Sale la tensione in Germania, in previsione di un inverno che per il Paese potrebbe essere il più difficile del secondo dopoguerra. «La crisi attuale non finirà in pochi mesi», ha affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz lunedì a Berlino, dopo la prima riunione del comitato informale creato dal governo tedesco per valutare le azioni di concertazione con i sindacati contro il caro prezzi. «Siamo di fronte a un sfida storica», ha concluso S ch ol z , che ha posto particolare enfasi sulla necessità per il popolo tedesco di restare unito in vista di un periodo molto difficil e. Ieri si è fatta sentire anche Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea, intervenendo al Parlamento europeo, ha detto che «dobbiamo preparaci a un’in - terruzione totale del gas dalla Russia». «Putin continua a usare l’energia come arma», ha proseguito la von der Leye n , «e a metà luglio la Commissione presenterà un piano d’emergenza». Evidentemente, l’irrealistico piano presentato a fine maggio dalla stessa Commissione, il REPowerEU (che prevedeva di tagliare di due terzi l’ap provv ig ion amento di gas dalla Russia entro dicembre 2022) è già carta straccia, superato dagli eventi. Nel frattempo, è stato convocato un consiglio straordinario sull’energia per il prossimo 26 luglio a Bruxelles. Se governo tedesco e commissione europea sono tanto espliciti e concordi nel preannunciare guai, dobbiamo pensare che dispongano di informazioni sicure e che tra poco i residui flussi di gas dalla Russia effettivamente cesseranno del tutto. Se così dovesse essere, secondo le stime della Bundesbank il calo del Pil tedesco si attesterebbe al -2% nell’ulti - mo trimestre 2022 e a - 9% nel primo trimestre 2023. Per l’anno 2023 l’impatto sul Pil sarebbe pari a -5%, ma alcuni istituti di ricerca si spingono oltre, profetizzando cali del Pil fino al 10% per il 2023. Secondo l’economista To m K re b s si innescherebbe una recessione che «potrebbe portare anche a una crisi economica che la Germania non ha più visto dalla seconda guerra mondiale». Il riempimento degli stoccaggi in Germania procede spedito e oggi il livello raggiunto è del 62,6% (in Italia è il 61,15%). Ma anche a stoccaggi pieni, un inverno senza il gas russo significherebbe per la Germania una drammatica recessione. Il totale della giacenza copre infatti solo il 15% del consumo annuale (come per l’Ita l i a) . Il governo tedesco dunque indossa metaforicamente l’el - metto e prepara un’economia di guerra. All’avvio della terza fase di allerta, quella dell’emergenza, ci sarebbero tagli ai consumi e razionamenti sia di energia elettrica che di gas, da attuarsi a rotazione tra le aziende che consumano più energia, mentre le famiglie subirebbero disagi più limitati. La conclamata carenza di gas comporterebbe un’i mpennata dei prezzi, da qui la necessità per il governo di Berlino di concertare con i sindacati e le imprese la risposta all’inflazione. Nel frattempo, proseguono le trattative tra il governo tedesco e l’azio - nista di maggioranza (la finlandese Fortum) per il salvataggio del colosso dell’e n e rg i a Uniper, in crisi a seguito della riduzione dei flussi di gas dalla Russia. Si parla di un’acqui - sizione di una quota del 25% per un controvalore di 3 miliardi di euro. Anche a Parigi le cose si muovono. Ieri il primo ministro francese Elisabeth Borne davanti al Parlamento ha affermato che il governo intende al più presto rinazionalizzare al 100% Electricité de France, l’ex monopolista elettrico proprietario di tutte le centrali nucleari francesi. Una mossa che prelude a massicci investimenti e ad un ancora maggiore intervento dello Stato nella gestione dell’in - tero settore dell’e n e rg i a . A fronte all’inter ve nt i sm o dei governi tedesco e francese, in Italia si respira una calma olimpica. A parte l’i nsistenza sul negoziato per l’in - troduzione di un tetto al prezzo del gas, c’è ancora mistero sulle ipotetiche misure di contenimento della domanda che il governo avrebbe in mente per fare fronte alla carenza di ga s . Per l’Italia, il governo stesso nella presentazione del Def la scorsa primavera aveva stimato un -2% di Pil per il 2023 nel caso di interruzione delle forniture russe dal mese di maggio. Non sono note altre stime più aggiornate, alla luce dei nuovi prezzi (più alti) e del taglio già effettuato della fornitura dalla Russia all’Italia, ridotta del 15% da un mese. Rispetto alla Germania, l’Ita l i a ha sulla carta il vantaggio di una certa diversificazione, ricevendo gas da Algeria, Libia, Azerbaijan, oltre che da Russia e Norvegia. Non mancano però elementi di disturbo. L’algerina Sonatrach (la compagnia statale del gas) ha comunicato nei giorni scorsi che intende rivedere i prezzi praticati. Questi oggi, infatti, sono indicizzati alle quotazioni del petrolio, ma Sonatrach intende approfittare degli alti corsi del gas europeo indicizzando i prezzi al mercato Ttf. Passando alla Libia, poi, ieri il governo di Tripoli ha comunicato che la compagnia di stato ridurrà del 25 per cento le esportazioni di gas all’italia - na Eni. Il Paese è da tempo soggetto a carenze di energia e il gas non esportato, si apprende, sarebbe destinato al consumo in centrali termoelettriche. Dunque, anche il portafoglio acquisti italiano non è così acquisito. Se contenere la domanda poteva servire fino a ieri a ridurre i prezzi del gas, domani sarà necessario per far fronte alla carenza di gas fisico. L’Eu - ropa appare smarrita tra le macerie del mercato comune de ll ’energia, mentre mostra ancora una volta tutta la propria debolezza strategica.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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