La Russia e la Nato hanno tenuto ieri i primi colloqui bilaterali dal luglio 2019, con un esito interlocutorio. Non si può certo parlare di disgelo, tanto più che l’Estonia ha posto ufficialmente la questione di un rafforzamento della presenza dell’Alleanza Atlantica nei Paesi baltici, ma la diplomazia è riuscita per ora a raffreddare le tensioni, aprendo un canale di dialogo almeno su alcuni aspetti controversi come il controllo degli armamenti e il dispiegamento di missili. «La nostra non è stata una discussione facile, è stata molto seria e diretta - ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg alla fine della riunione del Consiglio Nato-Russia -. Vi sono significative divergenze tra noi a proposito della sicurezza in Europa e dell’Ucraina, non facili da risolvere, ma la decisione di sederci a uno stesso tavolo è comunque un segnale positivo». Da anni il confronto tra i due blocchi ha avvelenato il clima. La Russia ha rafforzato la sua presenza alla frontiera con l’Ucraina, facendo temere una invasione del Paese, sulla falsariga di quanto avvenne nel 2014 in Crimea. Dal canto suo, Mosca sostiene che il dispiegamento di forze è una risposta all’allargamento “strisciante”della Nato in una regione che la Russia considera una sua zona d’influenza, come ha ribadito ieri qui a Bruxelles il viceministro degli Esteri Aleksandr Grushko. Dopo una recente ulteriore escalation, la diplomazia ha preso in mano la situazione e sta cercando una soluzione sulla base di proposte che il governo russo ha inviato all’Alleanza Atlantica alla fine dell’anno scorso. Ieri la Nato ha precisato il suo punto di vista, respingendo nuovamente due particolari richieste russe: il congelamento delle adesioni alla Nato, in particolare dell’Ucraina, e il ritiro delle forze alleate dai Paesi confinanti con la Russia. «Tutti i Paesi membri sono uniti nell’affermare che spetta all’Ucraina scegliere liberamente il proprio cammino», ha ribadito Stoltenberg. La stessa ipotesi di lasciare la regione, come richiesto in dicembre dalla controparte russa, è fuori discussione: «Gli alleati hanno chiarito che non rinunceranno alla loro capacità di proteggersi e difendersi a vicenda», ha aggiunto l’ex premier norvegese. A questo proposito, parlando all’agenzia di stampa Reuters, il premier estone Kaja Kallas ha spiegato che il Paese «è in discussione con i suoi alleati in vista di rafforzare la presenza Nato nella regione da usare come strumento di deterrenza». Ha poi aggiunto: «Se si guarda alla mappa, gli Stati baltici sono una penisola della Nato e quindi abbiamo le nostre preoccupazioni». Interpellato su questo aspetto, Stoltenberg si è limitato a commentare che «in assenza di progressi saremo costretti ad aumentare la nostra presenza». Nonostante tutto, il dialogo è avviato e dovrebbe proseguire, salvo sorprese. «Abbiamo proposto – ha detto Stoltenberg - di avere una serie di incontri per affrontare una serie di questioni, ma la Russia non è stata ancora in grado di accettare questa proposta, anche se non l’ha rifiutata». Il desiderio dell’ex premier norvegese è di migliorare la comunicazione tra i due blocchi, discutere di controllo degli armamenti e possibilmente riaprire i rispettivi uffici di collegamento a Mosca e Bruxelles. Dal canto suo, lasciando la porta aperta al dialogo, il viceministro Grushko ha chiesto alla Nato risposte scritte alle proposte russe. La settimana diplomatica era iniziata lunedì con colloqui bilaterali tra Russia e Stati Uniti a Ginevra; è proseguita alla Nato ieri a Bruxelles; e continuerà oggi a Vienna nell’ambito dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa di cui fanno parte sia russi che ucraini. «Siamo pronti a proseguire il dialogo con la Russia, ma Mosca deve scegliere, e noi tutti speriamo che scelga la pace e la sicurezza», ha concluso Wendy Sherman, sottosegretario di Stato americano, presente al Consiglio Nato-Russia.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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