PERCHE' DUE DOSI ORA NON BASTANO

TOSSICI FOREVER !
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S
e cË qualcosa che abbiamo imparato tutti durante questa pandemia Ë che fare previsioni Ë azzardato perchÈ il margine di incertezza, di fronte a cosÏ tante variabili
in gioco, Ë grande. Ci aspettavamo
che, una volta vaccinato l80% della
popolazione, la situazione sarebbe stata sotto controllo e che avremmo parlato sempre meno di Covid19. E invece
le cose non stanno andando esattamente cosÏ. A sparigliare le carte sono
arrivati due fatti: la perdita di efficacia
dei vaccini e, adesso, la nuova variante
Omicron.
I vaccini si basano sulla produzione
di anticorpi neutralizzanti che sono in
grado di legare il virus e bloccarlo, impedendogli laccesso nelle nostre cellule, e sulla stimolazione dellimmunità cellulare, cioË sulla generazione di linfociti della memoria. Gli anticorpi indotti dalla vaccinazione di solito calano nel tempo, anche se la velocità con
cui diminuiscono Ë molto variabile tra
i vari vaccini. Già da diversi mesi avevamo capito che gli anticorpi contro il
SARS-CoV-2 sarebbero diminuiti piuttosto velocemente, nel giro di mesi più che di anni, ma si sperava che la memoria immunologica generata fosse sufficiente a evitare la malattia e forse anche a limitare il diffondersi del contagio. Tuttavia, i dati che sono stati raccolti nellultimo periodo nel mondo,
prima di tutto in Israele, ci hanno fatto
capire che le due dosi di vaccino anti-Covid19 non sono sufficienti a garantire una protezione che duri nel
tempo a tutti i vaccinati e che un richiamo Ë necessario per riportare lefficacia dei vaccini a livelli alti. I richiami,
che francamente speravamo non fossero cosÏ urgenti, sono quindi diventati
una necessità, per cercare di frenare la
circolazione del virus ed evitare il collasso degli ospedali. Se questo non bastasse, la comparsa della variante Omicron, che presenta una serie di mutazioni sulla proteina Spike che la rendono meno riconoscibile da parte degli
anticorpi generati dai vaccini o da una
precedente infezione, complica ulteriormente il quadro generale. I primi
esperimenti ci mostrano che per neutralizzare Omicron serve un titolo anticorpale alto, e questo ci deve spingere
a procedere ancora più in fretta con i richiami. Non sappiamo ancora quanto
temibile sia questa variante, ma intanto le aziende farmaceutiche si stanno
muovendo verso un aggiornamento
dei vaccini. Ed Ë quindi possibile che,
tra virus che muta e immunità che cala, i richiami continueranno nel tempo, diventando forse annuali, come accade per linfluenza. Non lo sappiamo,
e bisogna quindi trovare la forza di gestire lincertezza.
Nonostante il quadro complicato,
non dobbiamo però cedere alla negatività e al pessimismo. Osservando la situazione attuale e confrontandola con
quella dello scorso anno, vediamo come i vaccini abbiano fatto la differenza
in termini di ricoveri e decessi. E questo si riflette in una vita quasi normale
per tutti noi, senza troppe limitazioni.(RIDO PER NON PIANGERE !) Intanto la scienza andrà avanti, migliorando i vaccini, studiando la risposta
immunitaria che serve a proteggerci,
cercando nuovi farmaci. Gli antivirali
di Merck e Pfizer, che bloccano la riproduzione del virus e sono quindi utili
nelle prime fasi dellinfezione, possono essere un valido aiuto nella gestione dei pazienti a rischio di malattia severa, purchË il contagio venga prontamente confermato, ragione per cui sarà sempre più importante poter accedere ai tamponi in tempi rapidissimi e
dedicarli quindi a chi ha sintomi e non
a chi rifiuta il vaccino.
Questa sarà solo una delle tante decisioni difficili da prendere nelle prossime settimane e mesi, e tutte le scelte
dovranno essere ben ponderate ma, allo stesso tempo, tempestive. La proroga dello stato di emergenza appare
quindi condizione necessaria per permettere al governo di navigare più agevolmente nellincertezza e di guidare
il Paese oltre la tempesta.
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