Il presidente del Consiglio
Mario Draghi non perde oc-
casione per distribuire perle
di saggezza. A proposito del-
la scuola che va tenuta co-
munque aperta sentenzia:
«La didattica a distanza crea
disuguaglianza.» Forse an -
che il caos sulle quarantene,
le garanzie scadute sui pre-
stiti, i ristori non concessi e
quelli mai arrivati (mancano
ancora cinquecento decreti
attuativi) creano disugua-
glianze. Mentre la Confindu-
stria esalta i record di produ-
zione ci sono 1,2 milioni di
imprese e famiglie - il calcolo
è della Federazione dei ban-
cari - che non finiranno intu-
bati perché sono già alla can-
na del gas. Si aspettavano da
D ra g h iun whatever it takes
(tutto quanto serve) per miti-
gare lo tsunami economico
che due anni di caos burocra-
tico e normativo hanno gene-
rato e invece non è pervenu-
to. Nell’attesa piovono centi-
naia di migliaia di segnala-
zioni alla centrale rischi che
per un operatore economico
significa la morte commer-
c i a l e.
Non sono dati che entrano
nel bollettino del Cts, ma so-
no un devastante effetto col-
l at e ra l e d e l C ov i d . G i Ã
176.400 imprese hanno per-
so il merito creditizio. «Non
passa or a», confida Paol o
B i a n ch i n i ,presidente del
Mio, il movimento imprese
ospitalità di Confturismo,
«che non riceviamo una tele-
fonata disperata di un risto-
ratore, di un oste, un barista
o un albergatore che non ha
più credito: azzerata la liqui-
dità , impossibile accedere ai
fidi. La mazzata finale l’han-
no avuta con i versamenti de-
gli anticipi fiscali di novem-
bre: decine di miliardi sot-
tratti alla liquidità aziendale
a fronte di un riacuirsi della
crisi. Così l ’Italia perderà il
suo patrimonio di ristorazio-
ne e ospitalità ».
Particolarmente pesante,
dice B a n ch i n i, è la situazione
di alberghi e ristoranti: «Nel
periodo delle festività , che
vale circa il 12% del fatturato
annuo, abbiamo perso il 54%
degli incassi, l’anno regi -
striamo un meno 49% di fat-
turato rispetto al 2019, ab-
biamo pagato le imposte e
non abbiamo avuto ristori
perché formalmente siamo
aperti, ma non viene nessu-
no. E finiti i soldi sono partite
le segnalazioni alla centrale
rischi. La pr evisione di
50.000 aziende del settore
ospitalità chiuse entro Pa-
squa appare sottostimata.
Abbiamo bisogno di ristori
subito, ma il governo non ci
a s c o l ta » .
Mario Draghi stavolta se
l’è presa comoda. Si parla di
uno scostamento di bilancio
da 30 miliardi (sono tanti),
ma i tempi sono troppo lun-
ghi per chi ogni giorno non
ha i soldi per far e andare
avanti l’azienda. Una condi-
zione che è stata denunciata
ieri a gran voce anche dal
maggiore sindacato dei ban-
cari, la Fabi, guidata da Lan-
do Maria Sileoni, il quale ha
sottolineato: «Ci sono 1,2 mi-
lioni tra famiglie e aziende
che potrebbero trovarsi in
enorme difficoltà : lo scena-
rio è quello di una emergenza
di liquidità che potrebbe
portare a dissesti e fallimen-
ti». Che cosa è successo? Che
gran parte dei prestiti garan-
titi dallo Stato - più di 300
miliardi così ripartiti: 60 mi-
liardi di moratorie attive, 3
milioni di richieste di finan-
ziamenti, 220 miliardi di
prestiti garantiti da Medio-
credito centrale e 31 miliardi
erogati da Sace - sta scaden-
do e se non sono rifinanziati
o com unque non verranno
rinnovate le garanzie avremo
entro il 30 giugno un deserto
economico con almeno un
milione di fallimenti.
La Fabi sostiene che: «Ãˆ
urgente prorogare tutti gli
aiuti pubblici per imprese e
famiglie, sia riattivando le
moratorie sui vecchi prestiti
sia estendendo le garanzie
sui nuovi finanziamenti ol-
tre il 30 giugno.» E va anche
eliminata quella tassa occul-
ta che sono «le commissioni
che non serviranno certa-
mente a incoraggiare la qua-
lità economico-finanziaria
del sistema delle imprese».
Che tra costi energetici e di
materie prime impazziti,
lockdown mascherato per
c o l pa d e l l e qu a ra nte n e
astruse e - soprattutto per il
turismo - il continuo evocare
scenari di sciagura sanitaria,
è finito in rianimazione sen-
za che nessuno se ne stia
preoccupa n d o.
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