La terza dose somiglia al doping del Fantozzi ciclista: con lo shot «arrivi primo, stacchi a tutti quanti e te lo fa pure arriz - za’…». Ad esempio, S e rg io Abrig nani, del Cts, non ha dubbi: bisogna sottoporre tutti a un’altra punturina, «per innescare una memoria» immunitaria «di lungo termine, che consenta di fare altri richiami non prima di cinquedieci anni». Cinque o dieci? Non è uguale, ma sarebbe meraviglioso. Solo che in Israele parlano già di quarta iniezione. E meno di 24 ore prima che uscisse l’intervista di A b r ig nani sul C o r rie re, la virostar Ilaria Capua spiegava ad Huf - fington Post: «Faremo richiami ogni anno». Ci risiamo. Come sulle mascherine, sui lockdown, sugli effetti collaterali dei farmaci anti Covid, anche su immunità e terze dosi, i tecnici partecipano al gran ballo. Beninteso, siamo consapevoli che, su l l ’argomento, talora s’anna - spa nel buio. E se i luminari si avventurano in pareri spericolati, è pure un po’ colpa di noi giornalisti, che poniamo domande quando le risposte non esistono. In una situazione d’incertezza, però, gioverebbe la costante sobrietà comunicativa di scienziati e consiglieri del governo: sappiamo di non sapere, ammettiamo di doverci orientare, di volta in volta, in base alle evidenze. Invece, il copione è il solito: si procede per sentenze apodittiche, regolarmente seguite da altrettante ritrattazioni. È stata quest’alternanza tra promesse di vittoria e burrascose ritirate a generare la sfiducia cui, adesso, si tenta di rimediare con gli obblighi vaccinali surrettizi. Il problema, comunque, resta: come facciamo a fidarci ancora dei cerve l l o n i ? Prendete Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Paolo Figliuolo. Il 21 settembre aveva il passo felpato: «Qualche classe di età potrebbe non avere bisogno» della terza dose. «Meglio aspettare». Ha aspettato fino a una settimana fa, per il cambio di programma: subito richiami estesi ai cinquantenni e, a partire da gennaio, a tutti, senza distinzione di età. Più o meno, è la parabola del coordinatore del Cts, Franco Locatel l i : il 29 settembre era «tutto fuorché scontato che si debba andare verso una terza dose» per «i soggetti sani e giovani». Il 4 novembre, è diventato «ragionevole» e «plausibile» abbassare i limiti d’età per la somministrazione del booster, in modo che, entro fine anno, «si parta per tutti quanti». Che è poi la linea di Rober - to Speranza: dunque, è il ministero a seguire la scienza o la scienza a seguire il minister o? D’altronde, se si è arrivati al lascia o raddoppia - anzi, triplica - è per (de)merito del marketing immunitario dai toni millenaristici. La strategia del messia vaccino è stata accompagnata - in qualche caso, addirittura preceduta - da altisonanti proclami: «I vaccini ci salveranno, la via d’u s c i ta è vicina» (Mario Draghi), «Il vaccino si salverà» (S p e ra n za , di nome e di fatto), «Grazie ai vaccini ne usciremo» (P ierpaolo Sileri). Come capita con le avvertenze scritte in caratteri minuscoli, invero, nessuno ci aveva giurato esattamente che sarebbero bastate le due dosi. Ma le aspettative parevano incoraggianti. Lo scorso agosto, Gianni Rezza, direttore della Prevenzione al dicastero della Salute, osservava che «anche se gli anticorpi neutralizzanti tendono a scendere nel corso del tempo, le risposte cellulari e la memoria dell’incontro con l’anti - gene virale» persistono «più a lungo di quanto si pensasse». Più si va a ritroso, più gli scenari erano luminosi. Sempre R ez za , in audizione al Senato, a marzo ipotizzava «una durata dell’immunità di due anni». A maggio, Matteo Bass etti riteneva che «sei mesi» fossero «una durata bassa. […] I dati sull’immunità ci dicono che dura almeno 12-18 mesi». Sul richiamo, tuttavia, il vanesio di Genova rimescolava le carte: «Dovremo abituarci all’idea che una volta all’anno ci vaccineremo contro il Covid». Il vaticinio più antico è forse di Fabrizio Pregliasco. Novembre 2020: «Partiamo con un vaccino che potrebbe fermare il virus per almeno otto mesi. Probabilmente l’i m mu ni tà sarà anche più lunga degli otto mesi: il vaccino sarà più efficace rispetto all’aver avuto la malattia». In seguito, diversi studi avrebbero affermato il contrario. Ma Roberto Burioni, lettore del New England journal of medicine, ad aprile di quest’anno conservava l’ot - timismo: «Osservando i vaccinati Moderna dopo sette mesi è possibile che la protezione possa durare anni». Poche settimane più tardi, l’ad dell’azienda giurava: la protezione può durare «da uno a tre anni». Guai a chiedere all’o s te se il vino è buono… Su ll’immunità da vaccini, per motivi cronologici, non c’erano grandi ricerche. Ma su l l ’immunità di gregge, un quadro più chiaro potevano darcelo. A maggio, L o catel l i fremeva: «Tenderei a dire» che la meta sarà raggiunta «entro l’estate, stando larghi per prudenza, tra agosto e settembre». La prudenza non è mai troppa. E puntuale, a ottobre, è piombata la sveglia di Silvio Brusaferro: «L’i m munità di gregge non è obiettivo che ci possiamo porre con il Sars-Cov-2». Addio normalità: «Non basta la copertura immunitaria, serve anche mantenere le misure di contenimento». E così, dall’immu - nità lunga mesi, forse anni, forse eterna, abbiamo iniziato a volare basso con Walter Ricc i a rd i , che gela i «clienti» di Johnson&Johnson (traducendo male un documento di Fda): a loro occorre un richiamo «a distanza di due mesi». Sì, il virus muta; questi medicinali sono le a ky; schermano dalle conseguenze serie della malattia, tuttavia non bloccano la trasmissione del Covid e, dopo un po’, perdono di efficacia financo sulle forme gravi. Chissà, magari i nostri super esperti avrebbero potuto immaginarselo, prima di prefigurarci manna dal cielo e fontane di vino. La scienza lavora per tentativi ed errori, non per annunci e smentite.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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