STUPIDA RAZZA

venerdì 11 marzo 2022

Caro bollette: locali a orario ridotto


 Cenare a lume di candela
può essere romantico ma non
basta ai ristoratori per affron-
tare la batosta degli aumenti
delle bollette. A febbraio pub e
ristoranti di tutta Italia hanno
organizzato per San Valentino
la serata a lume di candela per
sollevare il problema, seguiti
poi anche dai commercianti
di Valenza, in Piemonte, che
per tre giorni avevano illumi-
nato i loro locali con le cande-
le. Ora in Veneto negozi e ri -
storanti hanno deciso di cam-
biare gli orari di apertura per
ridurre limpatto dellaumen-
to dei costi energetici e del ca-
lo dei consumi visto che i cit-
tadini, avendo lo stesso pro-
blema, st anno riducendo
uscite e acquisti. Gli esercenti
allora, con un occhio allattivi-
tà e uno ai conti, hanno deciso
di ridurre le aperture. E così ci
sono ristoranti aperti solo nel
weekend che restano chiusi
gli altri giorni della settimana,
altri che hanno scelto di stare
sempre aperti ma o a pranzo o
a cena, in base al giro della
clientela. I titolari tentano co-
sì di abbattere limpatto dei
costi energetici, che in sala e
in cucina sono molto elevati. I
negozianti invece hanno deci-
so di ridurre lorario di aper-
tura proprio per evitare di ac-
cendere le luci.
«Come possiamo pensar e
che queste siano soluzioni?»,
si domanda Patrizio Bertin,
presidente di Confcommer-
cio Veneto, sentito dal Corrie-
re della Sera, «Dopo due anni
di pandemia, con aperture a
singhiozzo per le limitazioni
Covid, questa crisi mette a du-
ra prova le nostre imprese. I
costi delle materie prime han-
no cominciato a crescere già
lanno scorso, ma ora questa
impennata dellenergia di -
venta insostenibile». Secondo
le stime dellassociazione, ri-
spetto al 2021 i costi energetici
sono raddoppiati per alberghi
e bar, per i ristoranti ci sono
aumenti del 73%, men tre il
rincaro medio per le imprese
alimentari è del 62% e del 40%
per i negozi non alimentari.
Anche a Bergamo la ridu-
zione dellorario di apertura
di bar e ristoranti inizia a dif-
fondersi tra gli operatori, che
cercano di far quadrare i conti
facendo riposare il personale.
«A meno ore di lavoro corri -
spondono meno spese ma an-
che meno incassi, con il ri -
schio di finire in un circolo
vizioso senza fine», afferma
Oscar Fus in i, direttore di
Ascom Confcommercio Ber -
gamo. Tagliano i consumi,
non la forza lavoro, anche gli
artigiani: entrano in azienda
dopo ed escono prima. Due
ore al giorno di risparmio di
corrente e gas vogliono dire
molto, in questo periodo.
Lufficio studi di Confarti-
gianato ha fatto un raffronto
fra il costo del megawattora il
23 febbraio (pre guerra) e l8
marzo: da 250 a 600 euro, poi
scesi a 500 mercoledì; nello
stesso periodo, il gas è passato
da 80 a 245 euro. «Le aziende
tengono duro, soffrono da so-
le, ma dopo due mesi come
questi la sofferenza è al limite.
E tutti i prodotti sono aumen-
tati, dal finito al semilavora-
to», dice il presidente degli ar-
tigiani veneti Roberto Bo -
schetto. E mentre i commer-
cianti genovesi hanno già an-
nunciato che presto saranno
costretti a rivedere al rialzo i
prezzi dei prodotti e dei servi-
zi offerti, i «colleghi» di Taran-
to spegneranno le insegne dei
loro negozi.

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