C hristine Lagarde non poteva essere più chiara: la rotta è confermata, e niente fughe in avanti. La politica monetaria mantiene non solo la stessa direzione, ma anche la sequenza di quel percorso, che, passo dopo passo, porterà gradualmente prima all'azzeramento della crescita della liquidità, poi, non prima del prossimo anno, alla normalizzazione dei tassi di interesse. L’attesa per le decisioni della Bce era progressivamente cresciuta in questi giorni, per due ragioni. In primo luogo, i dati di gennaio sull’inflazione nell'Euro zona sono cresciuti più del previsto, superando il cinque percento. Quindi ci si domandava se i falchi avrebbero utilizzato questi dati per anticipare il cambio di rotta della Bce verso la normalizzazione. In secondo luogo, e di consequenza, alcuni prezzi sui mercati finanziari indicavano la presenza di una scommessa: la Bce potrebbe modificare nel corso dell’anno anche la sequenza della sua strategia, con almeno due rialzi dei tassi entro il dicembre di quest'anno. La presidentessa della Bce ha escluso sia la prima che la seconda eventualità, sempre con la solita clausola di salvaguardia legata a novità rilevanti dal punto di vista dei dati macroeconomici, anche a partire dal prossimo mese di marzo. La conferma della rotta e della velocità è stata fatta ricordando il percorso a tre stadi che caratterizza il modus operandi del consiglio della Bce. Il primo stadio è valutare se ci sono novità che modificano lo scenario macroeconomico di analisi che la banca utilizza. La fiammata dei prezzi al consumo in gennaio non rientra in questa categoria. Christine Lagarde ha riconosciuto che un simile aumento non era previsto, è stato valutato all’unanimità con preoccupazione, ma altrettanto all’unanimità è stato considerato non sufficiente per considerarlo rilevante. È una fiammata che nasce essenzialmente da un aumento del prezzo dell'energia, cioè un cosiddetto shock dal lato dell’offerta. In questi casi, il manuale del buon banchiere centrale consiglia prudenza, perché una fuga in avanti – leggi iniziare una restrizione monetaria con effetti recessivi– ha costi attesi più alti di quelli di aspettare, per verificare la natura del fenomeno inflazionistico in atto. Allo stesso tempo, però, Lagarde ha rimarcato l'attenzione della Bce sul rischio che l'inflazione si trasmetta, attraverso le aspettative, ai salari; in quel caso, il rischio di attendere ancora diventerebbe eccessivo. Ma – è sempre la presidentessa a ricordarlo – l'area euro non è gli Stati Uniti, né il Regno Unito, dove oggi quel rischio è già alto. Il secondo stadio è quello delle decisioni da prendere, sulla base delle nuove informazioni. Ma se non ci sono novità, non c'è alcuna decisione da prendere. Come è accaduto ieri. Infine, il terzo stadio è quello della strategia da implentare in termini di strumenti, date le decisioni prese. Durante la conferenza stampa, più volte è stato chiesto alla presidentessa se la Bce avrebbe messo mano ai tassi di interesse prima di quando finora previsto. La risposta è stata sempre la stessa: la strategia non si cambia. Da dicembre, la Bce si è legata le mani con una sequenza ben definita: prima c'è una graduale e programmata riduzione dell'immissione di liquidità tramite gli acquisti di titoli sui mercati finanziari, scandenzata sia nei tempi che nei modi; poì si potrà considerare un innalzamento dei tassi di interesse, ma solo a condizione che sia coerente con i tre criteri che definiranno il raggiungimento della stabilità monetaria nell'area Euro. Traduzione: i tassi cresceranno solo quando l'inflazione sarà effettivamente, stabilmente e strutturalmente al due percento. Quindi, nessuno scossone Bce. Utilizzando una espressione trovata in quella che oggi chiameremmo una comunicazione al mercato, ma di quasi cento cinquanta anni fa, si potrebbe dire, sulla mancata scossa: chi la temette, si rassicuri; chi la auspicò, magari per scommetterci su, si rassegni. Arrivederci a marzo.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento