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domenica 16 gennaio 2022

Il totem bollettino non si può toccare Speranza cambia idea, Regioni deluse

 

A l l a f i n e, i l
bollettino del -
lIss rimarrà in -
variato, con me -
ga figuraccia dei
governatori e del
ministero della Salute. Tanto
rumore per nulla, tanto pres-
sing delle Regioni per cambia-
re il sistema del conteggio, eli-
minando dallelenco gli asin -
tomatici entrati in ospedale
per altri motivi ma risultati
positivi al Covid, non ha sorti-
to nulla di fatto. Gli asintoma-
tici ospedalizzati continue-
ranno a entrare nel calcolo
giornaliero dei nuovi casi, a
prescindere dalle loro condi-
zioni e dai sintomi perché, se-
condo il Comitato tecnico
scientifico, tutti i positivi van-
notracciatisesivuolemonito-
rare landamento della pande-
mia e identificare le varianti.
LIstituto superiore della
sanità (Iss) aveva già fatto sa-
pere il giorno prima di essere
contrario alla variazione della
diffusione del bollettino. «La
maggior parte delle infezioni,
in particolare nei vaccinati,
decorre in maniera asintoma-
tica o con sintomi molto sfu-
mati», dichiarava, sostenendo
la necessità di «sorvegliare
questi casi». I governatori, in-
vece, volevano che fossero ri-
visti i parametri di classifica-
zione dei ricoveri, così da
scongiurare il passaggio in zo-
na arancione o rossa con rela-
tive, nuove restrizioni, infi -
schiandosene di come sareb-
bero stati trattati i pazienti po-
sitivi, ricoverati per altre pa-
tologie.
Il presidente del Veneto,
Luca Zaia, chiedeva che questi
casi venissero «depennati dal-
le statistiche», ma il cittadino
che entra per un infarto o in
seguito a un incidente strada-
le, che sicurezza può avere di
non finire tra contagiati? Ieri
mattina circolava la bozza di
una cir colare del ministero
della Salute, che sembrava ac-
cogliere le richieste delle Re -
gioni. «I pazienti ricoverati in
ospedale per cause diverse dal
Covid che risultino positivi ai
test per coronavirus ma asin-
tomatici, qualora assegnati in
isolamento al reparto di affe-
renza della patologia, saranno
conteggiati come caso Covid
ma non saranno conteggiati
tra i ricoveri dellarea medica
Covid, fermo restando il ri-
spetto del principio di separa-
zione dei percorsi e di sicurez-
za dei pazienti», si leggeva.
Secondo la bozza, dal pri -
mo febbraio il bollettino dove-
va contenere un nuovo campo
con i «pazienti Covid ricovera-
ti per cause diverse». La deci-
sione avrebbe comportato il
ricalcolo delle percentuali di
posti letto occupati in area
medica e in terapia intensiva
da pazienti Covid, con conse-
guenti ripercussioni anche
sui passaggi di colore delle Re-
gioni. Un documento non fir-
mato dal ministro Roberto
Speranza, che poi nel pome-
riggio cambiava idea, prende-
va le distanze dalle richieste
delle Regioni e faceva sapere
che «ness un atto formale è
stato disposto al momento da
parte del ministero della Salu-
te » .
Nel frattempo il Cts aveva
espresso parere negativo a
qualsiasi cambio del bolletti-
no. Insomma, una farsa peno-
sa con interesse zero per i pa-
zienti ricoverati, dettata solo
dalla pretesa dei governatori
(grandi sostenitori della bon-
tà dei green pass) di manovra-
re a loro discrezione ricoveri e
numero di posti letto, per non
finire in zona chiusura. Le
carte verdi, infatti, non sono
servite a limitare contagi e
ospedalizzazioni, lo spettro
arancione o rosso toglie il son-
no ai presidenti di Regione e il
ministro Speranza ha cercato
di assecondarli, tranne poi far
marcia indietro e perderci la
f ac c i a .
«Gli ospedali sono pieni di
pazienti infetti e poco impor-
ta se essi sono ricoverati per
patologie legate al Covid o se
hanno scoperto di essere in -
fatti recandosi in ospedale»,
ha tuonato Anaao Assomed,
associazione medici dirigenti,
definendo il nuovo sistema ri-
chiesto dalle Regioni «un gio-
co delle tre carte con i cittadi-
ni italiani nel ruolo del pas-
sante sprovveduto». L ass o-
ciazione ritiene che cambiare
il metodo di calcolo sia «ineffi-
cace ai fini della riduzione del
carico di lavoro ospedaliero»,
servono invece più personale
sanitario e più posti letto.
Anche il presidente della
Società italiana di statistica,
Corrado Crocetta, critica li-
dea di cambiare il bollettino
sulla diffusione delle pid e m i a
da Covid. «È importante mi -
gliorare la qualità del dato»,
ha scritto ieri, ma «diminuire
la trasparenza è una grave
mancanza verso i cittadini ed
è un contributo importante
alla creazione di notizie false,
che troverebbero terreno fer-
tile in assenza di comunica-
zioni ufficiali giornaliere».
Curioso, in ogni caso, lat-
teggiamento del Cts, che so-
stiene la necessità di non cam-
biare il bollettino giornaliero
per poter t racciare lan d a-
mento dellepidemia e identi-
ficare le varianti. Nellultimo
verbale del Comitato di fine
novembre scorso, appena
pubblicato, non cera tratta di
Omicron che tre giorni prima
era stata definit a dallOms
Voc, Variant of concern. Una
circolare del ministero della
Salute in data 26 novembre
comunicava la diffusione di
Omicron, eppure il 29 il Comi-
tato tecnico scientifico non
parla di misure per contra-
starla, solo nella necessità di
utilizzare le mascherine alla-
perto in caso di assembra-
menti. Se questi sono gli
esperti cui affidarsi nella ge-
stione del Covid, è chiaro per-
ché dopo due anni nel nostro
Paese aumentano le chiusure,
non le aperture.

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