NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
martedì 8 febbraio 2022
Una piccola stretta affidata ai mercati
È
cambiato l’orizzonte
temporale. I mercati hanno
reagito di conseguenza; e ora
fanno il lavoro della Bce.
Inattesa nelle sue modalità, la
riunione di febbraio della Banca
centrale europea ha avuto un esito
prevedibile. I nuovi toni e le nuove
parole della presidente Christine
Lagarde hanno portato in alto il
dollaro ma soprattutto hanno
spinto i rendimenti, che erano già
saliti con relativa rapidità rispetto
ai livelli di dicembre. Tendono
quindi a irrigidirsi, sia pure con
molta gradualità, le condizioni
finanziarie; quantomeno a monte
della catena di trasmissione della
politica monetaria. I rendimenti dei
titoli di Stato, però, rappresentano
il pavimento per i prestiti bancari.
Anche immaginando rischi di
controparte stabili - ma non
sempre lo sono, in questa fase -
anche il costo dei credito potrebbe
quindi lentamente salire.
È la forza della comunicazione
dei banchieri centrali, sostenuta
evidentemente dalla capacità di
intervenire, sempre.
Non deve però fuorviare la
novità della situazione, né sui
mercati, né nelle stanze
dell’Eurotower: i livelli di partenza
dei rendimenti e dei tassi sono
piuttosto bassi, la “stretta” indotta
dalle parole di Lagarde è molto
limitata; mentre il cambio di rotta
della Banca centrale europea è
davvero minimo, al momento.
L’attenzione per l’andamento
dell’inflazione da parte del
Consiglio è evidente. Non sarebbe
sbagliato parlare di qualche
inquietudine per l’andamento dei
prezzi. Alcuni concetti chiave
espressi in conferenza stampa
vanno però ben ricordati. Le
aspettative di inflazione,
innanzitutto: convergono, sia le
misure di mercato che quelle basate
sui sondaggi, sul 2%, l’obiettivo di
inflazione. Non danno
preoccupazioni. Poi gli effetti del
rincaro di energia: si stanno
diffondendo sempre più ad altri
settori ma non danno segno di
voler surriscaldare né le
retribuzioni né le rivendicazioni
salariali. Non ci sono i temuti effetti
“di secondo impatto». I tassi
ufficiali, infine, saranno alzati solo
dopo l’azzeramento degli acquisti
di titoli, che presto saranno
realizzati solo attraverso il
programma App - il quantitative
easing ormai “classico” - ma a un
ritmo di 40 miliardi al mese. Non si
può pensare, ha inoltre precisato su
questo punto Lagarde, che ci sia
una qualche «immediatezza» tra la
fine del programma App e il rialzo
del costo ufficiale del credito.
La stretta è quindi relativamente
lontana e sarà dunque graduale. I
mercati hanno giustamente preso
atto del fatto che i rischi di
inflazione - sui quali finora la Bce
aveva parlato in via informale, a
volte implicita - sono ufficialmente
«orientati al rialzo» così come del
rifiuto di Lagarde di definire di
nuovo «improbabile» un rialzo dei
tassi in questo 2022. Al momento tocca però a loro il ruolo di irrigidire
le condizioni finanziarie.
Perché questa prudenza da parte
della Bce? I rincari energetici - sui
quali la politica monetaria non ha
controllo - stanno comprimendo il
potere d’acquisto di molte famiglie
“a reddito fisso”. Non sarebbe il
caso di frenare l’inflazione per
aiutarle? L’aumento dei prezzi
penalizza soprattutto i meno
ricchi...
Il problema è che aumentare i
tassi può ridurre la domanda: di
investimenti, per esempio; o di
lavoro. Anche se Eurolandia parte
da livelli dei tassi molto bassi, e
proprio per il gioco dei mercati che
anticipano il futuro, una stretta
potrebbe avere un effetto molto più
intenso sulla crescita - e dunque
sull’occupazione - che sui prezzi, e
quindi sul potere d’acquisto. I più
deboli potrebbero insomma
perdere il lavoro, invece di
mantenere l’attuale potere
d’acquisto.
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