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domenica 16 gennaio 2022

Il futuro del pass è controllare tasse e Iva

 

In Germa -
nia, il Bunde-
s r e c h n u n-
gshof, la Corte
dei conti fede-
rale, da alme-
no tre anni sta studiando il
modo per abbinare il getti-
to Iva alle transazioni basa-
te sulla blockchain, il regi-
stro digitale per eccellen-
za. A oggi non esiste nessu-
na piattaforma in grado di
monitorare in tempo reale
le transazioni tra  aziende e tra privati citta-

dini. Le autorità finanziarie e
le amministrazioni fiscali
possono solo monitorare ex
post e cercare di ripercorrere
a ritroso i pagamenti più dub-
biosi. La startup olandese
Summitto, finanziata con
fondi europei, è la prima a la-
vorare a un salto di livello di-
gitale. Cioè tracciare tutto in
tempo reale. Esattamente ciò
che a dicembre 2020 suggeri-
va il libro bianco di Bruxelles
«Tax harmonization in the
Eu: Intelligent tax admini-
stration». Le linee guida pun-
tano a tre pilastri. Scambi tra
contribuenti tracciati in tem-
po reale. Portafogli fiscali
crittografati. Versamento
dellIva in tempo reale.
In pratica, la visione di Bru-
xelles è quella di far fare un
grande passo avanti alla mor-
sa fiscale. Adesso non esiste
una vero e proprio accentra-
mento dei sistemi di raccolta.
Ogni Stato si muove da sé. E
per di più lo fa a scoppio ritar-
dato tramite i sostituti dim-
posta. Se un domani il Fisco
europeo dovesse applicare il
modello blockchain, i governi
potranno raccogliere le impo-
ste in tempo reale e senza al-
cun intermediario. La Bce sti-
ma che nel Vecchio continen-
te si evadano ogni anno circa
800 miliardi di euro. Con lu-
so dei registri blockchain su
cui far viaggiare leuro digita-
le non scapperebbe nemme-
no più un centesimo.
Fino a qui il progetto po-
trebbe sembrare frutto di una
idea dis topica o comunque
fanta finanza. In realtà, le basi
per realizzare la morsa fiscale
sono molto più solide di quan-
to si possa pensare e il vero
cambio di passo è accaduto lo
scorso giugno quando è stato
introdotto il green pass. Com-
binando gli aspetti tecnologi-
ci del lasciapassare alle carat-
teristiche dettate dalle nor -
me, la carte verde è in prima
istanza un attestato di condi-
zioni sanitarie. Lo è perché
questo è lattuale uso per cui
viene imposto. Dal punto di
vista dinamico, come si dice
in gergo, è uno strumento che
censisce un utente, su una
piattaforma di accesso a una
rete (il gateway europeo), in
grado di validare la presenza
di determinate condizioni ag-
ganciandole con certezza a
una determinata persona e di
emettere una certificazione
abilitante a diverse forme di
impiego; quali, ad esempio,
quelle inaugurate dal decreto
green pass del luglio scorso
per l accesso ai ristoranti,
spettacoli aperti al pubblico,
musei, piscine e fiere, poi
estese con successivi provve-
dimenti espansivi ad altre
forme di utilizzo, fino ad arri-
vare ai luoghi di lavoro.
Insomma, il green pass è
diventato lide ntità digitale
pubblica degli utenti che può
essere stampata o conservata
sui propri cellulari. Poiché ta-
le «id-account» è subordinato
al rilascio di una determinata
condotta o al possesso di un
determinato status, stabilito
peraltro dallautorità pubbli-
ca, è fin troppo facile conclu-
dere, almeno per qualche giu-
rista specializzato in nuove
tecnologie, che il green pass
possa diventare un vero e pro-
prio strumento di censimen-
to anagrafico destinato a es-
sere man mano arricchito
con nuove condizioni o prero-
gat ive.
Al tempo stesso non si può
non notare (basta leggere i do-
cumenti del febbraio 2020 di
Bruxelles sullevoluzione di -
gitale dei governi) che tale
struttura dovrà essere allar -
gata al maggior numero pos-
sibili di attività pubbliche fi-
no all utilizzo delleuro digi-
tale. Già a partire dal 2009 la
Bce si è messa a studiare il
modello di piattaforma su cui
far circolare la propria valuta
digitale. Ora, se si sovrappone
lo schema studiato dalla ban-
ca ce ntrale alla blockchain
che tiene in piedi il green
pass, si nota che sono perfet-
tamente sovrapponibili. La
valuta digitale per poter di-
ventare efficace deve essere
anonimizzata e al portatore.
Solo così potrà sostituire il
contante. Serviva un grande
evento per trasformare i cit-
tadini in utenti digitali e mu-
nirli di un portafoglio virtuale
(wallet). La pandemia casual-
mente è stato il grande evento
atteso. Per cui i paletti neces-
sari a creare il più grande si-
stema di tracciamento fiscale
sono stati piantati. Basterà
collegarli con un filo virtuale.
A chi già sbandiera la ne-
cessità di combattere leva-
sione f iscale, rispondiamo
che i piani non devono essere
sovrapposti. Un conto è per-
seguire i delinquenti e un
conto è limitare la libertà di
tutti gli altri per inseguire i
delinquenti. Inoltre, dovrem-
mo presupporre che lo Stato
non sbagli mai. Purtroppo,
sappiamo che non è così. Lo
Stato sbaglia spesso. Ma, so-
prattutto, la base della demo-
crazia è la parità tra apparato
statale e cittadino. Non pos-
siamo accettare di firmare
deleghe in bianco.
I governi prima dovrebbe-
ro chiedere il permesso di agi-
re (programmi elettorali) e
poi attivarsi. Infine, non di-
mentichiamo il detto No taxa-
tion without representation.
Non paghiamo le tasse senza
alcuna rappresentanza. Oggi
si allontanano dalla società i
non vaccinati. E li si traccia
con il green pass. Domani gli
evasori e dopo domani chi?
Tenete a mente le parole di
Roberto Speranza, pronun-
ciate giusto ieri sera al que-
stion time. «Il green pass è
destinato a rimanere lo stru-
mento di importanza strate-
gica per far fronte alle esigen-
ze dellevoluzione della crisi
sanitaria». La carta verde è
ormai irreversibile.

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