STUPIDA RAZZA

lunedì 7 febbraio 2022

Banche quasi ferme, committenti in crisi

 



 N on siamo ancora al si salvi chi può, ma certo la percezione dei rapporti con gli istituti bancari da parte di committenti e imprese è poco rassicurante. Sulle chat di operatori e condòmini ci si scambia informazioni ma sembra regnare il caos sulle reali possibilità di acquisto dei crediti da parte delle banche. Mentre gli istituti maggiori, per ora, stanno accontentando le richieste perché il loro plafond non si è ancora esaurito, in quelli minori si sono già verificate le prime chiusure. E anche Poste Italiane (che comunque è impegnata nell’esaurimento delle numerose pratiche già in corso) e Cassa Depositi e prestiti stanno valutando la chiusura ai nuovi acquisti. A Bologna e a Genova (anche presso banche di medie dimensioni) si registrano numerosi rifiuti e gli amministratori di condominio si trovano davanti a un duplice stop, da parte delle imprese e da parte delle banche, e la soluzione non sembra essere quella dello sconto in fattura perché poi l’impresa, il professionista o il general contractor devono pur trovare chi si compra, questa al primo passaggio, il relativo credito d’imposta. La mancanza di plafond fiscale per impiegare i crediti sta quindi bloccando rapidamente tutti i canali d’acquisto e a breve potrebbe semplicemente esaurirsi la spinta al superbonus, fatto morire per asfissia dall’articolo 28 del Dl Sostegni ter. Una scelta più che consapevole, o che quanto meno mira a spostare l’agevolazione sul piano delle detrazioni in cinque anni, dato che per ora è minima la percentuale dei contribuenti che possono permettersi di anticipare le spese. Difficile però valutare quanti committenti potrebbe reggere l’impegno economico: in ogni caso, la maggioranza dei lavori che sono ripresi o sono stati avviati dopo la proroga (che per i condomìni copre tutto il 2022 e il 2023 con il 110 per cento) decisa con la legge di Bilancio, si trovano in mezzo al guado con cessioni di credito ancora non formalizzate. La legge di Bilancio era entrata in vigore appena 26 giorni prima della norma del Dl Sostegni ter che va esattamente nella direzione opposta. Quindi, il blocco implica necessariamente una sospensione, in attesa che l’iter legislativo del Dl lo renda più morbido, di ogni decisione nelle assemblee di condominio, mentre gli amministratori (si veda anche il Sole 24 Ore di ieri) dovranno affrontare platee di condòmini tutt’altro che tranquilli.

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