NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
martedì 16 novembre 2021
L’emergenza non c’è ma preparano altre restrizioni
La situazione
nei reparti è stabile, ma spuntano nuove ipotesi
sul pass: validità
ridotta e stretta
sui tamponi. Gli «esperti»
premono per rilasciare la
card solo a vaccinati e guariti. Ma Costa smentisce.Non c’è proprio nulla da
fare, le feste incupiscono il
ministro della Salute che studia come rovinarci il Natale.
Per Roberto Speranza l’o ro -
logio si è fermato 365 giorni
fa, a un brutto mese di continui allarmi e criticità. Ma se il
16 novembre 2020 ci furono
27.354 nuovi casi, 3.492 pazienti si trovarono in terapia
intensiva, 32.536 erano ricoverati per Covid e quasi
700.000 in isolamento domiciliare, oggi la situazione di
ospedali e rianimazione non
è preoccupante.
I contagi risalgono, però
stiamo parlando di 5.144
nuovi positivi, +161 ricoveri,
+17 posti letto occupati in terapia intensiva su tutto il territorio nazionale. Quindi le
strutture sanitarie non sono
in affanno, lo sono solo Spera n za e i suoi tecnici del Cts
che smaniano per convincere il premier Mario Draghi
della necessità di adottare
nuove restrizioni. Come se
un Paese obbligato a lavorare,
frequentare l’u n ive r s i tà ,
spostarsi, fare attività sportiva, condurre una vita sociale
solo se in possesso del certificato verde non fosse già vessato a sufficienza. «Il governo
si vede costretto a potenziare
il sistema di contenimento
del virus», scriveva ieri il Corriere della Sera, senza ponderare la mostruosità di quelle
pa ro l e.
Elencava una serie di possibili provvedimenti di politica sanitaria, il tutto mescolato alle solite considerazioni
su come è stata brava l’Italia a
vaccinare ad applicare il
green pass «tanto da essere
presa a modello», che fanno
sentire i cittadini presi per i
fondelli. Se i più hanno risposto all’invito della doppia dose e molti non si sottrarranno
alla terza, se gli italiani possono respirare solo con il lasciapassare, che bisogno c’è
di togliere ulteriori libertà e
ridurci senza ossigeno, pronti davvero per il ventilatore
meccanico? Niente da fare, il
messaggio a reti unificate è
che siamo sull’orlo del precipizio per colpa dei non vaccinati e, si comincia a dirlo, anche di coloro che rifiutano il
terzo richiamo.
«Siamo a un passo dalla zona gialla», ha dichiarato il
presidente del Friuli Venezia
Giulia, Massimiliano Fedriga
, «dunque è chiaro che l’i nv i -
to che continuo a fare è vaccinarsi, se ancora non lo si è
fatto, e a fare la terza dose
dopo i sei mesi». Non si è limitato a questo, ha preso le parti di «chi ha seguito le regole»
e si è comportato diversamente «da chi, invece, porta
in giro fake news, non vuole
partecipare alla campagna
vaccinale, racconta fandonie
sul vaccino».
Per il governatore leghista,
che è a capo anche della Conferenza delle Regioni, «non
possiamo fare pagare il prezzo di eventuali nuove chiusure ai vaccinati, che hanno difeso sé stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale». Così ha detto, invocando il modello austriaco come
molti stanno facendo negli
ultimi giorni. Tutti, però, si
guardano bene dal dire che il
l o c kd ow n imposto dal governo di Vienna solo per i no vax,
non impedisce loro di andare
a lavorare dopo aver fatto
tamponi a costo zero, forniti
gratuitamente. Una misura
voluta e posta come condizione da Pamela Rendi Wag ner, ex ministro della Salute
di professione immunologa.
Da noi, invece, si sta pensando di far pagare ai lavoratori non più i 15 euro del tampone antigenico ma il costo
ben superiore (dai 50 ai 100
euro, non calmierato) del Pcr.
Tra i test «non sono paragonabili i molecolari, molto più
affidabili perché esaminano
un frammento dell’acido nucleico, e gli antigenici che rilevano una parte della proteina spike», ha sostenuto sul
C o r rie re l’epidemiologo Donato Greco, componente del
Comitato tecnico scientifico.
Gli «esperti», dunque premono per escludere il tampone rapido dalla procedura
per rilasciare il green pass,
consentendo solo il molecolare, oppure di forzare ulteriormente il cittadino a vaccinarsi riducendone la validità da 48 a 24 ore. Sarebbe
una spesa insostenibile per il
lavoratore. Sempre nell’ott i -
ca di aumentare le restrizioni, per indurre a fare la terza
dose senza imporla per legge
ma asfissiando il cittadino, i
cervelloni del Cts studiano a
come dare un taglio alla durata del green pass. Non più
dodici mesi, forse sei, anzi
nove: giocano sulla validità di
un certificato vergognoso, rimangiandosi promesse fatte
senza il supporto di fondamenti scientifici.
L’immunità da vaccino dopo sei mesi è solo un ricordo,
quindi bisognava intervenire
su quel pezzo di carta o quel
codice che ti fa sentire falsamente al sicuro. Intanto i vaccinati si sentono presi in giro.
E coloro che non vogliono il
farmaco anti Covid sono sotto assedio. «Non vogliamo
creare conflitto sociale, ma
anche oggi l’80% dei ricoverati in terapia intensiva non
sono vaccinati. Fossero anche il 50%, sarebbe comunque un dato pesante perché i
non vaccinati rappresentano
solo il 15% della popolazione
veneta», dichiarava ieri il
presidente della Regione, Lu -
ca Zaia. Eppure qualche
scienziato lo ammette: «Ci
sono molte evidenze sul fatto
che questa infezione possa
diventare endemica, ha spiegato Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, in una intervista su Hu f -
fingtonpost .it. «Pochi casi,
ma ripetuti nel tempo, con
una stagionalità invernale e
questo virus si presenterà come uno dei tanti virus respiratori che ci infastidiscono».
Il sottosegretario alla Salute,
Andrea Costa, ha detto che la
situazione epidemiologica «è
sotto controllo in vista del
Natale» e ha aggiunto che i
criteri per ottenere il pass
non cambieranno. Ma ormai
il caos è servito.
S p e ra n za , invece, pensa a
fermare i treni se un passeggero avverte qualche sintomo (tosse, bubboni purulenti?), facendo poi sanificare il
c o nvog l io.
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