STUPIDA RAZZA

giovedì 10 marzo 2022

Dall’Ue nessun aiuto E anche il carbone ci arriva da Mosca

 

La Commissione europea
ha presentato ieri il piano che
ambisce a rendere lUnione
europea indipendente dagli
idrocarburi provenienti dalla
Russia. Il piano, battezzato Re-
PowerEu ( power significa sia
energia che potere) delinea
anche una serie di misure su-
gli stoccaggi di gas. Il commis-
sario allenergia, Kadri Sim -
son, e il vicepresidente della
Commissione, Frans Timmer-
m an s, in conferenza stampa
hanno illustrato le tre direttri-
ci principali del piano:
1 Diversificazione degli ap-
provvigionamenti di gas, con
un maggiore uso dei terminali
di rigassificazione e dei ga-
sdott i ;
2Investimenti nelle fonti rin-
novabi l i ;
3Efficienza .
In sintesi: accelerare il pia-
no Fitfor55, risparmiare ener-
gia e sostituire la Russia nelle
forniture di gas. Non siamo da-
vanti a idee particolarmente
originali, dunque. Le novità
però stanno nei numeri del do-
cumento. Il piano punta a ri-
durre le importazioni europee
di gas dalla Russia di ben 100
miliardi di metri cubi già entro
la fine di questanno (pari ai
due terzi delle importazioni
del 2021).
Secondo il RePowerEu, 50
miliardi di metri cubi di gas
russo verrebbero sostituiti da
import via Gnl, mentre altri 10
dallaumento di import via ga-
sdotti da altri Paesi. Altri 3,5
miliardi di metri cubi da mag-
giore produzione europea di
biometano. Poi, ben 14 miliar-
di di metri cubi di importazio-
ni verrebbero annullati da ri -
sparmi energetici (il piano in-
dica come esempio «abbassa-
re la temperatura dei termo-
stati di 1 grado», sic) e altri 20
miliardi da sostituzione di im-
pianti termoelettrici a gas con
quelli a fonte rinnovabile. Per
usare il linguaggio di Bruxel-
les, un piano ambizioso.
Per quanto riguarda gli
stoccaggi di gas, viene propo-
sto un obbligo per i gestori de-
gli stoccaggi di arrivare al pri-
mo ottobre di ogni anno con la
capacità almeno al 90%, preve-
dendo anche incentivi econo-
mici allo scopo. Inoltre, la
Commissione propone una
piattaforma facoltativa per ac-
quisti di gas in comune, di cui
si parla già da tempo ma di cui
continua a non vedersi alcuno
sviluppo pratico. Infine, resta
valido il ventaglio di strumenti
già utilizzati per mitigare lim-
patto dei maggiori costi per fa-
miglie e imprese, così come la
possibilità di fissare tetti di
prezzo o tassazioni straordi-
narie per i soggetti che più be-
neficiano dei rincari.
Durante la conferenza
stampa, Ti m me r ma n sha
smentito in maniera netta lin-
discrezione circolata ieri, se -
condo la quale lUe avrebbe al-
lo studio di emettere obbliga-
zioni comuni per finanziare
energia e difesa e distribuire il
costo delle sanzioni. «Forse gli
Stati, non la Commissione»,
ha detto. È possibile che lipo-
tesi, se davvero esiste, venga
discussa nella riunione infor-
male dei capi di Stato o di go-
verno che si terrà domani e do-
podomani a Versailles, ma la
smentita di oggi di un alto rap-
presentante europeo è parsa
particolarmente decisa.
In Italia, intanto, il ministro
per la Transizione ecologica,
Roberto Cingolani, ha detto
che il governo ha un piano che
permetterebbe di dimezzare
le importazioni di gas dalla
Russia già entro aprile e di az-
zerarle completamente entro
due anni. Il ministro non ha
fornito dettagli, ma da quello
che siamo in grado di rico-
struire si tratterebbe di un au-
mento di importazioni dal ga-
sdotto Tap (+2 miliardi di me-
tri cubi) e da quello algerino
(+2). Inoltre, dovrebbe esserci
un aumento dellimport via
Gnl dal Qatar, considerato che
lItalia ha tre rigassificatori da
15 miliardi di metri cubi di gas
allanno che nel 2021 hanno ri-
gassificato solo 9,8 miliardi di
metri cubi.
In questo modo circa 9 dei
29 miliardi di metri cubi im-
portati dalla Russia sarebbero
sostituiti. Il ministro ha poi af-
fermato che si sta studiando la
possibilità di utilizzare un al-
tro impianto di rigassificazio-
ne, questa volta galleggiante,
da collocare in mare in prossi-
mità di un imbocco del gasdot-
to nazionale. Sulla questione
starebbero già lavorando Eni e
Snam, cui il governo avrebbe
chiesto di collaborare. Questa
unità Fsru (Floating storage
and regasification unit) avreb-
be una capacità di circa 5 mi-
liardidimetricubi allanno.Su
comeaffrontareisuccessivi 24
mesi senza i 15 miliardi di me-
tri cubi di gas mancanti il mi-
nistro non ha fornito elemen-
ti.Nécisonodettaglisu come il
governo intenda sostituire la
fornitura di carbone dalla
Russia, che lo scorso anno ha
fornito i tre quarti del fabbiso-
gno italiano. Se davvero doves-
simo usare le centrali termoe-
lettriche a carbone (russo) per
supplire alla mancanza di gas
(russo), saremmo di fronte a
un curioso cortocircuito.
Tra le molte cose non chia-
re, registriamo anche lincer-
tezza sul destino dei contratti
di lungo termine stipulati da-
gli importatori di gas italiani
con Gazprom. Solitamente
questi prevedono clausole co-
siddette take or p ay, che obbli-
gano al pagamento anche in caso di mancato ritiro della
materia prima. Se davvero lI-
talia smettesse di importare
gas dalla Russia, che fine fa -
rebbero questi contratti?
Nel tardo pomeriggio, poi,
subito dopo lidentico annun-
cio di Boris Johnson, la Casa
Biancahaconfermato il blocco
dellimport di petrolio, gas,
prodotti petroliferi e carbone
dalla Russia. Per gli Usa si trat-
ta di uno sforzo non partico-
larmente proibitivo, visto che
pesa solo per il 7% circa. Ma la
cosa ha certamente un impat-
to sugli equilibri Opec+ e sui
prezzi, argomento delicato su
cui la Casa Bianca ha cercato di
rassicurare i cittadini ameri-
cani, già preoccupati dal prez-
zo della benzina ai massimi da
un decennio.

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