STUPIDA RAZZA

venerdì 17 dicembre 2021

Dietrofront Ue sulle case

 

Niente vincoli alla vendita di case non a norma con le direttive per il risparmio energetico. L’Europa fa un passo indietro rispetto alle prime indicazioni di rendere più difficile le transizioni di abitazioni con classe energetica bassa e che aveva terrorizzato milioni di italiani. La Commissione europea si accontenta di puntare alla decarbonizzazione degli edifici, che attualmente consumano il 40% dell’energia e generano il 36% di Co2, e per farlo propone in una direttiva la ristrutturazione del 15% di quelli meno efficienti (classe G) entro il 2030 (quelli residenziali) ed entro il 2027 (quelli non residenziali). Come incentivo mette sul tavolo 150 miliardi di fondi ma soprattutto promette che «non ci sarà alcun divieto di affitto o vendita degli immobili non ristrutturati», al contrario di quanto era stato anticipato nei giorni scorsi. L’iniziativa, che dovrà essere negoziata con gli Stati membri in sede di Consiglio e con il Parlamento europeo, riguarderebbe 30 milioni di immobili. «Favorire la ristrutturazione delle case e degli altri edifici sostiene la ripresa economica e crea nuove opportunità di lavoro. Inoltre, la riqualificazione energetica porta a una riduzione della bolletta energetica e, alla fine, l’investimento si ripaga da solo», ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea per il Green deal, Frans Timmermans. L’obiettivo della direttiva è doppio: massimizzare il potenziale di decarbonizzazione e alleviare la povertà energetica poichè gli edifici più inefficienti sono spesso occupati da famiglie a basso reddito. «I governi sborsano enormi fondi in sussidi a famiglie che soffrono povertà energetica e queste pagano bollette salatissime perché vivono in case non efficienti energeticamente», ha spiegato Timmermans rispondendo a una domanda sul Superbonus italiano. «Ristrutturare è un investimento incredibilmente redditizio». Ma non ci saranno provvedimenti di coercizione per costringere i proprietari alla ristrutturazione, vietando loro ad esempio l’affitto o la vendita. La proposta lascia agli Stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. «Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata e nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata, il patrimonio culturale è protetto e le case estive possono essere esentate, la nostra proposta non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici che saranno qualificati nella classe G cioè per quel 15% degli edifici identificati con la peggiore efficienza energetica nel singolo Paese», ha detto Timmermans in italiano. «Nessuno vieterà di vendere o affittare le proprie case. La proposta lascia agli stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. Ciò già accade con successo in vari Stati membri, da queste esperienze ogni Stato potrà trarre le lezioni necessarie per applicare nella maniera più giusta ed efficace la nostra proposta. Un sostegno finanziario è e sarà sicuramente necessario in molti casi», ha spiegato il vice presidente. «Si potrà ottenere un sostegno dal governo italiano e dall’Unione europea per aumentare il valore della propria casa e ridurre la propria bolletta energetica», ha evidenziato.

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