Nella fascia di età 6-11 anni i
decessi per Covid registrati
dall’Istituto superiore di sani-
tà, dall’inizio della pandemia,
sono stati nove, quindi circa
cinque in un anno. L’Iss scrive
anche che tra tutti i morti di
Covid, soltanto tre su cento
erano persone con nessuna
patologia. Considerando che i
bimbi morti sono stati appun-
to 9, dal punto di vista statisti-
co la percentuale dei bambini
sani morti è superiore allo ze-
ro in maniera infinitesimale e
questo dato collima con quel-
lo della Germania: da uno stu-
dio enorme su tutta la popola-
zione, in fase di pubblicazio-
ne ma svolto da autori di mas-
simo prestigio, tra cui A n n a-
Lisa Sorg , epidemiologa pe-
diatrica dell’Università di
Monaco, risulta che nessun
bambino tedesco sano tra i 5 e
gli 11 anni è morto dall’i n i z io
della pandemia. Quanto ai ri-
coveri in terapia intensiva, in
Italia l’Iss ne registra 37 nella
fascia di età 6-11, sempre dal
febbraio 2020. Ciò signifi ca
circa 20 in un anno. Vuol dire,
calcolando il totale della po -
polazione per quella fascia di
età (3.194.351), che su tutti i
bambini italiani dai 6 agli 11
anni sono finiti in intensiva lo
0,0006 per cento del totale,
cioè 6 su un milione. I morti in
un anno sono stati cinque,
quindi 3 su un milione e si
trattava di bambini già soffe -
renti di altre patologie.
Questi sono alcuni numeri
che dovrebbero far riflettere,
anche se sul sito dell’A ge n z i a
italiana del farmaco, nella no-
ta che autorizza e consiglia la
vaccinazione pediatrica con -
tro il Covid-19, si citano nu -
meri diversi. Sono diversi non
perché derivino da altre fonti,
bensì perché Aifa omette di
comunicare il campione di ri-
ferimento. Esempio concre -
to: Aifa scrive che 1,4 su
10.000 bambini finisce in te -
rapia intensiva ma non speci-
fica che i 10.000 non sono tut-
ti i bambini, bensì soltanto i
bambini contagiati, che in to-
tale sono stati nella fascia 6-11
appena 251.221 dall’inizio del-
la pandemia, quindi in un an-
no circa 150.000 su un totale
di quasi tre milioni e 200.000
bambini. Non è la sola omis -
sione. Aifa scrive che «lo stu-
dio registrato nella popola -
zione 5-11 anni ha mostrato
u n’efficacia nella riduzione
delle infezioni sintomatiche
da Sars-Cov-2 pari al 90,7% ri-
spetto al placebo e che «per gli
aspetti di sicurezza lo studio
non ha evidenziato eventi av-
versi gravi correlati», ma non
specifica che lo studio è stato
fatto da Pzifer su un campio -
ne considerato assai ridotto.
Non solo. Aifa non scrive ciò
che invece scrive Ema, l’Agen-
zia europea della medicina e
cioè: se è vero che dei 1.005
bambini vaccinati nessuno ha
sviluppato Covid-19, soltanto
16 bambini su 978 che hanno
ricevuto il placebo si è infetta-
t o.
Tali omissioni appaiono fuor-
vianti per valutare il rischio
rispetto al beneficio. Aifa ri -
porta che «i dati di farmacovi-
g i l a n za re l at iv i a i c i rc a
3.300.000 bambini di 5-11 an-
ni già v accinati, prevalente -
mente con una dose, negli
Stati Uniti, non evidenziano
al momento nessun segnale
di allerta in termini di sicu -
rezza», ma anche qui non rife-
risce che si tratta di farmaco-
vigilanza passiva (ovvero di
dati assai sottostimati, secon-
do la letteratura scientifica, in
una proporzione di almeno 1 a
100). Aifa ammette che il pe-
riodo di osservazione di rife-
rimento è stato di breve dura-
ta (media 16 giorni), ma que -
sta comunicazione è in un in-
ciso. Eppure, lo stesso comi -
tato per la sicurezza dell’Ema
(Prac), valutando i dati aggior-
nati su miocarditi e pericardi-
ti, riferisce sulla base di uno
studio francese - che ha segui-
to i vaccinati solo per una set-
timana - e di uno studio nor -
vegese - che li ha seguiti per 4
settimane - che può essere
colpita da questi eventi fino a
una persona su 10.000. Il Prac
definisce tale rischio «molto
raro» e però scrive che «i dati
mostrano che l’aumento del
rischio di miocardite dopo la
vaccinazione è maggiore nei
maschi più giovani e che sono
stati osservati più spesso que-
sti eventi dopo la seconda
somministrazione». Ciò ren -
de dunque insignificante il
dato che riporta Aifa sui bam-
bini americani vaccinati
«prevalentemente», come è
scritto, con la prima dose. Lo
studio norvegese citato da
Ema che ha seguito i vaccinati
di età tra i 16 e 24 anni per 4
settimane ha trovato peraltro
un eccesso, rispetto all’atte s o,
di 1,9 casi di miocardite ogni
10.000 vaccinati, cioè il dop -
pio della media fatta da Ema.
Questi dunque i numeri sui
rischi noti, che se confrontati
con il rischio che hanno i
bambini di morire di Covid
parlano chiaro: almeno un
vaccinato su 10.000 potrà ave-
re una miocardite, ma i bam -
bini morti di Covid nella fa -
scia di età 5-11 sono stati 3 su
un milione e nessuno di loro
era un bambino sano. Non si
conoscono poi i rischi a medio
e a lungo termine, perché il
vaccino è ancora in fase speri-
mentale, così come lo è quello
già inoculato in massa agli
adolescenti. Stiamo vedendo
che i bugiardini vengono con-
tinuamente aggiornati con
nuovi effetti collaterali e Mo -
derna non viene più sommi -
nistrato agli under 30 in Dani-
marca, Svezia, Germania e
Francia, mentre da noi anco -
ra viene fatto. Astrazeneca è
stato vietato pure in Italia agli
under 65, ma solo dopo che si
sono verificati eventi fatali.
Anche per gli adolescenti i
numeri dei morti di Covid so-
no infimi e dunque su questo
bisognerebbe ancora riflette-
re: l’Iss registra 8 decessi (dal-
l’inizio della pandemia) tra i
12 e i 19 anni (meno di 5, dun-
que, in un anno) e sette deces-
si nella fascia 16-19 (quattro
circa in un anno). Le statisti-
che ci dicono che anche in
questo caso si trattava di ra -
gazzi già malati. Complessi -
vamente, nella fascia tra gli 0
e 19 anni, i morti di Covid,
dall’inizio della pandemia,
sono stati 35, tutti già malati.
Nel 2019 sono morti di inci -
denti stradali 40 bambini (
presumibilmente sani) e nel
quinquennio 2015- 2019 sono
morti in media ogni anno ben
2.505 tra bambini e ragazzi
tra gli 0 e i 19 anni, di cui 356
per cancro.
«I genitori sappiano che i trial
su questi vaccini termineran-
no nel 2024 e questi prodotti
non sono stati testati né per
gli effetti cancerogeni né per
quelli genotossici ( alte raz io ni
del genoma , potenzialmente
g ravi per le gravidanze, ndr)»
sostiene Patr iz ia Gentilini,
oncologa in pensione con una
carriera ospedaliera lunga 35
anni. Ora fa parte di una com-
missione medico-scientifica
indipendente insieme ai col -
leghi Paolo Bellavite , emato -
logo, Marco Cosentino , far-
macologo, G iovanni Fra je s e,
endocrinologo, Alberto Don -
zel l i, già membro del Consi-
glio superiore di sanità ed Eu-
genio Serravalle, pediatra. La
commissione ha chiesto un
confronto basato sui dati
scientifici con le nostre auto -
rità sanitarie, invano. «Ci
hanno ignorato e intanto il
coordinatore del Cts, Fra n c o
L o catel l i,ha affermato qual -
cosa che contraddice la stessa
Ema: egli ha dichiarato che le
miocarditi, dopo il vaccino,
hanno solo forme lievi e re -
versibili quando invece Ema
scrive che il decorso della
miocardite e della pericardite
dopo la vaccinazione non è di-
verso dalla miocardite o dalla
pericardite nella popolazione
generale», fa notare Alber to
D o n zel l i, ricordando che an-
che quando si guarisce dalla
miocardite, che è comunque
un effetto avverso «grave»,
potenzialmente mortale, «le
cellule cardiache non si rige -
n e ra n o » .
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