STUPIDA RAZZA

venerdì 15 aprile 2022

Jp Morgan, utili dimezzati Dimon vede la recessione «assolutamente possibile»

 

JP Morgan, archiviati i boom pandemici degli utili, solleva il sipario su preoccupazioni per guerra in Ucraina e rischi di crisi economica: i conti del primo trimestre 2022 della principale banca americana sono stati appesantiti dall'impatto dell'aggressione russa a Kiev e dalle incognite che gravano sull'espansione americana e su Wall Street. Paure che si sono tradotte in oneri e accantonamenti e hanno contribuito a un calo degli utili, tra gennaio e marzo, del 42% a 8,28 miliardi di dollari. Il risultato ha deluso, pari a 2,63 dollari per azione contro i 2,72 dollari previsti. Le entrate sono rimaste sopra le previsioni, pur scivolando del 5% a 30,72 miliardi. Il titolo ha ceduto oltre il 3%, portando al 21% il ribasso da inizio anno. JP Morgan ha dato il via ad una nuova stagione di bilanci della Corporate America resa problematica dalle incertezze sull'outlook. La società specializzata FactSet ipotizza frenate dei profitti al passo del 4,5% per le imprese nell'S&P 500, il più debole dall'ultimo scorcio del 2020. Il comparto bancario potrebbe guidare la ritirata risentendo di flessioni complessive del 36 per cento. «Rimaniamo ottimisti sull'economia, almeno nel breve periodo», ha dichiarato il chief executive Jamie Dimon. Aggiungendo però che all'orizzonte si stagliano «significative sfide geopolitiche ed economiche, legate a elevata inflazione, problemi nella catena di approvvigionamenti e guerra in Ucraina». Uno scenario che «aumenta le probabilità» di ripercussioni negative per gli Stati Uniti. A questo punto Una recessione è possibile? «Assolutamente», ha detto il numero uno della banca a conti alla mano. JP Morgan ha riportato in tutto oneri legati al credito per 1,5 miliardi nell'ultimo trimestre, in particolare per rafforzare riserve a fronte di possibili perdite. Quest'ultima mossa è risultata in accontamenti da 902 miliardi. Durante lo stesso periodo del 2021 i conti della banca avevano invece ricevuto un'iniezione netta di 4,2 miliardi da smobilitazioni delle riserve. Circa un terzo delle nuove riserve, ha indicato l'istituto, sono legate al rischio-Russia e due terzi a incognite sulla crescita domestica e spettri che le strette di politica monetaria per contrastare il caroprezzi inducano una recessione. L'esposizione alla Russia e agli shock che ha generato è inoltre costata una perdita da 524 milioni in svalutazioni e scosse sulle piazze finanziarie - 120 milioni solo nel trading del nickel. Sulla performance d'insieme di JP Morgan ha influito una flessione nell'attività di banca al consumo, del 57% nei profitti e del 2% nelle entrate. L'aumento dei tassi d'interesse ha ridotto del 37% i nuovi mutui. La La corporate e investment bank ha a sua volta mostrato flessioni del 26% e del 26% negli utili. Il trading ha risentito di cali del 3%, gravati da uno scivolone del 7% nell'azionario. L'investment banking, con il prosciugarsi di emissioni e collocamenti azionari iniziali, è diminuito del 31 per cento. Il nervosismo non ha risparmiato un altro protagonista dell'alta finanza, BlackRock. Il leader della gestione di asset ha riportato una raccolta complessiva netta dagli investitori di 86 miliardi nel corso del primo trimestre. Questa ha tuttavia rappresentato un rallentamento dai 172 miliardi dei tre mesi precedenti. E il valore delle attività in gestione è scivolato a 9.600 miliardi, sotto la vetta dei diecimila miliardi superata a fine anno scorso. Le entrate trimestrali sono lievitate del 7% a 4,7 miliardi, meno delle attese, mentre gli utili sono cresciuti più del previsto, del 20% a 1,4 miliardi.

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