«IL VIRUS LO DIFFONDONO I VACCINATI»

ERA SCONTATO !
Non so da
quanto tempo
scrivo che prendersela con chi
non si è vaccinato, definendolo
un untore, non solo è sbagliato, ma è anche pericoloso,
perché il virus non si diffonde solo attraverso chi non ha
fatto alcuna iniezione, ma
anche tramite chi ha fatto
prima, seconda e perfino terza dose. Probabilmente da
quando è entrato in vigore il
green pass, cioè dal luglio
scorso, lo avrò scritto almeno cento volte, rischiando di
annoiare i lettori. Ma ripeterlo mi sembrava importante, soprattutto dopo che il
presidente del Consiglio,
presentando il certificato
verde, aveva detto in conferenza stampa che il pezzo di
carta dava la certezza di trovarsi tra persone non contagiate e che non contagiano.
In realtà, come già all’epoca
grazie ad alcuni studi si iniziava a capire, il lasciapassare per ristoranti e locali al
chiuso testimoniava esclusivamente di essere vaccinati e
nulla di più, in quanto, nonostante la puntura, si poteva
essere contagiosi. Peggio di
Mario Draghi, tuttavia, ha
fatto Pierpaolo Sileri, che oltre a essere sottosegretario
alla Salute è anche medico.
In Parlamento l’onorevole grillino disse senza ammettere repliche che i vaccinati non solo
non si prendevano il virus,
ma neppure lo trasmettevano: «È una bugia, una
falsità». Altri, come Fa b r izio Pregliasco, in tv si sono
dati da fare per sostenere
che le persone che si erano
sottoposte al ciclo vaccinale erano meno pericolose,
perché se positivi potevano
infettarne altre ma «debolmente». Inutile citare ricerche israeliane, inglesi o
svedesi: esperti e politici,
governanti e virologi rimanevano granitici nelle loro
certezze. Il vaccino è per
sempre e protegge semp re.
Oggi, 2 milioni di infetti
dopo e alcune migliaia di
morti in più, le certezze
vacillano e uno come Br u n o
Ta bac c i , sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
può andare in trasmissione
da Giovanni Floris a sostenere, pur avendo al suo
fianco Pierpaolo Sileri, che
nessuno aveva mai detto
che i vaccini proteggessero
al 100% e che dunque i
vaccinati non fossero contagiosi. Sì, oggi qualche timida ammissione c’è, anche perché ora che un virologo del calibro e dell’a r roganza di Massimo Galli è
stato contagiato in maniera
grave da un «immunizzato»
nonostante la terza dose,
non si può più sostenere
che i vaccinati contagiano
«debolmente». Eh, no: tocca ammettere che anche
chi ha ricevuto la puntura
può diventare positivo e a
sua volta far diventare positive le persone che incontra. Andrea Crisanti, che
spesso ha il torto di dire
cose non proprio allineate
(per essersi permesso di
dubitare della necessità di
vaccinare i bambini ha rischiato di essere estromesso dal ristretto circolo dei
virologi da salotto), ieri in
u n’intervista a un sito online ha messo in chiaro ciò
che si sa ma che nessuno ha
il coraggio di dire: «Non
sono i no vax a diffondere il
virus, ma i vaccinati». O
meglio: «Come misura per
bloccare la trasmissione
dei contagi (le restrizioni a
carico di chi non è immunizzato, ndr) hanno un contributo marginale. Perché la
maggior parte dei casi, di
questi 120.000 o di più, si
registra tra i vaccinati. Sono loro che contribuiscono
in maniera elevata a diffondere il virus. Per me c’è
stato un cortocircuito di
comunicazione da parte
del governo, che ha sbagliato. È pure vero che i non
vaccinati si ammalano e occupano posti in terapia intensiva, ma non sono loro la
maggior causa di trasmissione del virus, bensì i vacc i n at i » .
Ovviamente la scienza
ufficiale, il governo e la
stampa faranno di tutto per
far passar sotto silenzio le
osservazioni del professore. Magari proveranno anche a fargli rimangiare le
dichiarazioni, inducendolo
a una retromarcia. Perché
se è vero ciò che dice C r is a nti , e se sono fondati gli
studi stranieri e anche i
dati sui contagi fra chi si è
vaccinato, va a pallino l’i mpianto che regge il green
pass e il super green pass.
Cioè, il Qr code torna quello
che è: un quadratino pixellato che dimostra una sola
cosa, e cioè di essersi sottoposti alla vaccinazione e
niente altro. L’iniezione è
una sicurezza per chi l’ha
fatta, una tranquillità di
avere minori rischi di finire
in ospedale, in terapia intensiva o al camposanto.
Ma garanzie di non contagiarsi e di non contagiare
quel codice non ne dà proprio nessuna. Quando C r is a nti parla di comunicazione sbagliata allude proprio
a questo. Un governo serio
dovrebbe dire le cose come
stanno. E cioè che il vaccino aiuta, ma non trasforma
chi si è vaccinato in una
persona che non si contagia e dunque tutte le precauzioni sono dovute. Altro
che dirsi, come fanno tutti
grazie a Pierpaolo Sileri,
giù la maschera, tanto siamo vaccinati. E altro che,
come ha fatto il presidente
del Consiglio, dire che i
problemi sono tutti colpa di
chi non si è immunizzato. I
problemi sono dovuti alle
false sicurezze e soprattutto a ciò che non si è fatto
finora. Ma di questo parleremo domani.
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