STUPIDA RAZZA

venerdì 11 marzo 2022

I teorici del «non si tratta con Putin» ci hanno consegnato all’asse del male

 

«Non si tratta
con la pistola al-
la tempia». Pa-
role di Giampie-
ro Massolo, per
cinque anni se-
gretario generale del mini-
stero degli Esteri e per quat-
tro capo del Dis, ovvero del
dipartimento che coordina i
nostri servizi segreti. Masso-
lo è un ex ambasciatore di
rango, che conosce le armi
della diplomazia e gli equili-
bri internazionali, così dal-
lalto della sua competenza
esclude che si potesse trova-
re unintesa con Vladimir Putin che
consentisse di evitare linva-
sione dellUcraina. «Le sue
richieste erano inaccettabi-
li», ha spiegato in uninte r v i-
sta a D ag o s p ia, «Voleva che
gli ex Stati dellUnione sovie-
tica confinanti con la Russia
non avessero sovranità nelle
scelte internazionali e voleva
riconosciuta lannession e
della Crimea e degli pseudo-
staterelli di etnia russa che
lui stesso ha creato». L am-
basciatore ha ragione: come
si fa a sedersi al tavolo delle
trattative con un tipo del ge-
nere, che pretende di impor-
re le sue decisioni con la r ro-
ganza delle armi? Invece,
aprire un negoziato con un
tizio che ha invaso un Paese e
bombardato decine di città,
provocando la fuga di milio-
ni di persone, si può. Perché
è questo ciò che sta succe-
dendo. Dopo che le anime
belle hanno respinto qual-
siasi patteggiamento che
scongiurasse la guerra, ora
che i carrarmati sono a pochi
chilometri da Kiev e la popo-
lazione è allo stremo, ora si
tratta. Quello che fino a ieri,
prima che le truppe di Mosca
varcassero il confine, era
inaccettabile - perché «non
si tratta con la pistola alla
tempia» - adesso non solo
diventa possibile, ma lo stes-
so presidente ucraino, Vol o-
dymyr Zelensky, apre uno
spiraglio che consente di di-
scutere di Crimea e degli sta-
tere l l i .
Eh sì, care anime candide,
pronte a imbracciare la stilo-
grafica per combattere con -
tro un dittatore che vuole do-
minare con la forza: ora è il
momento della Realpolitik,
ossia della concretezza. E se
un nemico non lo puoi abbat-
tere, perché il danno che ne
deriverebbe sarebbe supe-
riore ai vantaggi, occorre
trovare una soluzione che
eviti il peggio. E così eccoci
qui, a trattare con la pistola
alla tempia. Anzi, con il can-
none puntato. Il brutto è che
la negoziazione non la si av-
via soltanto mentre abbiamo
sotto gli occhi le città sven-
trate dalle bombe e i cadaveri
dei civili per le strade, ma la
affidiamo a tipi che non sono
migliori delluomo che pre-
tendiamo di comb attere.
Già: oggi siamo costretti a
registrare un tentativo di
mediazione affidato alle ma-
ni amorevoli di Recep Tayyip
Erdoga n, noto campione del
rispetto dei diritti civili. Uno
che incarcera gli avversari,
tappa la bocca ai giornalisti,
manda a bombardare i vil-
laggi curdi, invade un pezzo
di Siria per creare unarea
cuscinetto attorno alla Tur-
chia, cioè fa esattamente le
stesse cose che fa Put i n, eb-
bene sì, un tipo del genere,
oggi è luomo a cui sono affi-
date le speranze di pace in
Ucra i n a .
Non so se i guerrafondai
ipocriti, quelli che sono di-
sposti a far morire gli altri
per difendere i nostri princi-
pi, si rendono conto del vico-
lo cieco in cui si sono infilati
e in cui, oltre allUcrai na,
hanno infilato anche lOcci-
dente e ogni Paese democra-
tico. Siamo al paradosso che
per fermare un dittatore ci
affidiamo a un altro dittato-
re. Ma se per caso questulti-
mo fallisse, tranquilli, è già
pronto un altro autocrate a
cercare di mettere daccord o
i due litiganti. Infatti, sullo
sfondo già si scalda i muscoli
Xi Jinping, il quale non solo
non vede lora di assumere
un ruolo di potenza interna-
zionale a tutto tondo, ma ha
le mani che gli prudono dalla
voglia di prendersi Taiwan e
fare ciò che Put i nha fatto
con la Crimea.
La follia di quelli che dico-
no «non si poteva trattare
con la pistola alla tempia»
non è soltanto di aver spedi-
to lUcraina a trattare con il
cannone alla tempia, ma di
aver unificato il fronte dei
peggiori, i quali sognano di
sconvolgere lordine mon -
diale dominato dallOc ci-
dente e dallAmerica. Sì, ca-
re anime belle. Aver fornito
armi allUcraina, illudendo-
la di essere al suo fianco;
aver chiuso il rubinetto del-
le transazioni finanziarie
(senza pensare che il rubi-
netto del gas con cui ci ri -
scaldiamo è nelle mani di
Puti n); aver minacciato di
bloccare lexport del petro -
lio e anche nuove sanzioni,
non ha fermato la g g ressio-
ne russa: sta solo portando
alla nascita di un nuovo asse
del Male, dove ognuno dei
protagonisti pensa di rita-
gliarsi un proprio vantaggio,
usando e sfruttando, se ne -
cessario, anche il Medio-
riente e lAfrica dove cinesi,
turchi e russi sono ben pre-
senti, al punto da aver finan-
ziato altri dittatori e soste-
nuto altre guerre.
Sì, questa è loperazione di
alta diplomazia che si sta
compiendo davanti ai nostri
occhi. Invece di capire anni
fa, ma anche mesi fa, che
bisognava evitare una nuova
guerra fredda, siamo entrati
senza esitazione in una guer-
ra calda. E adesso uscirci
non sarà facile, perché la pi-
stola alla tempia, oltre allU-
craina, ce labbiamo puntata
anche noi.

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