La crescita dell’inflazione adesso preoccupa la Bce

MI SCAPPA DA RIDERE !
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Crescita dell’Eurozona sottotono nel
1° trimestre e inflazione alta più a lungo del previsto. È lo scenario tratteggiato dalla presidente Bce Lagarde:
«Pronti ad adeguare tutti gli strumenti per stabilizzare i prezzi al 2%».
«Non date per scontato - ha aggiunto
- l’immediatezza di un aumento dei
tassi». Parole che non sono bastate a
rassicurare le Borse, che hanno accentuato i cali (Milano -1,1%) spinti
anche dal nuovo ritocco dei tassi della
Bank of England, saliti allo 0,50%.
Fiammata dello spread fino a 149 . Su
anche l’euro.La Bce si prepara a smantellare gradualmente non solo il Pepp ma anche il programma App entro il 2022
e dunque a mettere fine a tutti gli
acquisti netti di attività, pandemici
e non, per poi poter iniziare a rialzare i tassi. La tabella di marcia che
porterà alla stretta sui tassi, per la
prima volta dal 2011, comincerà a
prendere forma con tutta probabilità alla prossima riunione del Consiglio direttivo in marzo, sulla base
delle nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema. Ma già da ora, l’inflazione si
sta avvicinando «molto» al target
del 2% sul medio termine, e sta salendo più velocemente del previsto,
soprattutto sul breve termine. È
questo l’orientamento emerso ieri
dalla riunione del Consiglio direttivo e dalla conferenza stampa di
Christine Lagarde.
Dalla dichiarazione di politica
monetaria ieri sono spariti tutti i riferimenti all’«accomodamento monetario ancora necessario affinché
l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% nel medio periodo», una
frase che era stata ripetuta più volte
nella dichiarazione di dicembre. E,
pur se mantenendo le decisioni di
politica monetaria invariate, il Consiglio direttivo riunito ieri ha posto
l’enfasi sul fatto che continuerà a
«ridurre gradualmente il ritmo dei
nostri acquisti di attività nei prossimi trimestri», mentre il programma
pandemico Pepp terminerà come
noto alla fine di marzo.
Proprio a marzo, quando il Consiglio direttivo potrà basare le proprie decisioni sui dati e sulle proiezioni macroeconomiche aggiornate, la presidente Lagarde in conferenza stampa ha anticipato che in
quella riunione saranno stabiliti i
prossimi passi. C’è da attendersi
che il prossimo mese saranno decisi i tempi e le dimensioni del graduale smantellamento totale del
QE, che è l’anticamera del rialzo dei
tassi. A marzo la Bce potrebbe modificare la forward guidance e anticipare la fine degli acquisti del programma standard APP che attualmente è ancora open-ended.
Più volte incalzata dai giornalisti,Lagarde non ha più ripetuto il suo
pronostico sul rialzo dei tassi che in
dicembre aveva dato come «altamente improbabile» nel 2022. L’aumento dei tassi entro fine anno non
può ora più essere escluso, anche se
Lagarde ha messo in chiaro «sui
tassi agiremo con gradualità, non
siamo ancora a quel punto». E ha
ammonito che il Consiglio è determinato a prendere «le decisioni giuste, non affrettate».
Lo scenario dell’inflazione è
cambiato bruscamente, a sorpresa,
e la Bce è pronta ad adeguare tutti i
suoi strumenti di conseguenza.
L’inflazione ha registrato «un brusco incremento negli ultimi mesi,
con un ulteriore rialzo inatteso a
gennaio». Per la Bce è probabile che
l’inflazione «resti elevata più a lungo rispetto alle precedenti attese.
Ed è altrettanto probabile che l’inflazione vada oltre quanto previsto». «Rispetto alle nostre aspettative di dicembre, i rischi per le prospettive di inflazione sono orientati
verso l’alto, in particolare nel breve
periodo»: è la prima volta che la Bce
aggiunge questo tipo di rischio nella dichiarazione di politica monetaria. «Se le pressioni sui prezzi si traducessero in aumenti salariali
maggiori di quanto anticipato»,
concede la Bce, o se l’economia tornasse più rapidamente alla piena
capacità produttiva, «l’inflazione
potrebbe collocarsi su livelli più alti». Sebbene in conferenza stampa Lagarde abbia detto che la Bce «non
vede per ora aumenti significativi
degli accordi salariali», il mercato
del lavoro ha registato nell’area
dell’euro un tasso di disoccupazione «da record al 7%», ha puntualizzato Lagarde. E la pressione salariale in arrivo è ora nelle carte.
«In consiglio vi è stata una preoccupazione generale per i numeri
dell’inflazione e per il loro impatto
sui cittadini e allo stesso modo c’è
stato un consenso generale sulle
decisioni odierne che portano
avanti il nostro percorso di normalizzazione della politica monetaria», ha detto Lagarde. La Bce ha rilevato come gli aumenti dei prezzi
siano diventati «più diffusi, con un
forte aumento dei prezzi di un gran
numero di beni e servizi». Anche se
i prezzi dell’energia continuano a
essere il motivo principale dell’elevato tasso di inflazione. «L’enorme
shock energetico sta spingendo
l’inflazione nell’Eurozona», ha confermato Lagarde.
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