«Temiamo che quest’anno sarà assente quasi completamente la clientela russa a causa del blocco dei voli e
la svalutazione del rublo» avverte
Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi. Un macigno per gli hotel a 4 e 5 stelle scelti dalla clientela russa e un pesante handicap per il turismo. «A pochi giorni
dall’inizio del conflitto registriamo un
calo delle prenotazioni - continua la
presidente -. I venti di guerra generano timori e la probabilità che le persone smettano di viaggiare per paura è
una diretta conseguenza». Fino allo
scoppio della pandemia gli arrivi dalla
Russia avevano sempre avuto un
trend in crescita e nel 2019 l’Italia è
stata scelta da oltre un milione di russi, secondo i dati Enit, +17% sul 2018.
L’Italia era diventata la terza destinazione più popolare con un milione di
arrivi, 7 milioni di pernottamenti e
una spesa vicina al miliardo di euro.
Tra le preferite le destinazioni con
terme, dove si fa sport all’aria aperta e si trovano specialità culinarie. Quella
di Mosca è una clientela altospendente e Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, ricorda: «sicuramente ci
sarà una perdita per gli hotel di lusso
ma anche per tutto l’indotto e il commercio. È una clientela di fascia medio-alta, interessata allo shopping, al
divertimento, ai grandi ristoranti». Il
2022 per l’industria del turismo era
iniziato bene. «L’andamento delle
prenotazioni per i prossimi mesi era positivo, soprattutto dagli Usa - dice
Bocca -. Non siamo ancora ai livelli del
2019 ma in recupero. L’auspicio è che
la guerra non penalizzi gli altri mercati come, per esempio, quello Usa».
Da Mosca arriva in Italia una clientela
altospendente, molto importante per
il segmento lusso ma c’è anche una
clientela di fascia media, sia russa che
ucraina, interessata al turismo balneare che sceglie la riviera romagnola. Quest’anno all’aeroporto di Rimini
erano attesi 300mila passeggeri portati dai tour operator russi e ucraini.
«Volumi che nel passato non ci sono
mai stati» aggiunge Leonardo Corbucci, ad di Airiminum.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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