STUPIDA RAZZA

mercoledì 9 marzo 2022

«Le controsanzioni russe? Mosca dice che saranno asimmetriche»

 

S abato scorso Vladimir Putin ha descritto le sanzioni internazionali come una «dichiarazione di guerra». In che modo risponderà? «I russi - spiega Armando Ambrosio, Moscow resident partner dello Studio legale De Berti Jacchia - sono per natura dei giocatori di scacchi: aspettano la mossa dell’avversario e poi fanno la loro contromossa. Dopo la prima tornata di sanzioni nel 2014, le controsanzioni russe sono sempre state mirate, uguali e contrarie. Cercavano, almeno nelle intenzioni, di produrre lo stesso impatto nei confronti degli occidentali. Ora però è stato annunciato pubblicamente che le contromisure russe saranno asimmetriche. Aspettiamo di vedere cosa faranno: sono sicuro che le misure di ritorsione sono state studiate da tempo». Le sanzioni contro la Banca centrale sembrano aver colto di sorpresa. Oltre a queste, quali sono le più incisive? Le sanzioni riguardanti il sistema finanziario, nonché i settori tecnologico, dei trasporti e dell’energia sono quelle che hanno prodotto i maggiori effetti in passato. Quelle individuali, di fatto, colpiscono i singoli, ma hanno un effetto concreto molto limitato. Ricordo che alcuni deputati russi colpiti dalle sanzioni individuali comparivano in tv e dichiaravano orgogliosi di non possedere beni fuori dalla Russia: «Non abbiamo nessun bisogno di andare in Europa o in America». Anche le sanzioni territoriali, secondo me, hanno un effetto limitato. Le sanzioni finanziarie sono forse le più incisive, perché il blocco del sistema bancario è un nodo cruciale nell’ambito degli scambi commerciali internazionali. Lì si concentrerà la manovra, l’estromissione dal sistema Swift è la chiave per ostacolare gli scambi e isolare così la Russia. Quanto può reggere la “Fortezza Russia”? Nessuno lo può dire. I russi dovrebbero aver agito nella convinzione di poter gestire la nuova tornata di sanzioni. Negli ultimi tempi hanno accumulato ingenti riserve auree in previsione di una situazione di profonda crisi e isolamento: ma non siamo in grado di dire se abbiano calcolato proprio tutto. Che impatto possiamo prevedere per chi lavora con la Russia? Avendo inserito nella black-list un numero cospicuo di banche russe, diventa veramente difficile poter operare con la Russia. Già da qualche anno riscontriamo problemi nelle operazioni finanziarie, poiché le banche hanno sempre interpretato i divieti in modo molto ampio: quindi abbiamo riscontrato problemi con lettere di credito, bonifici, apertura dei conti bancari da parte di soggetti russi. Spesso banche italiane ed europee si rifiutavano di fare delle operazioni perfettamente lecite e non vietate dalle sanzioni. Però le policy interne imponevano particolari cautele nei confronti della clientela russa. Chi guadagna da questa situazione? L’Occidente sta spingendo sempre più la Russia nelle braccia della Cina. E la Cina sarà forse l’unico vincitore, perché l’Europa dovrà fronteggiare l’aumento dei prezzi di petrolio e gas. L’Ucraina uscirà completamente devastata. Anche la Russia dovrà affrontare grandi difficoltà dovendo impiegare tutte le sue risorse nella guerra. La Cina invece starà lì a guardare e potrà acquistare gas e petrolio russi a prezzi di favore. Che ripercussioni in Italia? L’appoggio al fronte delle sanzioni non durerà a lungo. Le imprese italiane inizieranno a lamentarsi del crollo delle esportazioni verso la Russia, l’aumento dei prezzi del gas, petrolio e alimentari faranno crescere il malcontento. Lì è prevedibile che cominci a sgretolarsi la coesione delle forze politiche.

Nessun commento:

Posta un commento