STUPIDA RAZZA

domenica 16 gennaio 2022

Wall Street svela i conti 2021 Utili attesi in crescita del 20%

 

ECCO I VERI VINCITORI E NOI I VINTI !


I bilanci trimestrali della Corporate America sono stati raramente tanto cruciali. E questo è già dir molto, visto che la performance delle aziende è sempre un pilastro del loro andamento in Borsa. Ma i conti degli ultimi tre mesi del 2021 - e a seguire l’outlook del 2022 – arrivano adesso mentre Wall Street è costretta a fare a meno di un altro motore: la politica monetaria ultraespansiva. Una svolta che, appunto, può ingigantire l’impatto delle trimestrali - con profitti attesi a un exploit ancora ragguardevole attorno o oltre il 20% tra ottobre e dicembre - nei panni di pilota dei prezzi dei titoli. La sfida è aperta anzitutto per i comparti considerati più cari e rischiosi, i titoli tecnologici e di Internet nel recente passato issati sugli scudi dagli investitori. Potrebbero invece trovare nuovo favore, ammesso che l’economia tenga, oltre in generale a titoli ciclici un comparto come la finanza, se come previsto gli utili delle banche saranno  premiati sia da maggior domanda di prestiti e credito che da incrementi nei tassi e di conseguenza degli interessi su quegli stessi prestiti che concedono. Ad oggi le banche hanno piuttosto contato su attività di investment banking e trading per la loro performance. Il potenziale di simili rimescolamenti in Borsa è stato in evidenza nei primi giorni del 2022, con la crescente volatilità di indici e gruppi hi tech e i guadagni invece degli istituti di credito. Nella sola prima settimana gennaio il settore finanziario nell’S&P 500 ha guadagnato il 5,4%, il miglior debutto dal 2010. Gli utili nel quarto trimestre 2021 cominceranno a fioccare da oggi proprio con le grandi banche: stando alla società specializzata nel seguire le stime degli analisti FactSet, nell’insieme, dovrebbero marciare di quasi il 22%, il 21,7% per l’esattezza. Per Refinitiv l’aumento potrebbe essere anche migliore, del 22,4 per cento. Credit Suisse è più prudente ma comunque anticipa il 20 per cento. Abbastanza da assicurare il quarto trimestre consecutivo con aumenti di almeno il 20%, coronando l’intero 2021 con un incremento superiore al 40 per cento. Altri sintomi rivelano però le incognite e scosse che si nascondono dietro i grandi numeri e le scommesse degli analisti. Ad oggi per la prima volta dal secondo trimestre del 2020 più società hanno sollevato il sipario su una guidance trimestrale ridimensionata anziché ottimistica. E in assoluto le guidance negative sono ai massimi dagli inizi del 2020, quelle positive ai minimi dal secondo trimestre di due anni or sono. E i margini di profitto dopo aver raggiunto il 13,1% (il massimo dal 2008) nel secondo trimestre 2021, sono scivolati al 12,9% nel terzo e dovrebbero attestarsi all'11,9% nel quarto. Lo stesso rally azionario delle banche è stato affiancato tra gli investitori da impennate nello hedging, a copertura di possibili correzioni al ribasso nelle quotazioni. Per quanto robusti, gli utili sono infatti in frenata rispetto a recenti trimestri, un rallentamento che dovrebbe accentuarsi durante il 2022. Anche se in parte dovuto a paragoni meno favorevoli con i forti risultati dell’anno scorso. Nei prossimi dodici mesi, sempre stando alle statistiche elaborate da FactSet, gli analisti pronosticano incrementi dei profitti dei protagonisti dell’S&P 500 pari al 9,4% - a partire da un 6,3% nei primi tre mesi del nuovo anno. Per gli ultimi tre mesi del 2021, traino degli utili nell’S&P 500 dovrebbero rivelarsi i titoli dell'energia: il tesoro dovrebbe ammontare a oltre 28 miliardi rispetto a una perdita di 0,1 miliardi. Il comparto industriale segue con previsioni del 108% e quello dei materiali di base è terzo con il 60,9 per cento. Meno brillanti invece information technology (14,7%), servizi di comunicazione (9,1%), consumi discrezionali (1,5%, compreso l'ecommerce di Amazon), che raggruppano numerosi marchi tech. La finanza dovrebbe al momento languire con un -0,6 per cento. I fari, fin dal quarto trimestre, sono però puntati sui cosiddetti titoli ad alto potenziale di crescita futura. Il settore hi-tech viaggia a multipli di più di 27 volte gli utili attesi nell'arco dei prossimi dodici mesi.

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