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venerdì 18 febbraio 2022

La maggioranza dei cittadini Ue crede possibile una invasione


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La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe rivelarsi uno spartiacque nella sicurezza di queste due nazioni. La maggior parte dei commenti politici espressi fino a oggi sui governi europei li ha definiti divisi, deboli e assenti di fronte all’aggressione mossa dalla Russia e dal suo presidente, Vladimir Putin. Tuttavia, il nostro nuovo sondaggio effettuato in sette Stati membri dell’UE ha rivelato che in tutta Europa prevale l’idea diffusa che la Russia, prima o poi, invaderà l’Ucraina e che l’Europa ha il dovere di difendere l’Ucraina se vuole preservare l’ordine liberale instauratosi dopo la guerra fredda. A differenza del conflitto tra Russia e Ucraina del 2014, l’attuale crisi preoccupa notevolmente la popolazione dell’UE. Questi i numeri degli europei che ritengono probabile l’invasione russa: il 73% in Polonia, il 64% in Romania, il 56% in Svezia, il 52% in Germania e in Italia, il 51% in Francia e il 44% in Finlandia. Tali cifre evidenziano un'avvenuta ricalibrazione, cosa che potrebbe cogliere Putin di sorpresa. Che oltre il 50% degli europei sia d’accordo sul fatto che la posizione della Russia nei confronti dell’Ucraina rappresenti una minaccia alla sicurezza per il proprio paese potrebbe cambiare le carte in tavola nell’andamento di questa crisi. Per molto tempo, in Europa si è ritenuto che un’eventuale futura “Guerra Fredda” si sarebbe svolta tra Stati Uniti e Russia o tra Stati Uniti e Cina, ed in entrambi i casi gli europei sarebbero stati spettatori, non partecipanti diretti. (CHI SI FA I CAZZI SUOI CAMPA 100 ANNI !) Il sondaggio dell’ECFR ribalta questa ipotesi, anche se probabilmente è ancora vero che molti europei ritengono che l’Ucraina sia disordinata e disfunzionale. In ogni caso, l’opinione prevalente oggi è che debba essere difesa dall’azione russa. La domanda, però, è chi dovrebbe intervenire. E, relativamente a questo, abbiamo scoperto che in quasi tutti i Paesi esaminati, gli europei vedono la NATO e l’UE come le organizzazioni meglio posizionate per difendere l’Ucraina. Sorprendentemente, in Polonia la maggioranza, tranne un piccolo margine, vede l’UE e non la NATO come il difensore naturale della sovranità ucraina. Questo mette in discussione l’opinione comune secondo cui, quando si tratta di sicurezza, gli europei dell’Est siano pronti a respingere l’UE perché considerano gli Stati Uniti l’unico partner affidabile. Anzi, quando si tratta di tutela dei propri interessi, l’UE non è affatto divisa tra coloro che si fidano della NATO e coloro che si fidano dell’UE. Gli intervistati in Polonia, Romania e Italia ripongono la loro fiducia principalmente nella NATO, ma oltre il 60% di loro ritiene che anche l’UE sarebbe pronta a difendere i loro interessi in caso di conflitto. Allo stesso modo, svedesi e finlandesi si fidano dell’UE, ma la maggior parte di loro si fida anche della NATO. Le differenze politiche presenti all’interno dei Paesi esaminati sono illuminanti e potrebbero essere anche più sorprendenti rispetto a quelle esistenti tra i Paesi stessi. Ad esempio, la Germania sfida gli stereotipi: infatti, i sostenitori dei partiti di centro-sinistra al governo (SPD, FDP e Verdi) superano gli elettori dell’Unione Cristiano Democratica (CDU) nella loro intenzione di difendere l’Ucraina. Anche se la CDU è stata la più esplicita sulla difesa dell’Ucraina da parte della Germania, il nostro sondaggio ha rilevato che i suoi elettori sono divisi, quasi equamente, sulla questione. In Francia, i sostenitori del presidente Emmanuel Macron e del suo sfidante di centrodestra, Valérie Pécresse, sono più favorevoli alla difesa attiva dell’Ucraina da parte del loro Paese, mentre gli elettori di estrema destra sono divisi. Lo stesso vale in Italia, dove c’è consenso tra gli elettori di centro, ma divisione tra i sostenitori della Lega, il partito di Matteo Salvini. Mentre in Polonia la maggioranza dei sostenitori di tutti i partiti vuole che il proprio governo difenda l’Ucraina, ma non tutti sono convinti, o fiduciosi, della reale capacità del partito al potere, Legge e giustizia (PiS). C’è anche una certa reticenza sulle potenziali conseguenze che potrebbero derivare dall’intervento dell’Europa. Queste differenze possono essere perfettamente riassunte dalla seguente frase: «ricorda cosa ti ha fatto il Cremlino l’ultima volta». Ad esempio, al di là della minaccia di una potenziale azione militare russa contro il proprio paese, sono state riscontrate preoccupazioni in Polonia per le pressioni migratorie dovute a questa crisi; timori in Germania, Finlandia, Italia e Romania, sulla possibilità che la Russia interrompa le proprie forniture energetiche; infine, in Francia e Svezia, preoccupazioni su eventuali attacchi informatici. Ciò che è chiaro è che, se le minacce rivolte da Putin all’Ucraina avevano lo scopo di far riflettere gli europei sulla sicurezza del loro paese, hanno raggiunto tale obiettivo. E questo, di conseguenza, ha rafforzato l’unione degli Stati membri dell’UE. Le prossime settimane metteranno alla prova la capacità degli europei di passare da un mondo modellato dal soft power a uno definito dalla resilienza e quella di sopportare il dolore allo scopo di preservare i propri valori e il proprio stile di vita. (LO STILE DI VITA CHE CONSCIAMO E' FINITO !) È evidente che il vecchio cliché, che la guerra è “impensabile”, non è più .

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