STUPIDA RAZZA

venerdì 11 marzo 2022

L’Ue porta il metodo Covid in guerra Spegnere i caloriferi è la nuova Ffp

 CON LA SCUSA DEL COVID HANNO SPINTO LA TRANSIZIONE DIGITALE E CON LA GUERRA LA TRANSIZIONE ENERGETICA !

 

 Dal coronavirus alla guer-
ra, la strategia dellUnio n e
europea per uscire dalla crisi
è sempre la stessa: il conto lo
devono pagare i cittadini. E
se prima dovevano indossare
le mascherine e mostrare il
certificato verde adesso do-
vranno abbassare il riscalda-
mento. A dirlo, senza pudo-
re, è l Alto rappresentante
dellUnione per la politi ca
estera, Josep Borrell, in un
discorso che trabocca retori-
ca. Intanto dal «nuovo» pia-
no europeo RePowerEu per
uscire dalla dipendenz a
energetica da Mosca (in soli
nove mesi) emerge la solita
ricetta tutta rinnovabili e sa-
crifici, perfettamente in li-
nea con i deliri green della
p re c e d e nte e m e rge n za ,
quella climatica. Lobiettivo?
Abbattere di due terzi la di-
pendenza dal gas russo (100
miliardi di metri cubi su 150)
in soli nove mesi.Per raccontarla in maniera
seria, dovremmo notare co -
me anche per la questione
ucraina venga imposta la
«mobilitazione totale». Tutta
la popolazione - ogni persona
a modo suo - deve partecipare
allo sforzo titanico contro il
nemico. Per usare le parole di
Ernst Jünger, «il complesso e
ramificato pulsare della vita
moderna viene convogliato in
un sol colpo di leva nella gran-
de corrente dellenergia belli-
ca»: non ci si può tirare indie-
tro, chi si sottrae alla lotta è un
saprofita e un traditore. Ecco,
così dir emmo se volessimo
prenderla seriamente. Ma
siccome la serietà, ormai da
tempo, non risiede in questi
paraggi, tanto vale usare un
linguaggio più diretto: combi-
nano disastri e fanno pagare il
conto ai comuni cittadini.
La logica è esattamente (e
drammaticamente) la stessa
che abbiamo visto allopera
nel caso del Covid. Il nostro
governo e le istituzioni inter-
nazionali non hanno saputo e
potuto fermare i contagi. An-
che le poche misure di sicu-
rezza che si sarebbero potute
mettere in campo nelle scuo-
le e nel trasporto pubblico
non sono state applicate,
quindi le autorità hanno deci-
so di seguire la strada più
semplice: hanno scaricato il
barile a noi. Hanno stabilito,
in buona sostanza, che se le
infezioni si moltiplicavano
era colpa degli italiani e, in
particolare, di alcune catego-
rie di untori. Prima chi usciva
di casa a corricchiare, poi dei
giovani che si ostinavano a
perdersi nella movida, quindi
dei negazionisti svalvolati e
infine, come noto, dei temibi-
li e spietati no vax.
Fu il ministro Roberto
Speranza, nel novembre del
2020, a dettare la linea. «I sa-
crifici sono duri, ma neces-
sari per piegare la curva dei
contagi», disse a proposito
delle chiusure e del famige-
rato sistema a colori. «Quan-
do si chiudono attività eco-
nomiche e commerciali si
chiedono dei sacrifici e noi
siamo molto consapevoli dei
sacrifici che stiamo chieden-
do», precisò. «Ma sono indi-
spensabili perché senza di
questi la curva non è piegabi-
le». In sintesi: poiché non
sappiamo cosa fare, tocca a
voi sacrificarvi. E, ovviamen-
te, chi non si sacrifica (o si
permette di alzare il ditino) è
un sabotatore.
Ebbene, il discorso pro-
nunciato da Speranza ne l
2020 ricorda in maniera ag -
ghiacciante quello snocciola-
to ieri dallAlto rappresentan-
te dellUe per la politica este-
ra, Josep Borrell. «La Com-
missione europea«, ha detto,
«con una nuova direttiva pun-
ta a tagliare di due terzi la no-
stra dipendenza dal gas rus-
so, un obiettivo difficile però
realizzabile se davvero ci im-
pegneremo». Chiaro? Sarà
dura, ma i sacrifici sono ne -
cessari per un fine superiore.
Quali siano i sacrifici è pre-
sto detto. Secondo Borrel l, ri-
nunciare al gas russo «richie-
de misure macroeconomi-
che, misure tecniche, richie-
de anche che i cittadini euro-
pei abbassino il riscaldamen-
to nei loro appartamenti, che
tutti facciano uno sforzo indi-
viduale per cercare di ridurre
il consumo di gas». Visto? Il
meccanismo è totalmente so-
vrapponibile. «Siamo nel pie-
no di un dramma», ci viene
detto, «e gli unici che possono
risolverlo siete voi». Il virus?
Se vi comporterete bene lo
batteremo. La guerra? Se fa-
rete qualche sacrificio finirà.
Certo, qualcuno potrebbe pensare che paragonare la
pandemia al conflitto sia in-
giusto e irrispettoso, ma il
punto è che a legare le due
cose è proprio il signor Bor-
rel l. A suo dire, dobbiamo ab-
bassare il riscaldamento «un
p o come tagliamo il consu-
mo dellacqua quando cè la
siccità. O esattamente come
ci mettiamo una mascherina
per poter fare fronte al virus.
Quello che abbiamo fatto
contro il Covid-19 dobbiamo
farlo in favore dellUcra i n a .
D evessere una mobilitazio-
ne degli spiriti, dei compor-
tamenti individuali, con un
impegno collettivo per cer -
care di fare fronte a un com-
pito che sicuramente ha una
portata storica». Eccola lì:
mobilitazione degli spiriti,
mobilitazione totale, assetto
di guerra anche se non siamo
in guerra, o almeno non di -
rettamente e ufficialmente.
Tutti dovete fare la vostra
parte per sconfiggere il co-
mune nemico!
Alcuni quotidiani già forni-
scono succinti manuali di so-
pravvivenza, proprio come
consigliavano i tamponi pri-
ma delle cene di Natale. Il Cor-
riere della Sera, ad esempio,
spiega che «per consumare
meno energia e meno gas»
possiamo, tra le altre cose, re-
cuperare «le buone abitudini
dei nonni, spegnere la luce
quando si esce da una stanza,
non lasciare scorrere lacqu a
calda inutilmente e non ecce-
dere con i termosifoni. Ne
guadagneranno la bolletta,
lambiente e anche il fabbiso-
gno di gas».
Preveniamo l obiezione,
anche perché ci sono già in
circolazione i soliti volonte-
rosi pronti a dire: «Ah, in
Ucraina la gente muore e tu
non vuoi abbassare il calorife-
ro! Vigliacco, qui si parla di
libertà e democrazia e tu non
sei pronto al più piccolo dei
sacrifici!». Ora, è evidente
che seguire i consigli del gior-
nale di via Solferino non sia
affatto impossibile. Anzi, al-
cuni accorgimenti attengono
al semplice buon senso. Ma il
punto non è rifiutarsi di spe-
gnere la luce o abbassare la
temperatura. Il punto è che
questa mobilitazione non
servirà a fermare la guerra, né
a garantirci lindipendenza
energetica. In compenso, la
logica binaria della mobilita-
zione totale ci impedisce di
ragionare e di chiederci: ma
per quale motivo ci viene dav-
vero richiesto di fare tutto
ciò? E se qualcuno stesse uti-
lizzando il conflitto per av-
viarci a forza sulla strada del-
la riconversione energetica?

Soprattutto: in quante altre
occasioni, nel prossimo futu-
ro, verrà utilizzato un analo-
go ricatto morale? Con lo
spauracchio del Covid ci sono
stati imposti il controllo ca -
pillare e la segregazione di
una buona fetta di connazio-
nali. E, come è evidente a tut-
ti, il virus non è stato sconfit-
to. La guerra servirà a farci
digerire lausterità energeti -
ca e la
transizione verde? È
possibile. E anche in questo
caso con la «misura di cieca
disperazione» non otterremo
di fermare le bombe.
Ma poco importa: volete
mettere quanto ci sentiremo
felici e moralmente superiori
non appena avremo abbassa-
to il termosifone? Pensate:
potremo addirittura recupe-
rare le tradizioni dei nostri
nonni e riscoprire unantic a
condizione ormai dimentica-
ta: la povertà. Per i malefici
no vax senza stipendio sarà
perfino una consolazione:

tanto, prima o poi, il gas e la
luce glieli avrebbero tagliati
comunque.

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