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venerdì 18 febbraio 2022

Gas ai minimi da tre mesi Von der Leyen sfida Mosca

Mentre il prezzo del gas scende ai minimi da tre mesi in Europa, Bruxelles e Mosca alzano i toni della sfida sul fronte dell’energia. Da un lato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che al Parlamento europeo dichiara che ormai «per questo inverno siamo piuttosto al sicuro», persino se Gazprom dovesse chiudere del tutto i rubinetti. Dall’altro il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, che in caso di sanzioni minaccia di privare l’Europa anche delle forniture di petrolio e carbone, che verrebbero dirottate su altri mercati (peraltro più facilmente del gas, che Mosca ci consegna soprattutto via gasdotto). Sono di origine russa il 26% delle importazioni di greggio della Ue, mentre per il carbone la percentuale sale al 46% secondo Moody’s: una quota superiore a quella del gas, che si ferma al 38%. «Ogni riduzione dell’export farebbe salire i prezzi – ha dichiarato Siluanov – e se dovessimo applicare restrizioni l’aumento dei prezzi compenserebbe in gran parte la riduzione (delle vendite)». L’energia come arma, insomma, che non smette di essere brandita nemmeno quando la diplomazia cerca di evitare un confronto militare. Il parziale ritiro delle truppe russe dai confini con l’Ucraina viene guardato con scetticismo dagli Usa e dalla Nato, eppure è bastato che l’escalation si fermasse per concedere una tregua anche al mercato del gas. Dopo un ribasso del 12% martedì, il prezzo del combustibile ieri ha continuato a scendere, portandosi per la prima volta da novembre a 65 euro per Megawattora al Ttf (a fine giornata scambiava poco sopra 67 euro, comunque in ribasso del 2%). A fermare i rincari contribuiscono le previsioni di vento forte nel Nord Europa, che consentono un maggior ricorso all’energia eolica. Ma è indubbio che anche per il gas la situazione sia migliorata, grazie all’arrivo di volumi record di Gnl che ha frenato i prelievi dagli stoccaggi: a gennaio abbiamo importato l’equivalente di 11 miliardi di metri cubi di gas in forma liquida, di cui metà proveniente dagli Usa, e a febbraio finora ci stiamo mantenendo su livelli analoghi. È presto per cantare vittoria, se non altro perché il gas costa tuttora circa il quadruplo rispetto a un anno fa e il peso dei rincari in bolletta si farà ancora sentire nei prossimi mesi. Ma la presidente Ue, rivolgendosi all’Europarlamento, ha assicurato che Mosca non deve farci paura: gli sforzi diplomatici per reperire forniture alternative «ci stanno nettamente ripagando», ha detto, citando trattative con Usa, Qatar, Egitto, Azerbaijan, Nigeria, Giappone e Corea del Sud  (🤣🤣🤣) (negli ultimi due casi per sondare la disponibilità a redirigere carichi di Gnl attraverso swap). Bruxelles ha inoltre predisposto con gli Stati membri «una nuova serie di misure di emergenza» per affrontare un’ipotetica chiusura parziale o totale dei rubinetti da parte di Gazprom. «I nostri modelli – ha concluso von der Leyen – mostrano che ora siamo piuttosto al sicuro in questo inverno».


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