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venerdì 18 febbraio 2022

Draghi: scienza al centro della crescita italiana



«La ricerca al centro della crescita». In visita ai laboratori del Gran Sasso, il premier Draghi, riferendosi tra l’altro alla pandemia, ha rinnovato il pieno sostegno alla scienza. (🤣🤣🤣) «La ricerca al centro della crescita»: (🤣🤣🤣) Mario Draghi ne è convinto da sempre e le scelte assunte in quest’anno di Governo alle prese con il Covid lo confermano. Il presidente del Consiglio, accompagnato dal premio Nobel Giorgio Parisi, coglie l’occasione della visita ai Laboratori sotterranei del Gran Sasso - di cui ricorre quest’anno il 35° anniversario - per ribadire il pieno e «continuo» sostegno alla scienza. Perché «Ã¨ il silenzioso lavoro dello scienziato a fare la differenza tra la morte e la vita, tra la disperazione e la speranza». I vaccini e i medicinali sviluppati per combattere la pandemia ne sono l’esempio così come la lotta al cambiamento climatico. (🤣🤣🤣)Ma la scienza - ha rilanciato il premier - «non è soltanto una somma di scoperte» ma anzitutto «metodo», che significa basarsi su «evidenze affidabili e verificabili». (🤔🤣🤔🤣) Di qui un vero e proprio monito - indirizzato a chi riveste posizioni di responsabilità o comunque in grado di influenzare il pubblico - a «distinguere tra i fatti e ciò che è soltanto opinione» per contrastare quelle «pulsioni antiscientifiche, che puntano alla delegittimazione dei singoli scienziati o delle loro istituzioni» che invece vanno «difesi» coltivandone la «cultura» e il loro «ruolo centrale» nella società. Draghi ha sottolineato come «per troppi anni, l’Italia non ha saputo accompagnare i suoi scienziati con la convinzione che meritano». La conseguenza è stata l’abbandono del Paese da parte di migliaia di talenti «non per scelta ma per costrizione». Ora è giunto il momento di invertire la marcia. Il presidente del Consiglio ha ricordato che con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Governo ha deciso di investire «oltre 30 miliardi in istruzione e ricerca», in modo da finanziare «fino a 30 progetti per infrastrutture innovative di rilevanza europea». Draghi ha citato espressamente Parisi condividendo l’invinto del premio Nobel a garantire la «continuità», la «regolarità» dei finanziamenti anche oltre il Pnrr. Ma c’è un altro punto decisivo da sempre per il premier e che rientra anche tra gli obiettivi del Piano ovvero l’occupazione delle donne e il loro ruolo nei posti chiave. Vale anche per il mondo scientifico. Per realizzare «il pieno potenziale della ricerca» occorre - ha insistito ancora una volta Draghi - «puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne». Per troppo tempo le posizioni di vertice sono state infatti appannaggio degli uomini e anche se «oggi sono molte di più le ricercatrici italiane che si affermano ai massimi livelli» (come la stessa direttrice dei Laboratori del Gran Sasso, Lucia Votano, e la direttrice del Cern Fabiola Gianotti) è necessario per il premier «fare di più» perché «sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici». Draghi ha evidenziato a questo proposito che il Governo ha investito oltre un miliardo per potenziare l’insegnamento delle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) (UN PIZZICO DI FILOSOFIA NON GUASTEREBBE.....!) «anche con l’obiettivo di superare gli stereotipi di genere», ma resta prioritario «intervenire lungo tutto l’arco dell’istruzione, dalla scuola all’università». Nel giro di un decennio - tra il 2008 e il 2919 - «il numero di nuovi dottori di ricerca in Italia è calato del 40% ed è oggi tra i più bassi nell’Unione Europea», ha aggiunto, evidenziando che proprio per invertire questa tendenza è stato raddoppiato il numero delle borse di dottorato (dalle attuali 8-9 mila l’anno a 20mila) ed anche il loro importo.

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