del gas,
ma dipende da quanto il mer-
cato abbia fatto salire la sua
quotazione. (SPECULAZIONE !) A oggi», ha ripe-
tuto, «abbiamo quotazioni
che sono circa dieci volte quel-
le reali di estrazione. E allo
stesso modo ci ritroviamo con
un conto elettrico estrema-
mente elevato, quindi se il gas
è alto ci ritroviamo la bolletta
elettrica e la bolletta termica
estremamente elevate».
L’alternativa a chiudere i
rubinetti russi è però un
dramma sociale. A sostenerlo
è sempre Cingol a n iche cita il
suo omologo di Berlino. «Non
possiamo chiudere e fermare
tutta l ’economia, altrimenti
diventa una tragedia sociale
anche in Germania. Vale an-
che per noi, onestamente».
Per questo meraviglia il fatto
che il cdm di ieri si sia limitato
a sbloccare impianti fotovol-
taici per 1,5 gigawattora e sei
parchi eolici per mezzo giga.
Pochissimo, se si tiene conto
che quest’anno secondo il pia-
no del Pnrr dovremmo arriva-
re a 7 giga, a cui si aggiungono i
5 non realizzati nel 2020. Una
goccia nell’oceano che non
serve minimamente a com -
pensare i flussi di gas dalla
Russia. Posto che veramente il
governo riesca a scollegarsi
dalle pipeline provenienti da
Mosca nei prossimi 36 mesi,
come promesso. Nel frattem-
po le aziende arrancano.
Chiudono per via delle bollet-
te e della carenza di materie
p r i m e.
L’impatto del caro energia
non si ferma più alle energivo-
re, fonderie, cartiere, imprese
della ceramica. Il peso è gene-
ralizzato, grava sui pescherec-
ci, come dimostrano le agita-
zioni nate nelle Marche, sugli
autotrasportatori, ma anche
sulle famiglie, che nei loro bi-
lanci sommano i rincari di
tutte le componenti. Giorget-
ti, per quanto di sua compe -
tenza, si è concentrato sui fon-
di di sostegno. Tra le altre mi-
sure, per quanto riguarda la
protezione per l’ export ci sa-
rebbe la richiesta di verificare
la possibilità di attivare misu-
re di protezione delle filiere
nazionali disponendo il divie-
to di esportazione di prodotti
indispensabili all’attività di
comparti di carattere strate-
gico sotto il profilo economi-
co. Da valutare poi se sia op-
portuno accompagnare que-
ste misure con l’ap p l ic a z io n e
di dazi all’ esportazione sem -
pre al fine di evitare la fuoriu-
scita di prodotti essenziali al-
l’attività del sistema italiano
(tale misura dovrebbe essere
verificata a livello di Ue). Sul
fronte dei fornitori alternativi
di materie prime, poi, serve
l’individuazione di fornitori
alternativi alla Russia e all’U-
craina in modo da compensa-
re blocchi o limitazioni agli
approvvigionamenti da que-
sti due Paesi. Infine, riguardo
allo stoccaggio di beni essen-
ziali, si lavora sull’ipotesi di
rafforzare ed estendere il si-
stema di stoccaggio, attual-
mente previsto per le fonti
energetiche, anche ad altri be-
ni da considerare essenziali in
modo da cautelarsi di fronte
alla possibilità di carenze di
adeguate disponibilità o di
forti aumenti di prezzi, anche
riconducibili a ragioni di ca-
rattere speculativo.
Uno studio che sul versante
dei beni alimentari è stato
messo a punto anche da Pa-
tua n el l iche chiede un accom-
pagnamento di misure di sal-
vaguardia adeguate. E di fron-
te alla lacerazione del tessuto
produttivo, e a questa «tempe-
sta perfetta», il presidente di
Confindustria, Carlo Bonomi,
chiama a voce alta la necessità
di mettere in campo almeno
400 milioni di cassa integra-
zione. Il peso maggiore con
cui combattono le imprese,
che va avanti da tempo, è quel-
lo dell'impennata dei prezzi
delle bollette. Un punto lo
mette la direttrice di Confin -
dustria, Francesca Mariotti,
calcolando un incremento, a
oggi, che sfiora il 1.500% ri -
spetto ai prezzi di febbraio
2020. La situazione va presa
in mano in tempi stretti per
salvare la vita delle aziende,
«parliamo di giorni, settima-
ne, non di più»; dal momento
che molte di loro hanno già
deciso il fermo produttivo. Sul
punto gli industriali sono net-
ti: «Non si tratta di un rischio
ma di un fatto».
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
venerdì 11 marzo 2022
Imprese a rischio sopravvivenza «Senza il gas russo tragedia sociale»
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