Q uanto più il potere è autocratico e personalistico, tanto più i potenti hanno bisogno di simboli per rappresentarlo. Dal proscenio internazionale delle Olimpiadi invernali di Pechino, Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di sostegno alla sovranità e agli interessi reciproci. Non soltanto i due leader hanno reiterato la critica a «certi Stati» che tentano di imporre i loro standard democratici, ma hanno riasserito l’opposizione sinorussa a ogni ulteriore espansione della Nato e alla costituzione di nuovi blocchi nella regione AsiaPacifico, impegnandosi a aumentare la cooperazione fra Mosca e Pechino. A riprova della consolidata collaborazione sino-russa, Gazprom e CNPC, i potenti gruppi dell’energia, hanno siglato un nuovo accordo per la fornitura annuale di 10 miliardi di metri cubi di gas. Il confronto fra Washington e Mosca si gioca anche a livello di forniture di energia. Le esportazioni dagli Stati Uniti di gas naturale verso l’estero sono cresciute del 40% nel 2021 rispetto al 2019, dirigendosi in particolare verso il mercato asiatico, e adesso anche verso l'Europa. Ma la sfida cruciale è per il nuovo ordine mondiale. Secondo Putin, Russia e Cina giocano un importante ruolo di stabilizzazione nella complessa situazione internazionale e continuano a promuovere «la democratizzazione del sistema di relazioni internazionali» per renderlo più equo e inclusivo. Proprio un più stretto coordinamento sul piano della politica estera a livello globale, includendo le questioni di sicurezza, costituisce il pivot della visita del leader russo a Pechino Il presidente cinese Xi Jinping, che si prepara verosimilmente a un terzo mandato, ha trasformato la politica cinese e la geopolitica internazionale. Le Olimpiadi invernali sono il proscenio del suo potere e un’opportunità di mostrare al mondo la superiorità del sistema di governance cinese. Ma anche di mostrare al popolo cinese che la Cina è assurta fra le grandi potenze del mondo. Così in Europa, per quanto la Russia si concentri sull’espansione della Nato e chieda risposte a Washington e a Bruxelles, la risposta a ciò che vuole Putin è a Mosca. Putin ha costruito un forte esercito e dispone del più vasto arsenale nucleare al mondo. Ma egli teme l’indipendenza dei suoi vicini perché costituisce una minaccia al suo ruolo. «La più grande catastrofe geopolitica del secolo», come il leader russo definì il collasso dell’Urss, ha lasciato la Russia circondata da Stati indipendenti. Come ha osservato Ivo Daalder, presidente del Chicago Council on Global Affairs, già ambasciatore americano presso la Nato, se questi divengono prospere democrazie, Putin teme che i russi chiederanno lo stesso. Le ombre dell’impero sovietico sono tornate a proiettarsi sugli Stati vicini per riaffermare il controllo perduto con il collasso dell’Urss. Ma vi è una nevralgica differenza rispetto alle crisi precedenti: l’emersione della Cina come potenza globale e quale partner principale dell’alleanza sino-sovietica, mentre Mosca ha visto ridurre la sua estensione territoriale all’attuale Russia con un’economia che non appare fra le principali del mondo. La Russia è ancora un gigante dell’energia, che rappresenta più del 40% del suo budget federale. Una gran parte della sua produzione energetica va a soddisfare la domanda europea con una reciproca dipendenza: il Cremlino dipende per i suoi introiti dall’Europa, mentre l’Europa dipende dall’energia russa. Con il presidente Joe Biden, l’America ha rinnovato la strategia del coalition-building , che è stata in passato la sua grande forza, anzitutto nell’AsiaPacifico; ma in Europa per alcuni Paesi, in primis Francia, Germania e Italia, è più difficile recidere i rapporti con Mosca e Pechino. Recentemente il presidente Emmanuel Macron ha sostituito il concetto di “autonomia strategica” europea con quello di “sovranità europea”. Che l’Europa marci a passo serrato con gli Stati Uniti non sembra del tutto certo.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
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