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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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domenica 16 gennaio 2022

Leggi ingiuste si possono infrangere

 

È imbarazzan-
te criticare un
collega in base a
una dichiarazio-
ne riportata da
un giornale; ma
diquestitempisimilidichiara-
zioni, con tanto di prestigiosa
(più o meno autentica) pater-
nità, hanno pesante influsso
su l lopinione pubblica, quindi
è doveroso fare il possibile per
rivelarne tutta l inconsisten-
za .
Ho detto «collega» e mi af -
fretto a precisare: collega in
quanto insegnante di filosofia.
Ripeto da tempo che trovo ri-
dicola letichetta di filosofo ap-
pioppata dai media a perso -
naggi di ogni genere, e spesso
di precaria integrità intellet-
tualeemorale.Dice,allostesso
tempo, troppo e troppo poco.
Troppo poco perché tutti sia-
mo filosofi, quando ci interro-
ghiamo sul senso della nostra
vita e delle nostre scelte. Trop-
po perché, se vogliamo chia-
mare filosofi coloro che si sono
meglio distinti nella disciplina
di interrogazione, occorrereb-
be aspettare qualche decen -
nio, se non qualche secolo, per
separare il grano dal loglio. Ep-
pure, anche come semplice in-
segnante, una persona ha un
minimo di autorevolezza so -
ciale, e dovrebbe procedere
con cautela e con saggezza nel-
lamministrare questa risor -
sa.
La dichiarazione del colle -
ga,neiterminiincuiilgiornale
lha citata, suona: «I filosofi ob-
bediscono alle leggi, anche
quandoleritengonototalmen-
te folli. Socrate insegna». Il
tutto come premessa (e giusti-
ficazione), sembra, ad aver ac-
cettato la somministrazione di
una terza dose di vaccino. Ri-
manendo inteso che «i filoso-
fi» nella storia non si sono tro-
vati daccordo su quasi nulla, e
ci sarebbe da stupirsi se aves-
sero raggiunto un consenso
così unanime proprio su que-
sto tema, vediamo di capire.
In primo luogo, occorre di-
stinguere fra leggi giuste e in-
giuste («folli» ha un carattere
emotivo e personale: io trovo
folle che ci sia gente che fuma,
ma non mi sognerei di consi -
derarlo ingiusto e di proibir-
glielo). Nel dialogo platonico
cui il collega fa ovvio riferi-
mento, il Crito n e, Socrate non
dice mai di essere stato con -
dannato in base a leggi ingiu-
ste; a un certo punto anzi dà la
parola proprio alle leggi (di
Atene) perché gli ricordino
quanta buona cura si sono pre-
se di lui nel corso degli anni. I
suoi avversari al processo han-
no manipolato il sistema giuri-
dico per ottenere una condan-
na, e il suo biasimo nei loro
confronti è privo di esitazioni;
lui stesso però non intende ag-
giungere alla loro violazione
delle leggi una sua propria,
evadendo dal carcere in cui è
rinchiuso, e preferisce morire
innocente.
Scelta sofferta e da rispetta-
re, ma anche scelta che ha
aperto un dibattito millenario.
Delqualemenzionerò solo una
tappa. Nel quinto libro dellEti-
ca Nicomachea, Aristotel e,
senza menzionare Socrate ma
facendo chiaro riferimento a
casi come il suo, afferma che,
di una legge giusta, occorre ri-
spettare non la lettera ma lo
spirito: fare ciò che lo stesso
legislatore avrebbe fatto se fos-
se stato al nostro posto. Occor-
re, se è opportuno, dare mo-
stra di equità: la virtù che con-
sente di stabilire quando va
fatta uneccezione alla lettera
di una legge. Come andava fat-
ta uneccezione per consenti-
re a Socrate di sfuggire a una
condanna ingiusta.
Ma veniamo ora alle leggi
che giuste non sono. Qui tutti
gli archetipi della moralità
sembrano effettivamente con-
venire: una legge ingiusta non
va obbedita. Dalla parte oppo-
sta troviamo solo dei crimina-
li, che tentarono di legittimare
le loro azioni infami sostenen-
do di avere obbedito a una leg-
ge: i gerarchi processati a No-
rimberga, Adolf Eichmann
durante il processo di Gerusa-
lemme. A proposito di que-
s tultimo Hannah Arendt - lei
sì vero e grande filosofo - trovò
le sue patetiche scuse una di-
mostrazione della banalità del
m a l e.
Che cosa suggerisce dunque
il collega? Che a Norimberga e
a Gerusalemme si dovessero
mandare tutti gli imputati a
spasso perché, seguendo le
(presunte) unanimi indicazio-
ni dei «filosofi», avevano obbe-
dito alle leggi? Che avessero
torto gli indiani ispirati da
Gandhi e i neri ispirati da Mar-
tin Luther King nel praticare
disobbedienza civile? Il che
vuol dire, tanto per essere
chiari: disobbedienza a leggi
ritenute ingiuste?
Ovviamente è possibile che
il collega ritenga giuste le leggi
promulgate dal nostro scalci -
nato governo; ma allora lasci
perdere la buonanima di So-
crate e si faccia vaccinare an-
che dieci volte in allegria. Ed è
possibile che quel che ha detto
sia stato riportato o capito ma-
le, citato «fuori contesto» o
qualche altra diavoleria che lo
assolve agli occhi propri e al -
trui. Lo spero per lui: non ho
nessun interesse a fare pole-
mica personale. Mi importa
solo che frasi pericolose circo-
lanti nella conversazione pub-
blica vengano smontate come
meritano, chiunque le abbia
dette o non dette.

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