Con la scusa della salita dei contagi e i danni al Pil, tutti i cortei sono vietati. Concessi solo i sit-in, ma lontani dai centri città. I talebani sanitari festeggiano. E pure Mattarella approva il bavaglio: «Le proteste contro il pass hanno provocato più contagi».Puntuale quanto sgradevole, e annunciatissimo da un martellante tam tam mediatico, è arrivato il giro di vite sulla libertà di manifestazione. E quel che appare ancora più sgradevole è per un verso la leggerezza (oltre che la vaghezza) dell’annuncio da parte del sottosegretario all’I nterno Carlo Sibilia (M5s), e per altro verso il retrogusto amaro di doppiopesismo che si avverte, o addirittura di scrutinio fatalmente politico di ogni manifestazione in calendario da adesso in poi, con tutto il carico di discrezionalità e di arbitrarietà che questo tipo di valutazioni inevitabilmente possono comportare. Teoricamente infatti le nuove regole riguarderanno ogni tipo di manifestazione, senza distinzioni: ma appare chiaro che i poteri di prefetture e questure saranno particolarmente penetranti, attribuendo allo Stato un sempre più largo potere di stabilire quali manifestazioni siano più o meno gradite, e quindi più o meno «delocalizzate» dal punto di vista della sede di svolgimento. Un precedente pesantissimo. E non è difficile immaginare cosa avrebbe detto la sinistra , magari in presenza di una misura simile varata ai tempi di Matteo Salvini al Viminale. Sarebbero partite alte lamentazioni contro la «stretta autoritaria». Del resto, un «test» c’era stato a Roma nel weekend del 15-16 ottobre. Da un lato, in pieno silenzio elettorale (il 16), ci fu l’eve nto organizzato da Cgil, Cisl e Uil in solidarietà con il sindacato guidato da Maurizio Landini dopo l’aggressione da parte di Forza Nuova (non senza precise responsabilità del Viminale nella pessima gestione dell’ordine pubblico). Sta di fatto che la manifestazione di solidarietà fu ammessa, in un tripudio di bandiere rosse, nel giorno del silenzio elettorale. Poche ore prima, invece, una manifestazione «no green pass» (il 15 ottobre) fu fatta spostare da Piazza Ss. Apostoli, sempre a Roma, alla Bocca della Verità, salvo poi disporre un secondo spostamento al Circo Massimo. Ora, dopo i fatti di Trieste, il governo ha deciso un intervento nazionale generalizzato: solo sit-in e via dai centri storici. Non solo: con un tocco surreale, il Viminale fa sapere che, «vista la risalita dei contagi, saranno anche intensificati i controlli sul green pass»: come se fosse toccato ad altri, finora, effettuare questa verifica. A parlare, come detto, è stato il grillino S i bi l i a , uno dei sottosegretari di Luciana La - m o rge s e: «Le manifestazioni cosiddette “no pass” s ta n n o paralizzando ogni sabato il centro storico di tante città, creando disagi a cittadini e commercianti, oltre a generare assembramenti tra non vaccinati. Per ovviare a questi disagi il ministero dell’Inter - no ha varato una “s tretta” e stabilito regole nuove: sono concessi solo sit-in e fuori dai centri storici’». Poi il passaggio sui controlli e la precisazione ulteriore: «Vanno mantenute le misure di prevenzione in atto e le persone devono essere incentivate a vaccinarsi». Il grillino, transitato come i suoi colleghi da forza rivoluzionaria a censore della libertà costituzionale di manifestazione, ha ribadito i concetti nella trasmissione di Radio Rai Un giorno da pecora: «Se non si rispettano regole e si fa un corteo? Si interromperà la manifestazione, si contravverrebbe alla legge. In quel caso ci sono le forze dell’ordi - ne». E all’obiezione sulla limitazione della libertà, la risposta è stata: «Siamo a 15 settimane di fila di cortei con situazioni che sfociano nella cronaca di ogni giorno, creando problemi alla sicurezza pubblica. Mi auguro siano misure momentanee e circoscritte». Un’a l tra novità: i sottosegretari che formulano auspici sulla durata dei provvedimenti. Ultima battuta: «Il divieto di corteo vale per tutte le manifestazioni, non solo per i no vax. Quando il sit-in non è distanziato, è necessaria la mascherina». Non è mancato - prima e dopo - un prevedibile coretto a sostegno. Il primo a spararla grossa è stato, ieri, il sindaco di Trieste, Rober to Di - pi a z za , che aveva preannunciato di voler stappare champagne in caso di stretta: «Farei come ai tempi delle Brigate rosse: leggi speciali». Testuale. Molto alta anche la voce della Confcommercio (che invece aveva avuto voce piuttosto bassa, tra il 2021 e il 2021, contro i lockdown estesissimi e i loro devastanti effetti sui negozi). Ecco il presidente Carlo Sangalli: i cortei no green pass «fanno perdere il 30% del fatturato». Dà i numeri (dei presunti contagi) il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, secondo cui il focolaio Covid legato ai cortei di Trieste «ha superato 200 contagi tra primari, secondari e terziari». R ic ca rd i ha evocato «situazioni in alcuni casi ingiustificabili»: «Trieste è l’e picentro di questa situazione, con una rappresentazione che non fa onore a questa terra». Testuale. Sulla stessa linea anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Le proteste no green pass accanto alle criticità per l’ordine pubblico, sovente con l’ostentata rinuncia a dispositivi di protezione personale e alle norme di cautela anti Covid, hanno provocato un pericoloso incremento del contagio». Soddisfatta anche Lici a R o n zul l i (Fi): «Ricordo che, proprio con questo intento, l’Austria ha attuato una sorta di lockdown per i non vaccinati». Entusiasta da Pesaro pure il sindaco Matteo Ricci (Pd): «Una minoranza, per quanto rumorosa, non può bloccare le città, danneggiare le attività economiche e, cosa ancor più grave, vanificare i sacrifici e gli sforzi di tutti gli altri. Ben vengano, dunque, le nuove direttive del Viminale». Infine, un altro contributo incendiario è venuto dal governatore altoatesino Arno Kom - pats ch e r , che di fatto ha chiesto di limitare i viaggi ai soli vaccinati: «Abbiamo chiesto a Roma di consentire vantaggi per i vaccinati, come già avviene in alcuni Paesi europei con la regola 2-G (ndr: vaccinato o g ua rito ) » .
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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