STUPIDA RAZZA

mercoledì 9 febbraio 2022

una luce in fondo al tunnel, ora programmare il futuro dopo la folle corsa dei prezzi

 

U na luce in fondo al tunnel: il prezzo del gas che oscilla sotto gli 80 € per megawattora, 30 € in meno della media di dicembre, mentre i prezzi dell'elettricità sono intorno ai 220 € per megawattora, 60 in meno rispetto alla media di dicembre. Già con questi valori è possibile escludere altri aumenti delle bollette, sia per le imprese che per le famiglie, nei prossimi mesi. Il calo è prima di tutto motivato dal meteo che, grazie a temperature miti e con il trascorrere dei giorni verso la primavera, allontanano il rischio di una fiammata dei consumi per freddo. Poi c'è qualche segnale positivo dalla Russia, che ha ripreso ad esportare più volumi verso la Germania. Ciò è dovuto più a ragioni commerciali, ma di qualche aiuto è stata la telefonata di Draghi a Putin di mercoledì scorso, che andava fatta da settimane, ritardata anche per la questione Quirinale. La geopolitica aiuta, perché l'ipotesi di una guerra in Ucraina si allontana e, soprattutto, si avvicina l'avvio, finalmente, del Nord Stream 2 (NS2), quello su cui noi europei, e in particolare noi italiani, dobbiamo concentrare gli sforzi perché ciò accada quanto prima. Se partisse domani i prezzi crollerebbero subito della metà e noi potremmo parlare di calo delle bollette per i prossimi mesi. La finanza, che ha avuto un ruolo importante nell'esplosione dei prezzi, comincia a scontare la possibilità che, contrariamente a quanto ha previsto, l'inverno passi senza criticità o che, addirittura, si sblocchi il NS2. È meglio che cominci a incassare, con vendite oggi a 80 €, gli straordinari margini accumulati dallo scorso agosto quando acquistava a 40 €. La guerra non è ancora cominciata, ma le sanzioni contro la Russia le stiamo già pagando noi da settimane con le nostre bollette, raddoppiate a casa, quintuplicate nelle imprese, all'origine del balzo del tasso di inflazione, su base mensile, che non si vedeva dal 1982, anno della terribile recessione originata dallo shock energetico, simile a quello di oggi, del 1979. E, infatti, è quello che rischiamo noi in Italia e non si capisce perché il nostro impoverimento, con migliaia di imprese che chiuderanno e con milioni di famiglie che non ce la  faranno ad arrivare a fine mese, sia meno importante del legittimo desiderio dell'Ucraina di entrare nella Nato. Paradossalmente, il favore che stiamo facendo alla Russia è enorme, perché i prezzi del gas che incasserà quest'anno non li ha mai visti, un guadagno insperato che compenserà ampiamente il peggioramento della sua credibilità commerciale, dopo 50 anni di fornitura stabili e affidabili. Occorre poi guardare al futuro, perché il rischio è che il prossimo ottobre ci si ritrovi nelle stesse condizioni. Oltre a far partire NS2, serve subito che la Commissione obblighi la Germania e l'Austria a fare regole, come quelle italiane, che richiedono di avere gli stoccaggi di gas pieni a fine estate. Poi si discuta pure di maggiore produzione interna, di diversificazione, di più rinnovabili e, anche, di più nucleare, ma prima dobbiamo uscire dall'incubo dello shock energetico del 2021. Il meteo ci sta dà una mano, da solo non basta.

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