Da giorni, sui
principali quoti-
diani, leggo arti-
coli in cui si an -
nuncia il prossi-
mo default della
Russia. Le sanzioni decise da
America ed Europa dopo l’in-
vasione dell’Ucraina avreb -
bero colpito duro e le princi-
pali banche di Mosca, insie-
me con alcune delle più im-
portanti aziende, sarebbero
su l l’orlo del fallimento. Con-
fesso che non ho gli strumen-
ti per soppesare queste apo-
calittiche previsioni. Di cer-
to, la guerra ha accentuato le
croniche inefficienze del
Paese ed è probabile che, no-
nostante il prezzo del gas sia
decuplicato, i conti di Puti n e del suo impero
non tornino. Tuttavia, gli ef -
fetti sul rublo delle misure de-
cise per fermare l’Armata ros-
sa mi interessano fino a un
certo punto. Ciò che mi preme
sono le conseguenze che que-
gli stessi provvedimenti han -
no sul nostro Pil e sul bilancio
delle famiglie italiane. Perché
mi pare evidente che se la Rus-
sia rischia la bancarotta, an -
che il nostro Paese non è desti-
nato a uscire indenne dal con-
flitto. Pur non dovendo finan-
ziare una guerra, supportare
un esercito e incrementare un
arsenale, l’Italia senza volerlo
è in prima linea e rischia di
pagare a caro prezzo una bat-
taglia che non ha voluto e alla
quale non intende partecipa-
re.
Sono t roppo pessimista?
Beh, il primo a esserlo è il pre-
sidente del Consiglio, il quale
ieri ha parlato di «un forte ri-
schio di recessione». Un’idea
che pare condivisa dal mini-
stro allo Sviluppo economico,
il leghista Giancarlo Giorget-
ti. Per non parlare poi di Ro-
berto Cingolani che, a propo-
sito di gas, ha detto che l’inter-
ruzione delle forniture sareb-
be una tragedia sociale per la
Germania e di conseguenza
anche per noi. Il concetto è
chiaro: più questa guerra con-
tinua e più la pagheremo cara.
E non soltanto perché il prez-
zo del gasolio ha superato
quello già altissimo della ben-
zina (del resto, che cosa c’e ra
da aspettarsi se JoeBideneBo-
ris Johnson all’unisono an -
nunciano lo stop alle importa-
zioni di greggio dalla Russia?),
ma perché, oltre a incidere
sulle quotazioni di petrolio e
carbone, le misure economi -
che contro Mosca provocano a
cascata un aumento genera-
lizzato dei costi di importazio-
ne delle materie prime, oltre
che un taglio delle forniture.
Non voglio fare qui un elenco
diciòcheèrincarato nelle ulti-
me due settimane. Mi limito a
segnalare ciò che riguarda il
settore in cui noi giornalisti
operiamo. In pochi mesi, per
effetto del Covid prima e della
guerra poi, il prezzo della car-
ta è raddoppiato. L’incremen-
to delle vendite online ha in -
fatti spinto la richiesta di im -
ballaggi e così, visto che le tira-
ture della stampa calano, le
cartiere si sono riconvertite e
producono cartone. E come è
normale per qualsiasi settore,
quando si riduce l’offerta, il
prezzo sale. Ma questa era la
situazione prima che l’Ucrai-
na v enisse invasa e il prezzo
del gas schizzasse. Ora che la
bolletta è alle stelle, anche pa-
gando il doppio, le tonnellate
di carta necessarie a stampare
quotidiani e periodici non ci
sono. Con data 9 marzo la car-
tiera norvegese che ci riforni-
va ci ha comunicato che dalla
fine del mese sospenderà la
produzione. Troppo alto il
prezzo del gas e dell’elettrici-
tà, troppo volatile uno dei co-
sti principali nella lavorazio-
ne delle bobine che rifornisco-
no le rotative. La lettera, che
ho sotto gli occhi mentre scri-
vo,fariferimentoagliimprevi-
sti e drammatici eventi in cor-
so in Ucraina e spiega che la
società è «costretta» a sospen-
dere con effetto immediato la
produzione per limitare i dan-
ni economici, cancellando gli
ordini e gli accordi in corso.
Qualcuno potrebbe obietta-
re che si può vivere anche sen-
za giornali. Certo (anche se poi
l’informazione sarebbe ridot-
ta ai social, i quali non mi pare
che in questo momento brilli-
no, basti pensare alla quantità
di balle di cui sono inondati),
ma il mio è un piccolissimo
esempio, perché ciò che vi ho
raccontato non riguarda solo
l’editoria, ma ogni settore pro-
duttivo. Il rincaro delle bollet-
te sta mettendo in ginocchio
centinaia se non migliaia di
aziende, costringendo negozi
e ristoranti a tirar giù la ser -
randa perché il lavoro non vale
le spese a cui si deve far fronte.
Ogni giorno, sui quotidiani lo-
cali si possono leggere notizie
di fabbriche che hanno deciso
di chiudere e mettere in liber-
tà i dipendenti, perché pro-
durre non conviene più. Op-
pure perché la materia prima
non c’è più. Ieri Mosca ha an-
nunciato lo stop al commercio
dei fertilizzanti e i produttori
di pasta non sanno come ali -
mentare la loro catena produt-
tiva, perché da Ucraina e Rus-
sia non arriva più farina.
Grazie alle sanzioni, la Rus-
sia oggi è ridotta all’auta rc h i a ,
si consolano gli ar tiglieri da
salotto tipo Federico Fubini e
Paolo Mieli. Evviva, le grandi
aziende abbandonano Mosca:
dal colosso dei container
Maersk al gigante dell’elettro-
nica Samsung, tutti fuggono
per non macchiare la propria
immagine facendo affari con
uno Stato canaglia. Bene. An-
zi, ottimo. Più isoliamoPuti ne
meglio è. Però tutto ciò ha un
costo, che non si traduce nel
miliardo che sborsiamo per
ogni giorno di guerra e nem -
meno nei listini dei mercati
chefannosuegiù.No,ilcosto è
la recessione di cui parla Dra-
ghi, che si traduce in minori
posti di lavoro, più inflazione e
una decrescita infelice. I guer-
rafondai ipocriti, quelli per la
lotta dura senza paura in no-
me dei principi, calcolano che
i soli rincari dell’energia nel
2022 ridurranno la nostra cre-
scita del 2,6. E forse sono otti-
misti, perché nessuno ha an-
cora tirato le somme di quello
che sta succedendo nell’eco-
nomia reale. Certo, in nome
della libertà è giusto fare sa-
crifici: ma tra questi partigia-
ni in pantofole c ’è qualcuno
che lo ha spiegato agli italia-
ni?
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
venerdì 11 marzo 2022
GUERRAFONDAI IPOCRITI CI PORTANO IN RECESSIONE
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