STUPIDA RAZZA

domenica 16 gennaio 2022

La peste suina spaventa gli allevatori A rischio 1,7 miliardi di esportazioni

 

La peste suina africa preoccupa gli allevatori italiani.
Servono misure di prevenzione e sorveglianza, ma anche «vigilare contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico e occupazionale».

La peste suina africa preoccupa gli allevatori italiani. Era già arrivata in Germania e nell’Est Europa. Ora è stata riscontrata anche nel nostro Paese, tra il Piemonte (nell’Alessandrino) e la Liguria (nelle province di Genova e Savona). Tanto tuonò che piovve, dicono ora gli addetti ai lavori che chiedono di monitorare la situazione e contenerla il più possibile. Prima, diverse le manifestazioni, tante le segnalazioni e le lettere alle istituzioni. Si temevano i danni alle coltivazioni, incidenti mortali e non, i problemi sanitari. I numeri forniti dalla Confederazione italiana agricoltori parlano chiaro: 2 milioni di ungulati in circolazione, oltre 200 milioni di danni all’agricoltu - ra e 469 incidenti, anche mortali, in quattro anni. Ora, con il primo caso registrato nei giorni scorsi in Piemonte, c’è un ulteriore rischio elevatissimo: la pesta suina africano può colpire i cinghiali ed è altamente pericolosa e, spesso, letale per i suini. La Regione Piemonte ha chiesto l’at - tenzione dell’Unione europea e una nuova legge nazionale per il contenimento della fauna selvatica. Inoltre, ha in tutta la provincia di Alessandria, con un’ordinanza regionale firmata dal governatore Alber - to Cirio, è stata sospesa l’attivi - tà venatoria fino al prossimo 31 gennaio. «La chiusura totale dell’attività venatoria è un problema anche per il contenimento delle altre specie, oltre il cinghiale, che causano danni in agricoltura», ha dichiarato Massimo Ponta, vicesegretario provinciale della Confederazione italiana agricoltori alessandrina. «Auspichiamo che entro il 31 gennaio possa essere definita la reale situazione e l’effettiva portata dei capi infetti», ha aggiunto. C’è grande preoccupazione anche da parte della Coldiretti dopo i casi accertati in un areale che comprende oltre 110 comuni fra Piemonte e Liguria. «Siamo costretti ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché per irresponsabilità è mancata l’azione di prevenzione come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono città e campagne da Nord a Sud dell’Italia dove si contano ormai più di 2,3 milioni di esemplari», ha dichiarato Ettore Prandini, presidente dell’a ss oc ia zion e, all’Adnkronos. Servono misure di prevenzione e sorveglianza, ma anche «vigilare contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico e occupazionale», ha aggiunto. «Bisogna evitare strumentalizzazioni commerciali con impatti economici sulle aziende di fronte ad una situazione sanitaria che», ha evidenziato, «al momento appare sotto controllo». Nonostante ciò, la filiera sta già facendo i conti con la chiusura dell’export di carne fresca e alimenti derivati verso alcuni Paesi. Le sospensioni sono già state disposte, ha evidenziato Confagricoltura, dalle competenti autorità di Cina, Giappone, Taiwan e Kuwait. Restrizioni sono state disposte anche dalla Svizzera. Lo scorso anno le esportazioni del settore suinicolo sono ammontate a circa 1,7 miliardi di euro (in aumento del 12,2% rispetto al 2020), di cui 500 milioni destinate ai mercati extra Unione europea. «Ora è necessario agire con la massima tempestività ed efficacia nel campo della sorveglianza e delle misure di biosicurezza per la protezione degli allevamenti», ha detto anche il presid e nte Massimiliano Giansanti . Confagricoltura ha annunciato la convocazione delle Federazioni nazionali di prodotto dei settori suinicolo e avicunicolo per valutare le richieste da presentare al governo e in ambito europeo per la salvaguardia delle imprese. Intanto, ha aggiunto G i a n s a nti , «ci siamo già rivolti ad alcuni istituti di credito affinché rivolgano la maggiore attenzione possibile nei confronti degli allevatori in difficoltà».

Nessun commento:

Posta un commento