STUPIDA RAZZA

domenica 16 gennaio 2022

Liguria, produttori di salumi in allarme: «Acquisti concentrati nelle aree sane»

 

ECCO IL FINE DELLA PESTE SUINA.......!

I salumifici liguri sono in allarme dopo i casi di peste suina africana rilevati in alcune carcasse di cinghiali allo stato brado tra Piemonte (provincia di Alessandria) e Liguria (provincia di Genova e Savona). Sul territorio ligure non ci sono allevamenti industriali di suini e i tre principali produttori di salumi acquistano la carne presso realtà in altre regioni. Si tratta di aziende familiari e artigianali, come Cabella e Parodi, produttori entrambi dello  storico salame di Sant’Olcese (realizzato nel paese dell’entroterra genovese con un mix di carni bovine e suine), e Chiesa, che ha sede a Finale Ligure. «Per ora - spiega Andrea Cabella, alla guida, con i genitori, del salumificio omonimo - come azienda non abbiamo avuto conseguenze commerciali dalla situazione creatasi coi cinghiali in Piemonte e Liguria. Finora tutti gli allevamenti di suini risultano sani. Il problema sorgerebbe nel momento in cui ci fosse un caso in un allevamento o l’infezione si propagasse a seguito di qualche spostamento di animali. Noi, peraltro, ci riforniamo di carne suina già macellata da allevamenti piemontesi nella zona di Cuneo, che è fuori dall’area in cui si è riscontrata l’infezione nei cinghiali. D’altra parte, l’Italia è un Paese con una grande produzione di salumi, quindi le aziende correrebbero un rischio altissimo se ci fosse qualche focolaio negli allevamenti». Questo tipo di infezione, è bene ricordarlo, non si trasmette all’uomo e neppure ad altri animali ma si propaga con grande facilità tra i suini e, per cercare di arginarla, non si può far altro che procedere all’abbattimento dei capi. Pier Giuseppe Meneguz, docente presso il dipartimento di scienze veterinarie dell’università di Torino, è stato chiamato a far parte dell’Unità di crisi appena creata dalla Regione Piemonte per fronteggiare la situazione. «Gli allevamenti in Italia - spiega - hanno delle norme di biosicurezza molto alte ed è improbabile, a meno che non si verifichi qualche leggerezza, che la peste suina possa entrare in queste aziende veicolata da cinghiali. Qualche problema potrebbe esserci, invece, in allevamenti familiari o di suini bradi o semibradi». 

Nessun commento:

Posta un commento