STUPIDA RAZZA

venerdì 11 marzo 2022

La gioiosa resa dei politici al partito unico delle armi


 Non bastava
la pandemia, è
arrivata la guer-
ra a cancellare
del tutto ogni ri-
levanza alla po-
litica italiana, e ogni sovrani-
tà al governo. Un funzionario
solerte a Palazzo Chigi, ligio
esecutore dei diktat euro-
atlantici; un cappellano militare al Quirinale che
benedice le armi senza truppe
dellItalia in guerra obliqua
contro la Russia; e poi i guappi
di cartone alla guida di quel
che resta della politica italia-
na. Primo fra tutti, nel passag-
gio dalla mascherina alle l-
metto, il soldatino di piombo
Enrico Sciab oLetta; ma se-
guono a ruota tutti quanti.
Non è una novità, direte, lI-
talia è sempre stata una colo-
nia a sovranità limitata, ogni
tentativo di discost arsi lha
pagato caro. Ma un tempo
qualcuno ci provava a far poli-
tica diversamente: le opposi -
zioni, bene o male, non si ri-
specchiavano in questo qua-
dro di subordinazione, e al go-
verno cerano figure, assai
controverse, che cercavano di
non appiattirsi sui diktat ame-
ricani: Aldo Moro, Giulio An-
d re otti, Bettino Craxi. Oggi
non cè traccia di dissenso, di
diversa apertura, di visione
strategica differente.
Mario Draghi si è confer-
mato personaggio autorevole
e competente nella sua mate-
ria, certo imparagonabile al
suo predecessore che conti-
nua a sparare supercazzole ai
microfoni, in un grottesco les-
sico doroteo leguleio; ma Dra-
ghi ha dimostrato - ieri con la
politica sanitaria, oggi ancor
più con la politica estera - di
non avere una sua visione ge-
nerale delle cose e di non esse-
re un leader ma solo un alto
funzionario internazionale,
un amministratore consolare
che garantisce ogni continui-
tà, ieri al metodo Speranza e
alla sanitocrazia punitiva che
ancora imperversa, oggi alla
linea Biden e allallineamento
cieco e assoluto alle direttive
Euro-Nato che non circoscri-
vono ma allargano, allungano
e aggravano il conflitto russo-
ucraino. Al punto che dobbia-
mo sperare in autocrati come
Recep Erdogan o Xi Jinping
per intravedere spiragli di pa-
ce. La competenza di D ra g h iè
di natura finanziaria; e ci au-
guriamochealmenosiaingra-
do di fronteggiare i pesanti ef-
fetti derivati da questa situa-
zione, in termini di crisi eco -
nomica e sociale.
Deviando da una vecchia
tradizione democristiana e
personale di prudenza, la co-
lomba Sergio Mattarella si è
travestita da falco e si è affret-
tataabenedirelanostraparte-
cipazione bellica seppure in -
diretta o per rifrazione, e a
m o s tra re l a l l i n ea m e nto
pronto e assoluto alle direttive
euro-atlantiche, dove si capi-
sce che l egemonia è tornata
alla Nato. Se la Germania e la
stessa Francia almeno tenta-
no di non appiattirsi su quella
posizione, cercano spiragli
per una trattativa o non rom-
pono i rapporti commerciali
con la Russia, noi siamo invece
tra i più zelanti, ben oltre lau-
tolesionismo.
In questo contesto la politi-
ca è totalmente collassata, ha
perso ogni ragione di vita. Il
Partito delle armi è decisa-
mente quello dem, il più schie-
rato verso la soluzione inter-
ventista-bellicista, fino a porsi
come la guardia giurata della
svolta paramilitare dei dem
globali. Ma anche gli altri sono
ormai messi molto male. Im-
barazzanti in questo frangen-
te storico figurine come Lu i g i
Di Maio agli Esteri o Roberto
F ic oalla guida del Parlamen-
to; surreale la non linea
espressa da Giuseppe Conte,
per intrinseca vacuità e per te-
nere buoni tutti nel pianeta
dei grillini. Imbarazzante pu-
re la piroetta di Matteo Salvi-
ni, spiace dirlo, il suo capovol-
gimento dimmagine da sce-
riffo a boy scout, lo svanire di
ogni sovranismo e il t acere
ogni analisi politica di quel
che sta accadendo, anche per
spiegare la sua svolta, limitan-
dosi a indossare la felpa di soc-
corritore umanitario (soccor-
si peraltro sacrosanti). In uno
scambio di ruoli da commedia
dellarte, Letta fa oggi il duro e
Salv i n ilumanitario. Capisco
che se avesse agito diversa-
mente la Lega sarebbe stata
massacrata come il partito filo
Puti n: ma certe inversioni a U
vanno spiegate e circoscritte.
Con più dignità Giorgia Me-
loni ha tentato almeno di dare
una giustificazione retroatti-
va, nel nome dellanticomuni-
smo, del nazionalismo op -
presso e della rivolta contro i
carri armati, a Budapest e Pra-
ga. Un modo per dissimulare
leffettivo allinearsi alle diret-
tive Nato, euroatlantiche, su-
bordinando la nostra sovrani-
tà nazionale ed europea. I re-
stanti giocano defilati e in -
truppati, nel piccolo cabotag-
gio filo occidentale: basta
ascoltare, ad esempio, il mini-
stro della real Casa, Antonio
Taja ni. Insomma, siamo alla
disfatta generale della politi -
ca, una capitolazione senza un
sussulto di dignità e senza
spiega z io n i .
In tutta onestà bisogna pur
dire che cè per loro una dop -
pia giustificazione:
1 Ne s su naltra posizione sa-
rebbe praticabile in un Paese
assoggettato alla linea euroa-
tlantica:chiunqueciprovasse,
finirebbe fuori strada, e sareb-
be interdetto a governare.
2È forte il rischio che in que-
sta polarizzazione mondiale
lalternativa allimpero euroa-
tlantico sia solo quella russo-
cinese, e dunque in quel caso -
come ai tempi della Guerra
fredda - ci sarebbe poco da
sceglie re.
Ma vorremmo perlomeno
vedere tentativi per frenare
questa corsa alle armi, anzi-
ché accorrere più solerti degli
altri; proprio allo scopo di non
allargare il conflitto e non per-
petuarlo.Vorremmoperlome-
no che i cedimenti diventasse-
ro compromessi, anziché alli-
neamenti supini e linee di dis-
senso motivato. E vorremmo
sentire ragionamenti geopoli-
tici adulti, realistici, per spie-
gare le scelte e i compromessi,
senza i trucchi ipocriti e gli ap-
pelliretoriciallalibertà, allin-
dipendenza, alleuropeismo o
addirittura al patriottismo,
così violentemente violati e
calpestati. Per favore, non fa-
teci ridere in piena tragedia.

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