STUPIDA RAZZA

domenica 19 dicembre 2021

Il falso problema dell’inflazione

 

Un leggero aumento del tasso d’inflazione negli Stati Uniti e in Europa ha scatenato le ansie dei mercati finanziari. Il timore è che il presidente statunitense Joe Biden abbia surriscaldato l’economia con il pacchetto di salvataggio da 1.900 miliardi di dollari e una serie di piani di spesa aggiuntivi per infrastrutture, posti di lavoro e sostegno alle famiglie. Queste preoccupazioni sono premature, considerando la fase d’incertezza che stiamo attraversando. Non abbiamo mai affrontato una recessione indotta da una pandemia e caratterizzata da un declino sproporzionato del settore dei servizi, da un aumento della disuguaglianza e da un’impennata del tasso di risparmio. Non si sa nemmeno se o quando il covid-19 sarà arginato a livello globale. Mentre valutiamo i rischi, dobbiamo prepararci per ogni evenienza.

L’amministrazione Biden ha correttamente valutato che fare troppo poco è più rischioso che fare troppo. Inoltre gran parte dell’attuale pressione inflazionistica deriva da strozzature a breve termine dal lato dell’offerta,(BREVE TERMINE !) che sono inevitabili quando si rimette in moto un’economia. Non ci manca la capacità globale di costruire automobili o microchip; il punto è che quando tutte le auto nuove usano microchip e la domanda di auto ristagna a causa dell’incertezza, la produzione di microchip viene ridotta. Più in generale, coordinare tutti gli input di produzione in un’economia globale complessa è un compito difficile, che tendiamo a dare per scontato.

Ora che il normale funzionamento è stato interrotto, ci saranno dei colli di bottiglia che si tradurranno nell’aumento dei prezzi di alcuni prodotti. Ma questi movimenti non alimenteranno le aspettative di un rialzo dei prezzi generando una spinta inflazionistica, soprattutto visto l’eccesso di capacità complessiva a livello mondiale. Negli Stati Uniti, un paese caratterizzato da disuguaglianze profonde che la pandemia ha messo a nudo, un mercato del lavoro rigido è proprio quello che ci vuole. Quando la domanda di lavoro è forte, i salari più bassi aumentano e i gruppi emarginati entrano nel mercato. Naturalmente, quanto esattamente sia rigido il mercato del lavoro statunitense è oggetto di dibattito, viste le denunce di carenza di manodopera nonostante l’occupazione sia ancora nettamente sotto i livelli di prima della crisi.

Nessun commento:

Posta un commento