STUPIDA RAZZA

giovedì 13 gennaio 2022

Italia e Germania, sintonia sull’energia green

 

Italia e Germania «hanno abbracciato la transizione verde, che è stata al centro della Presidenza italiana del G20 lo scorso anno e che quest’anno è tra le priorità della Presidenza tedesca del G7 con una visione a lungo termine». Parole del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio al termine dei colloqui di ieri con la nuova ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock. Ma se Roma e Berlino «sono pronte a sviluppare una partnership green» più complesso si fa il discorso su un eventuale (e tutto da dimostrare) asse comune su gas e nucleare nella nuova tassonomia Ue. Nel loro incontro di ieri alla Farnesina, Di Maio e Baerbock non hanno approfondito più di tanto il tema del nucleare che rappresenta un elemento di criticità all’interno dello storico asse franco-tedesco con la Francia impegnata nello sviluppo di centrali nucleari di nuova generazione e il Governo tedesco nettamente contrario. Di Maio e la Baerbock hanno condiviso in linea di principio la stessa posizione. Ma sia a Berlino che a Roma il tema continua a dividere le coalizioni. M5s e Pd sono sulle posizioni degli ambientalisti tedeschi, quindi contrari. La Lega è a favore e trova sponda nel ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani che non è contrario all'uso delle nuove tecnologie applicate al nucleare. Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo, ha suggerito ieri di seguire l’esempio tedesco sul no all'inserimento del nucleare nella tassonomia Ue mentre il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha osservato: «Oggi abbiamo 12-13% di energia nucleare in Italia con il problema che la compriamo: sarebbe assurdo dire che si rinuncia». Il 31 dicembre, quando la Commissione Ue ha reso pubblica la bozza della tassonomia, includendo nucleare e il gas tra le fonti di energia sostenibili per raggiungere lo zero emissioni di anidride carbonica entro il 2050, i leader dei Verdi tedeschi l’hanno immediatamente bocciata, ma Spd e Scholz hanno poi preso atto che è bene non andare oltre le affermazioni di principio. Ieri, però, la ministra tedesca dell’Ambiente , Steffil Lemke ha reso noto che il governo tedesco presenterà la propria dichiarazione alla Commissione Europea nei prossimi giorni. E la dichiarazione conterrà un “no” molto chiaro all’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia. La presa di posizione con l’altolà di Berlino ha costretto la Commissione Europea a rimandare ancora una volta la presentazione della tassonomia facendo slittare a fine gennaio la scadenza per l’adozione dell’atto delegato della Commissione Europea sulla tassonomia verde, originariamente prevista per domani. La Baerbock ha anche parlato di gas. «È fondamentale – ha detto - rafforzare l’indipendenza del nostro approvvigionamento energetico europeo». La ministra ha ribadito che il nuovo Governo federale ha stabilito che i progetti di politica energetica devono rispettare i requisiti europei e ciò vale anche per Nord Stream 2, cosa che al momento non avviene e per questo il processo di certificazione è sospeso. Quanto a Nord Stream 2 la ministra ha parlato di implicazioni geopolitiche per cui se la Russia usasse l'energia come un'arma o commettesse altre azioni aggressive contro l’Ucraina, «adotteremo misure efficaci i insieme ai nostri partner europei».

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