Le grandi banche americane, da JP
Morgan a Citigroup, archiviano il
quarto trimestre del 2021 con bi-
lanci spesso in calo, segnati da fre-
nate nel trading azionario e obbli-
gazionario, anche se migliori delle
attese. Il risultato ha nell’immedia-
to alimentato ribassi nei titoli fi-
nanziari e negli indici di Borsa, già
scossi da nuovi timori sulla salute
dell’economia. Con gli investitori
preoccupati che neppure un soste-
gno alle banche da attività nel cre-
dito, legato a previsti aumenti nei
tassi d’interesse e migliore doman-
da di prestiti, basti a compensare
facilmente uno “stallo” nel motore
per eccellenza della redditività du-
rante la pandemia, il business a
Wall Street.
Il leader del settore, JP Morgan,
ha riportato utili scivolati del 14%
negli ultimi tre mesi, a 10,4 miliardi,
pari a 3,33 dollari per azione contro
i 3,01 anticipati, accompagnati da
entrate stabili a 29,3 miliardi. Per
l’intero anno scorso l’istituto ha
ugualmente fatto segnare un record sia di profitti, 48,3 miliardi,che di revenue, 121,6 miliardi. Citi
ha sollevato il sipario su un declino
degli utili trimestrali del 26% a 3,2
miliardi, pari a 1,46 dollari per azio-
ne rispetto agli 1,39 anticipati. Per
l’intero 2021 i profitti sono più che
raddoppiati a 22 miliardi.
Wells Fargo, più concentrata
delle rivali su tradizionali attività
nel credito, ha al contrario registra-
to un incremento degli utili nei tre
mesi dell’86% a 5,75 miliardi. Il re
della gestione di asset BlackRock ha
evidenziato aumenti dei profitti del
6%, a 1,64 miliardi (5,9 miliardi nel-
l’intero anno). Sostenuto dalla do-
manda dei clienti di fondi a basso
costo, ha visto le attività under ma-
nagement superare la soglia dei
diecimila miliardi.
Le flessioni negli utili hanno te-
nuto sotto pressione in Borsa sia
Jpm che Citi, scivolate rispettiva-
mente in serata del 6% e di oltre il
2 per cento. BlackRock è arretrata
del 3 per cento. In rialzo di circa il
2,5% solo Wells Fargo, che guida il
comparto con guadagni del 15% da
inizio 2022.
I principali indici azionari hanno
a loro volta sofferto battute d’arre-
sto: l’S&P 500 è arretrato (intorno
alle 20 in Italia perdeva lo 0,8%), il
Dow Jones dell’1% e il Nasdaq dello
0,7 per cento. Sul mercato nel suo
insieme si è fatta sentire, oltre alle
trimestrali bancarie, una riduzione
dell’1,9% nella spesa al consumo a
dicembre, effetto di inflazione e re-
crudescenza della pandemia. E un
declino nello stesso mese dello
0,3% della produzione industriale,
il primo da settembre. Sul fronte
internazionale, l’Europa ha risenti-
to di flessioni con il paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto l’1%, lo Ftse
100 londinese in discesa dello 0,3%,
il Cac 40 francese dello 0,8%, il Dax
tedesco lo 0,9% e la borsa di Milano
di circa l’1 per cento.
In maggior dettaglio, JP Morgan
con l’ultima trimestrale ha visto gli
utili annuali battere di ben 12 mi-
liardi il tesoro dell’ultimo anno pre-
pandemico, il 2019. Un esito aiutato
dalla smobilitazione di riserve anti-
crisi per un totale di 9 miliardi. Nel
quarto trimestre la sorpresa positi-
va è stata tuttavia la più modesta in
due anni. E i vertici del gruppo han-
no citato nuovi «venti contrari», in
particolare a Wall Street, e aumenti
delle spese, che comporteranno
una performance sottotono per
forse due anni e il mancato raggiungimento degli obiettivi di red-
ditività nel 2022 e 2023.
Tra ottobre e dicembre, la corpo-
rate e investment bank di Jpm ha
incrementato le entrate del 2%, evi-
denziando un calo dell’11% nel tra-
ding (del 16% nel reddito fisso). In
crescita dell’86%, invece, le com-
missioni legate a continui boom di
merger. Un altro segnale positivo è
giunto dal margine di interesse
netto, misura del guadagno nei
prestiti, lievitato all’1,63% dal-
l’1,62%, il primo aumento dagli al-
bori della pandemia. Citigroup ha
risentito di scivoloni del 17% nel
trading, mentre le commissioni da
fusioni e emissioni di titoli sono sa-
lite del 43 per cento.
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