NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
sabato 13 novembre 2021
Pnrr, il premier rischia lo smacco
Prima progettano con meticolosa accuratezza la gabbia
del Recovery fund, poi cominciano a lanciare grida d’allarme quando il meccanismo infernale del Pnrr rischia di
s tr i to l a rl i .
Ci pare questa la sintesi per
descrivere quanto accaduto
dallo scorso 22 giugno - quando Ursula Von der Leyen e
Mario Draghi fecero la passerella a Cinecittà per annunciare l’approvazione del piano italiano da parte della
Commissione - a oggi. Si sta
puntualmente verificando
ciò che vi abbiamo scritto per
mesi, a partire da settembre
2020, quando furono pubblicate le linee guida della Commissione per la redazione dei
piani nazionali e per la gestione dei fondi. Bastava leggere i
documenti per prevedere cosa sarebbe accaduto al momento dell’impatto tra tale diluvio di burocrazia e la nostra
pubblica amministrazione.
Nelle ultime settimane ormai abbiamo perso il conto
delle interviste rilasciate da
presidenti di Regione e sindaci per lamentarsi della materiale impossibilità di affrontare una simile mole di attività progettuali. Ma ieri ci ha
pensato l’ambasciatore Fe rdinando Nelli Feroci sul Fo -
gl io a ripetere ciò che i nostri
lettori sanno da tempo e lanciare un autorevole grido d’allarme. Autorevole, perché il
lungo curriculum di Nelli Fero c i nei corridoi e nelle stanze che contano a Bruxelles ci
autorizza a pensare che abbia
proprio raccolto in quelle sedi le preoccupazioni manifestate al Fo gl io. «Le cabine di
regia stanno diventando troppe, una pletora e non sempre
aiutano» e, riferendosi a D ra -
g hi , aggiunge che «l’Eu ropa
comincia a chiedersi cosa gli
lasceranno fare i partiti. L’episodio del ddl Concorrenza è
stata una spia». Secondo Nel l i
Fe ro c i «il monitoraggio è pesante, a tratti intrusivo» ma
«il meccanismo è giustificato.
Si tratta di un gioco complesso ma vale la pena giocare»,
sapendo però che da Bruxelles ci osservano «in maniera
critica» e che «l’Italia è ancora in mezzo al guado […] Non
siamo usciti dall’e m e rge n za .
Ci stiamo dentro», conclude
l’ambasciatore, le cui parole
suonano come una frustata
sulla schiena del governo e
come un monito verso chi, a
vari livelli (Parlamento ed enti locali) si illude di poter fare
qualcosa di diverso dalla mera esecuzione di decisioni
prese altrove già molto tempo
fa.
Se l’invito che arriva da
Bruxelles, per interposto ambasciatore, è questo, allora è
bene essere chiari: il vizio è
talmente alla radice da non
essere estirpabile. Pensare
che Bruxelles potesse erogare
denaro «a fondo perduto»
senza condizioni e controlli
era pia illusione. Se il condominio usa la propria cassa -
peraltro alimentata dai contributi dei condomini - è proprio per decidere perfino il
colore delle piastrelle del bagno di ogni singola abitazione. È un suo diritto/dovere. Il
problema è che i condòmini
sono Stati sovrani dotati di
presìdi di legalità e democrazia che non si possono cancellare con un tratto di penna.
Da qui l’affastellarsi di organi
di coordinamento (cabine di
regia, segreteria tecnica) nel
titanico sforzo di conciliare
rapidità e rispetto per le regole. Senza mai dimenticare che
tutta questa montagna dovrebbe riuscire a partorire
solo un topolino: riportare gli
investimenti pubblici al livello in cui erano prima della crisi del 2008-2009, dopo la quale dieci anni di scellerati tagli
imposti dalla Ue ci hanno costretto a scendere a livelli irrisori.
Ci ritroviamo quindi tra
Scilla e Cariddi: per fare presto, dobbiamo mettere a tacere Parlamento, enti locali e
pure la magistratura; oppure
per fare bene, dobbiamo
mancare le scadenze previste
da Bruxelles. C’è pure la terza
possibilità: fare in fretta e poi
farsi sanzionare per aver lasciato spazio a frodi e corruz io n e.
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