ECCO I VERI VINCITORI E NOI I VINTI !
I bilanci trimestrali della Corporate
America sono stati raramente tanto
cruciali. E questo è già dir molto, visto
che la performance delle aziende è
sempre un pilastro del loro andamento in Borsa. Ma i conti degli ultimi
tre mesi del 2021 - e a seguire l’outlook del 2022 – arrivano adesso
mentre Wall Street è costretta a fare a
meno di un altro motore: la politica
monetaria ultraespansiva.
Una svolta che, appunto, può ingigantire l’impatto delle trimestrali -
con profitti attesi a un exploit ancora
ragguardevole attorno o oltre il 20%
tra ottobre e dicembre - nei panni di
pilota dei prezzi dei titoli. La sfida è
aperta anzitutto per i comparti considerati più cari e rischiosi, i titoli tecnologici e di Internet nel recente passato issati sugli scudi dagli investitori.
Potrebbero invece trovare nuovo favore, ammesso che l’economia tenga,
oltre in generale a titoli ciclici un
comparto come la finanza, se come
previsto gli utili delle banche saranno premiati sia da maggior domanda di
prestiti e credito che da incrementi
nei tassi e di conseguenza degli interessi su quegli stessi prestiti che concedono. Ad oggi le banche hanno
piuttosto contato su attività di investment banking e trading per la loro
performance. Il potenziale di simili rimescolamenti in Borsa è stato in evidenza nei primi giorni del 2022, con la
crescente volatilità di indici e gruppi
hi tech e i guadagni invece degli istituti di credito. Nella sola prima settimana gennaio il settore finanziario
nell’S&P 500 ha guadagnato il 5,4%, il
miglior debutto dal 2010.
Gli utili nel quarto trimestre 2021
cominceranno a fioccare da oggi proprio con le grandi banche: stando alla
società specializzata nel seguire le stime degli analisti FactSet, nell’insieme, dovrebbero marciare di quasi il
22%, il 21,7% per l’esattezza. Per Refinitiv l’aumento potrebbe essere anche migliore, del 22,4 per cento. Credit
Suisse è più prudente ma comunque
anticipa il 20 per cento. Abbastanza
da assicurare il quarto trimestre consecutivo con aumenti di almeno il
20%, coronando l’intero 2021 con un
incremento superiore al 40 per cento.
Altri sintomi rivelano però le incognite e scosse che si nascondono dietro i grandi numeri e le scommesse
degli analisti. Ad oggi per la prima
volta dal secondo trimestre del 2020
più società hanno sollevato il sipario
su una guidance trimestrale ridimensionata anziché ottimistica. E in assoluto le guidance negative sono ai
massimi dagli inizi del 2020, quelle
positive ai minimi dal secondo trimestre di due anni or sono. E i margini di
profitto dopo aver raggiunto il 13,1% (il massimo dal 2008) nel secondo trimestre 2021, sono scivolati al 12,9%
nel terzo e dovrebbero attestarsi
all'11,9% nel quarto. Lo stesso rally
azionario delle banche è stato affiancato tra gli investitori da impennate
nello hedging, a copertura di possibili
correzioni al ribasso nelle quotazioni.
Per quanto robusti, gli utili sono
infatti in frenata rispetto a recenti trimestri, un rallentamento che dovrebbe accentuarsi durante il 2022. Anche
se in parte dovuto a paragoni meno
favorevoli con i forti risultati dell’anno scorso. Nei prossimi dodici mesi,
sempre stando alle statistiche elaborate da FactSet, gli analisti pronosticano incrementi dei profitti dei protagonisti dell’S&P 500 pari al 9,4% - a
partire da un 6,3% nei primi tre mesi
del nuovo anno.
Per gli ultimi tre mesi del 2021,
traino degli utili nell’S&P 500 dovrebbero rivelarsi i titoli dell'energia:
il tesoro dovrebbe ammontare a oltre
28 miliardi rispetto a una perdita di
0,1 miliardi. Il comparto industriale
segue con previsioni del 108% e quello dei materiali di base è terzo con il
60,9 per cento. Meno brillanti invece
information technology (14,7%), servizi di comunicazione (9,1%), consumi discrezionali (1,5%, compreso l'ecommerce di Amazon), che raggruppano numerosi marchi tech. La finanza dovrebbe al momento
languire con un -0,6 per cento. I fari,
fin dal quarto trimestre, sono però
puntati sui cosiddetti titoli ad alto
potenziale di crescita futura. Il settore hi-tech viaggia a multipli di più di
27 volte gli utili attesi nell'arco dei
prossimi dodici mesi.
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