Un’entrata decisa di Discovery in un mercato chiave del Vecchio Continente e nel campo dei diritti sportivi, con cui la media company Usa in procinto di unirsi a WarnerMedia punta a combattere la sua sfida con i giganti dello streaming Netflix, Disney e Amazon. Ma nella trattativa esclusiva avviata tra Discovery e l’inglese Bt per creare una jv tra Eurosport e Bt Sport è certamente possibile vedere una spada di Damocle su Dazn e sulle sue ambizioni di fare da “Netflix dello sport” in Europa. Anche lato Sky, in fondo, può rappresentare un grattacapo in più, perché se da un lato i canali Eurosport sono ospitati sulla sua piattaforma (in Uk è stato chiuso l’accordo che ora è in negoziazione in Italia) e con Bt esiste un’intesa in Uk (che va al 2030), dall’altra parte “Warner Bros. Discovery”, il colosso che nascerà a metà 2022, promette in prospettiva di essere un competitor molto duro sui diritti dello sport live, e non solo in Uk. E dire che si era arrivati molto vicini alla vendita di Bt Sport, che in pancia ha i diritti di Premier League e Champions League, a Dazn per una cifra che i rumors posizionavano sui 700 milioni di euro. L’entrata in scena di Discovery avrebbe però cambiato il quadro, complice, scrive l’agenzia Bloomberg, l’incertezza sul giudizio di Lega inglese e Uefa (necessario in caso di M&A) considerando il bilancio in perdita del gruppo Dazn (1,3 miliardi di dollari nel 2019, ma è l’ultimo dato ora disponibile). «Rimaniamo pienamente impegnati a far crescere la nostra attività e investire nel Regno Unito, come si potrà vedere nel prossimo futuro», ha commentato Kevin Mayer, presidente di Dazn (che in Uk trasmette Matchroom boxing e la Uefa Women’s Champions League) ricordando anche «le recenti acquisizioni dei diritti premium locali di calcio con la Liga in Spagna, la Serie A in Italia e la Bundesliga in Germania». «Non vediamo l’ora di concludere un accordo nelle prossime settimane», ha affermato JB Perrette, presidente e ceo di Discovery Streaming & International, per «un’offerta sportiva combinata più forte e semplificata nel Regno Unito e in Irlanda» che al calcio unirà ciclismo, tornei dello slam di tennis, sport invernali, rugby. Soddisfazione anche in Bt dove si è scelta la jv paritetica alla vendita di un asset avviato nel 2013, sottraendo i diritti della Champions League a Sky, e che ha perso al ritmo di 400 milioni di sterline all’anno per arrivare ora al pareggio. E questo in una Bt il cui titolo ieri ha ceduto il 4,8% sulla scia di conti con fatturato in calo (-2% a 15,68 miliardi di sterline) come l’utile netto (-31% a 886 milioni di sterline) e le previsioni per tutto l’anno (-2%). Sempre, va ricordato, con la presenza di un azionista come il francese Patrick Drahi che ha aumentato la sua quota dal 12% al 18% a dicembre.
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