La rivoluzione dei crediti d’imposta sta rendendo difficile la vita in condominio dove i lavori del superbonus sono stati avviati o dove si stanno progettando. Il limite di una sola cessione a partire dal 27 gennaio fa scattare la nullità dei contratti che prevedono una cessione successiva a quella realizzata direttamente dal beneficiario della detrazione; oppure a quella effettuata dal fornitore che ha concesso lo sconto in fattura. Unica eccezione riguarda i crediti già ceduti prima dell’entrata in vigore del Dl, che possono essere ceduti altre volte, secondo i vecchi schemi, entro il 6 febbraio. Ma nella stragrande maggioranza dei casi la situazione da affrontare è quella di chi non ha ancora ceduto nulla e stava per farlo, confidando nel’avvio dei lavori dopo la proroga della legge di Bilancio. In realtà, i committenti-condomìni (e più precisamente i singoli contribuenti condòmini) possono ottenere lo sconto in fattura dall’impresa e questa può cedere il credito senza doverlo usare per pagare le proprie tasse. Il nodo fondamentale, per le imprese, è l’impossibilità di usare direttamente il credito per le imposte a loro carico. Discorso analogo per i professionisti tecnici. La strada è quindi quella di inviare un’informativa dettagliata sugli effetti dell’articolo 28 del Dl Ristori-ter 4/2022 a tutti i condòmini, e di convocare un’assemblea per assumere eventuali decisioni. All’assemblea vanno convocati imprese e professionisti e almeno un istituto di credito, in modo che siano chiare le possibilità concrete a oggi, in attesa di modifiche migliorative: 1 l’impresa fa lo sconto in fattura perché ha la possibilità concreta di ceder il credito a sua volta (prima e unica cessione); 2 l’impresa acquisisce il credito e lo usa in prima persona per le sua imposta (ipotesi plausibile solo per grandi utility come l’Eni o A2A; 3 i condòmini decidono di utilizzare il credito fiscale direttamente nella propria dichiarazione dei redditi ma occorre che le spese vengano anticipate subito; 4 i condòmini cedono il credito direttamente a una banche che finanzia l’operazione.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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