STUPIDA RAZZA

sabato 27 novembre 2021

Neanche i talebani sanitari si fidano dei vaccini: obbligo di mascherina ovunque

 

E se fossero proprio i talebani del vaccino i peggiori testimonial del vaccino stesso? Il siero miracoloso doveva liberarci - ed è anche per questo che qualche dubbioso s’è convinto a sottoporsi alle iniezioni: porgiamo il braccio, almeno non se ne parla più. Cosa devono pensare, però, gli italiani, se all’im - provviso si ritrovano vittime di una deriva isterica, che sta spingendo gli amministratori locali a rispolverare l’irrazio - nale obbligo di mascherine all’aperto? Non è il modo migliore per alimentare le perplessità degli scettici, dai quali, adesso, bisognava ottenere pure il consenso per le terze dosi? Scongiurata l’ipotesi di reintrodurre l’ubiquità dei respiratori negli spazi pubblici, che s’era fatta strada in cabina di regia mercoledì, si sono infatti moltiplicate le ordinanze, già emesse o annunciate, dei sindaci «rigoristi». Da un lato, bisogna capirli: se non prendono provvedimenti e poi la situazione precipita, finiscono crocifissi, più o meno metaforicamente. Sarà anche per la loro solerzia, palesatasi da qualche giorno, che il governo ha evitato d’intestarsi la paternità di un provvedimento impopolare, in aggiunta a quello sul super green pass: l’even - tuale malcontento della gente, costretta a imbavagliarsi, sarà opportunamente dirottato verso primi cittadini o presidenti di Regione. Tutto troppo comodo per Palazzo Chigi. La lista delle città contagiate, più che dall’ondata di Covid, dall’ondata di panico, si sta facendo sempre più fitta. Da domani e, salvo proroghe per nulla improbabili, fino al 31 dicembre, a Milano scatterà l’obbligo di Dpi lungo «l’asse dal Castello a San Babila», ha spiegato Beppe Sala. Il prefetto del capoluogo lombardo aveva inviato una lettera a Palazzo Marino e a tutti i sindaci dell’hinterland, invitandoli a considerare l’ipotesi di imporre la mascherina nei luoghi particolarmente affollati, come i mercatini di Natale. Benché - ricordiamolo - le norme vigenti già prevedano che, in caso di assembramenti, vadano indossate le protezioni facciali altresì all’aria aperta. Si riconverte pure Bergamo: Gio rgio Gori, ieri, ha firmato un’ordi - nanza che prevede i Dpi all’aperto in centro e città alta. Nel Lazio, il sasso l’ave va lanciato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’A m ato, anticipando che avrebbe cercato un’intesa con i vertici dei Comuni. La Capitale sta già predisponendo il suo Natale blindato: oltre a imporre le mascherine, Roberto Gualtieri contingenterà gli ingressi nelle vie dello shopping. Ad Aprilia, la cosiddetta «enclave no vax», i respiratori erano già tornati e rimarranno obbligatori almeno fino alla settimana p ro s s i m a . Da oggi, tutti a volto coperto pure a Bologna, nella zona delimitata dai viali di circonvallazione. Chi viola le disposizioni, rischia di dover sborsare dai 400 ai 1.000 euro. Stesso destino cui va incontro Padova: Dpi 24 ore su 24 nel centro storico, precedentemente interdetto dalla Prefettura alle manifestazioni no pass. Venezia, terrorizzata dalla ricorrenza della Madonna della Salute, del 21 novembre scorso, ha individuato una serie di eventi a rischio cui si può accedere solo debitamente mascherati: la fiera di Natale, che si è chiusa l’altro ieri, il mercatino in campo San Maurizio, dal 3 al 5 dicembre, la fiera dell’Epifania, dal 2 al 5 gennaio, oltre ai vari stand natalizi. Ad Aosta, l’ordinanza si applica nei fine settimana, fino alla fine delle festività. Sull’al - tro fronte della catena alpina, la Provincia autonoma di Bolzano aveva già schiaffato in zona rossa una ventina di Comuni, con tanto di coprifuoco; ha quindi istituito l’obbligo di mascherine all’aperto e di Ffp2 nei luoghi chiusi e sui bus. Sta per intervenire anche il sindaco di Firenze, Dario Nard el l a , che ipotizza di far scattare il giro di vite dal primo o dal secondo weekend di dic e m b re. Ora, considerando che, archiviata la stagione delle quarantene domestiche, gli stessi fautori dei lockdown ci avevano garantito che, all’aria aperta, in assenza di mucchi selvaggi, il contagio è praticamente impossibile, le ipotesi utili a spiegare il recente delirio sono soltanto due. 1Qualcuno non ha capito che cosa significa convivere con un virus che, per chi ha ricevuto le opportune dosi, dovrebbe presentare rischi trascurabili. Alludiamo alla straniante preoccupazione manifestata, alcuni giorni fa, da S e rg io Abrig nani del Cts: bisogna proteggere i vaccinati dai non vaccinati. Ma che vaccino è mai, quello che non libera chi se lo inietta dal sospetto e dalla paura? Che lo costringe ad andare in giro con il naso e la bocca tappati, anziché permettergli di respirare l’aria fresca? Viste le percentuali di copertura raggiunte dalla maggior parte delle città e delle Regioni nelle quali sono state introdotte le restrizioni, perché tanta strizza ha pervaso le amministrazioni locali? 2 Al di là delle dichiarazioni di rito, dei pubblici atti di fede, delle recite coram populo del nuovo C re d o sanitario, nessun fondamentalista dei vaccini si fida veramente di questi rimedi. Semmai, ci si è resi conto che la loro protezione è in rapido e inesorabile declino. E che, a contribuire ai nuovi contagi, non sono solo i reietti no vax, bensì molti dei vaccinati che se ne vanno in giro dimentichi di ogni cautela; convinti, dalla propaganda politico-mediatica, di essere invulnerabili. Comunque la pensino sindaci e governatori - che vaneggino sugli inoculati da schermare, o sotto sotto pensino che la gloriosa epopea delle punturine si sia sgonfiata - stanno assestando un colpo micidiale alla reputazione dei vaccini. In via di soffocamento, come i milioni di poveracci cui toccherà fasciarsi di nuovo la faccia. Presidente Mario Draghi, sarebbe questa la «normalità ritrovata » ?

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