L’inflazione vola e i Dem ci ripensano. I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono ai massimi storici da 30 anni a questa parte. Il mese di ottobre è stato il più buio di tutti, con l’inflazione che avanza allo 0,9% dal +0,4% precedente, quasi il doppio rispetto a quanto previsto dagli analisti. Ne l l ’economia reale questo si traduce in meno capacità di acquisto, carrelli della spesa sempre più vuoti e un prezzo della benzina che continua a salire. La preoccupazione, anche in vista del Natale e dell’aumento della domanda, è grande e i segnali che non si tratti di un fenomeno passeggero cominciano a esser forti. L’opinione pubblica americana si mostra più preoccupata per questa ondata d’infla - zione che per gli strascichi dell’emergenza sanitaria e la popolarità del presidente degli Stati Uniti Joe Biden c omincia a risentirne. Secondo un sondaggio, il 50% degli americani boccia l’operato di B id e n , il 5% in più rispetto al mese di settembre. La percezione è che non sappia gestire l’incertezza economica, aspetto su cui invece Donald Tr u m p sembrava essere molto forte. Adesso ci si aspetta che l’in - flazione prima di migliorare peggiori ancora e non si sa per quanto. Non importa se i dati su l l ’occupazione sembrano in crescita, veder perdere il proprio potere d’acquisto rappresenta la tassa più crudele da pa ga re. B id e n e i suoi da mesi rassicurano i cittadini spiegando che si tratta di un fenomeno passeggero dovuto alla pandemia, eppure c’è una grande causa che risulta tutt’altro che transitoria: si tratta della transizione energetica. Se infatti l’immissione di liquidità, che anche ha causato l’inna lzamento dei prezzi, è giunta al capolinea, la guerra delle materie prime e il rincaro dell’energia sembrano essere solo all’i n i z io. Ed è forse per questo che il New York Times ha deciso di fare marcia indietro e ammettere che l’economia americana non è pronta per le auto elettriche e forse non solo per quelle. La preoccupazione espressa dal periodico newyorkese risiede nel fatto che l’intera industria automobilistica americana prevede di produrre le proprie vetture nei prossimi anni contando su una catena di approvvigionamento che deriva quasi esclusivamente dalla Cina. La preoccupazione infatti è lecita, ed è la stessa che esprimevano già alcuni Repubblicani accusati di essere contro l’am - bie nte. Già prima della pandemia i cinesi detenevano metà delle più grandi miniere di cobalto nella Repubblica democratica del Congo e negli ultimi dieci anni i finanziamenti governativi per il settore delle auto elettriche sono ammontati a oltre 100 miliardi di dollari. Non si tratta solo di possedere la maggior parte dei giacimenti di terre rare nel mondo, ma anche della detenzione del monopolio dell’intera catena del valore. Oggi solo Pechino è in grado di trattare le terre rare per renderle un prodotto finito senza il quale è impossibile produrre batterie e pannelli solari. La Cina si è infatti resa autonoma soprattutto per quanto riguarda la separazione dei minerali e la realizzazione dei magneti che ne deriva n o. I democratici di centro, già con Joe Manchin nell’occasio - ne della bocciatura del piano di B id e n da 3.500 miliardi di dollari, avevano fatto capire che una transizione così estrema non sarebbe stata gradita all’intero partito. Oggi, però, anche l’ala più progressista comincia a interrogarsi sulla svolta verde, perché ciò che sta divenendo chiaro anche a loro è che se vorranno sostenere la transizione questo vorrà dire dipendere dalla Cina almeno per i prossimi 10 o 15 anni. Con tutto ciò che ne deriva: caro energia, inflazione e povertà.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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