Sta per finire l’avventura sul free-toair dei canali, targati ViacomCbs, Paramount Network e Spike. Le indiscrezioni che circolano da qualche giorno in rete trovano conferma. E a breve il colosso dell’entertainment Usa – guidato in Italia da Jaime Ondarza nella sua veste di executive vice president e general manager di Viacom Italia, Francia, Iberia, Medioriente, Grecia e Turchia – lascerà libere le posizioni 27 e 49 fra i canali sul digitale terrestre. La conferma arriva proprio dal colosso Tv. «ViacomCBS Italia – recita una nota inviata al Sole 24 Ore – guarda al futuro e continua la trasformazione del proprio business: stiamo costruendo un solido ecosistema che comprende canali lineari e nuove piattaforme streaming in grado di coprire tanto la parte free che quella pay». In questo quadro, si legge ancora nella nota, «anche se Paramount Network e Spike non saranno più visibili, grazie al nuovo assetto i nostri contenuti premium, esclusivi e di library continueranno ad essere offerti al pubblico italiano attraverso i nostri canali, in FTA (Super! e VH1) e sulla piattaforma Sky (MTV, MTV Music, Comedy Central (e+1), Nickelodeon (e+1), NickJr (e+1), sulla nostra nuova piattaforma streaming gratuita Pluto TV e a breve anche attraverso Paramount+, il servizio streaming a pagamento in arrivo quest’anno in Italia». Quindi restano due canali in chiaro, altri canali sulla piattaforma Sky e la bussola è rivolta con decisione sullo streaming. Con una proposta declinabile innanzitutto in Pluto Tv, nuova piattaforma di Tv lineare in streaming partita in Italia a fine ottobre, senza costi e basato sulla pubblicità (“free ad-supported television”) che sarà raccolta dalla concessionaria Sky Media. Si tratta in questo caso, volendo semplificare, di una proposta classica di reti Tv, ma con contenuti nolto verticali, non più veicolati attraverso il piccolo schermo ma sfruttando le possibilità dello streaming. Accanto a questo, ViacomCbs – nei nove mesi 2021 ricavi per 20,586 miliardi di dollari (+12%) e risultato operativo di 3,633 miliardi di dollari (+19%) – si appresta, come detto, al lancio della proposta classica di cinema pay in streaming Paramount+. La fine dell’avventura sul digitale terrestre di Paramount Network e Spike, partiti fra 2016 e 2017, apre evidentemente a un risiko, come accaduto del resto in altri momenti. È successo ad esempio con l’uscita di Sony che ha ceduto le posizioni dei canali 45 e 55. Ad approfittarne allora fu Mediaset. La quale al momento sta accompagnando la sua proposta sulle tre reti generaliste (Rete 4, Canale 5 e Italia 1) con una dozzina di reti tematiche. I rumors di mercato puntano così a un interesse di Mediaset per le posizioni lasciate libere da ViacomCbs. Tanto più ora dopo la chiusura dei canali Mediaset Premium dopo il mancato accordo con Sky. Si vedrà. Dal punto di vista normativo l’indicazione in materia arriva dall'articolo 51 comma 3 del Tusmar (decreto legislativo 208/2021) che prevede il limite per gli operatori di essere titolari di autorizzazioni Dtt che consentano di diffondere più del 20% dei programmi televisivi. Limite che sarebbe ancora di là da venire per il gruppo di Cologno.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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