NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
domenica 14 novembre 2021
Altra inflazione. Cop26 inventa le rotte verdi
I minuti finali dell’ap pu n -
tamento di Glasgow sono stati
i più concitati. Il vicepresidente della commissione Ue,
Frans Timmermans, si è prostrato. «Sentendo gli interventi precedenti (dei Paesi
sottosviluppati, ndr), mi domando se non rischiamo di
inciampare negli ultimi metri
di questa maratona. Io capisco tutto quello che dicono i
Paesi in via di sviluppo, che
vogliono più finanze. Ma non
uccidete questo momento. Vi
imploro, accogliete questo testo, che porta speranza ai nostri figli e nipoti». Parole di
cui in ogni caso non risponderà. Chi decideva veramente,
Usa e Cina, avevano appena
avuto incontri bilaterali. Tant’è che Pechino ha commentato: «Testo non perfetto ma
bastano poche modifiche»,
mentre l’inviato speciale Usa
John Kerry si è limitato al
classico: «Il meglio è nemico
del bene». Così tra uno slogan
e l’ennesimo intervento di
Greta Thunberg che chiede
di fare sempre di più le notizia si trovano nelle pieghe degli accordi.
Praticamente tutti sottoscritti dall’Italia. Tra l’impegno a ripopolare le foreste e a
trasformare la mobilità su
ruota e pure l’avi azion e,
spunta una delicatissima novità che avrà impatti sull’i nte -
ra geopolitica globale. I partecipanti si sono infatti impegnati a firmare la C lyd eb a n k
declaration for green shipping
c o r rid o rs . In pratica l’obiett i -
vo è creare corridoi di navigazione verdi o meglio rotte marittime a zero emissioni tra
due (o più) porti. I partecipanti al meeting avrebbero deciso di sostenere la creazione di
almeno sei corridoi verdi entro la metà di questo decennio, puntando a scalare l’att i -
vità negli anni successivi, sostenendo tra l’altro la creazione di un numero maggiore
di rotte oppure impegnandosi a garantire il transito di un
maggior numero di navi ecologiche sulle stesse rotte. L’idea è di avere molti più corridoi in funzione entro il 2030 e
di creare un evento globale
nel 2025 per fare il punto e
decidere i successivi gradini.
Non è difficile comprendere quattro cose. Primo, i Paesi
che non avranno nel breve la
tecnologia idonea a far viaggiare navi a impatto zero saranno tagliati fuori dai corridoi verdi. Secondo, chi resterà tagliato fuori dalla p remium class dello shipping si
troverà a far viaggiare la propria economia a scartamento
ridotto. Terzo, non basta l’at -
tuale inflazione, con ulteriori
colli di bottiglia nel trasferimento delle merci l’i n f l a z io -
ne salirà ulteriormente.
Quarto, Usa e Cina si contenderanno l’esigenza di controllare manu militari gli accessi
ai corridoi. Nel caso della nostra industria sarà importante fare un salto di qualità ulteriore. Fincantieri ad esempio
è già all’avanguardia, ma la
vera sfida sono i sistemi di
propulsione. Nel 2020 il gruppo ha avviato la costruzione
di una unità che ha preso il
nome di Zeus che sta per ze ro
emission ultimate ship. La ricerca alla base di Zeus riguarda il miglioramento della sostenibilità ambientale di navi
cruise, mega yacht, traghetti,
ferry e navi da ricerca oceanografica, attraverso la riduzione delle emissioni di gas effetto serra nonché di ossidi di
azoto, ossidi di zolfo e particolato. Con una lunghezza di
circa 25 metri e una stazza di
circa 170 tonnellate, Zeus sarà, di fatto, un laboratorio galleggiante, finalizzato ad acquisire informazioni sul comportamento nell’a m bie nte
reale delle fuel cell, un dispositivo elettrochimico che permette di ottenere energia
elettrica direttamente dall’idrogeno senza processo di
combustione termica.
Ma per spingere le grosse
navi cargo servono sistemi di
altra natura. Aumenta costantemente il numero di
analisti che vede nel nucleare
l’unica vera opportunità per i
mercantili del futuro. Su questo l’Italia è a un bivio. La Verità ha avuto modo di anticipare alcuni tasselli, ancora in
embrione, alla base delle future discussioni attorno alla
Difesa e all’industria comune
Ue. Sul tavolo c’è la possibilità
di rimettere piede nel settore
dell’atomo. Fa sorridere la notizia riportata ieri dal C o r rie -
re della Sera. Riportando indiscrezioni di Francesco Giava z z i si cita un incontro tra
l’attuale consigliere di M a r io
D ra g h i e Greta Thunberg. Alla domanda «che fare finché
la transizione non è terminata», la ragazza avrebbe detto
con il solito tono messianico
che usare l’atomo non è poi il
male. E quindi se l’ha detto lei
perché non sdoganarlo... è il
messaggio che traspare dal
retroscena giornalistico. È
chiaro che a Palazzo Chigi è in
atto un cambio di passo e c’è la
volontà di invertire la rotta
dei referendum abrogativi. Il
contrario vorrebbe dire lasciarci appiedati e dipendenti
dalle centrali francesi. Che ci
serva la benedizione di Greta
è solo il segno dei tempi.
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