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La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe
rivelarsi uno spartiacque nella
sicurezza di queste due nazioni.
La maggior parte dei commenti
politici espressi fino a oggi sui
governi europei li ha definiti divisi,
deboli e assenti di fronte
all’aggressione mossa dalla Russia e
dal suo presidente, Vladimir Putin.
Tuttavia, il nostro nuovo sondaggio
effettuato in sette Stati membri
dell’UE ha rivelato che in tutta
Europa prevale l’idea diffusa che la
Russia, prima o poi, invaderà
l’Ucraina e che l’Europa ha il dovere
di difendere l’Ucraina se vuole
preservare l’ordine liberale
instauratosi dopo la guerra fredda.
A differenza del conflitto tra
Russia e Ucraina del 2014, l’attuale
crisi preoccupa notevolmente la
popolazione dell’UE. Questi i numeri
degli europei che ritengono
probabile l’invasione russa: il 73% in
Polonia, il 64% in Romania, il 56% in
Svezia, il 52% in Germania e in Italia, il
51% in Francia e il 44% in Finlandia.
Tali cifre evidenziano un'avvenuta
ricalibrazione, cosa che potrebbe
cogliere Putin di sorpresa.
Che oltre il 50% degli europei sia
d’accordo sul fatto che la posizione della Russia nei confronti
dell’Ucraina rappresenti una
minaccia alla sicurezza per il proprio
paese potrebbe cambiare le carte in
tavola nell’andamento di questa crisi.
Per molto tempo, in Europa si è
ritenuto che un’eventuale futura
“Guerra Fredda” si sarebbe svolta tra
Stati Uniti e Russia o tra Stati Uniti e
Cina, ed in entrambi i casi gli europei
sarebbero stati spettatori, non
partecipanti diretti. (CHI SI FA I CAZZI SUOI CAMPA 100 ANNI !) Il sondaggio dell’ECFR ribalta
questa ipotesi, anche se
probabilmente è ancora vero che
molti europei ritengono che l’Ucraina
sia disordinata e disfunzionale. In
ogni caso, l’opinione prevalente oggi
è che debba essere difesa dall’azione
russa. La domanda, però, è chi
dovrebbe intervenire.
E, relativamente a questo,
abbiamo scoperto che in quasi tutti i
Paesi esaminati, gli europei vedono
la NATO e l’UE come le
organizzazioni meglio posizionate
per difendere l’Ucraina.
Sorprendentemente, in Polonia la
maggioranza, tranne un piccolo
margine, vede l’UE e non la NATO
come il difensore naturale della
sovranità ucraina. Questo mette in
discussione l’opinione comune
secondo cui, quando si tratta di
sicurezza, gli europei dell’Est siano
pronti a respingere l’UE perché
considerano gli Stati Uniti l’unico
partner affidabile.
Anzi, quando si tratta di tutela dei
propri interessi, l’UE non è affatto
divisa tra coloro che si fidano della
NATO e coloro che si fidano dell’UE.
Gli intervistati in Polonia, Romania e
Italia ripongono la loro fiducia principalmente nella NATO, ma oltre
il 60% di loro ritiene che anche l’UE
sarebbe pronta a difendere i loro
interessi in caso di conflitto. Allo
stesso modo, svedesi e finlandesi si
fidano dell’UE, ma la maggior parte
di loro si fida anche della NATO.
Le differenze politiche presenti
all’interno dei Paesi esaminati sono
illuminanti e potrebbero essere
anche più sorprendenti rispetto a
quelle esistenti tra i Paesi stessi.
Ad esempio, la Germania sfida gli
stereotipi: infatti, i sostenitori dei
partiti di centro-sinistra al governo
(SPD, FDP e Verdi) superano gli
elettori dell’Unione Cristiano
Democratica (CDU) nella loro
intenzione di difendere l’Ucraina.
Anche se la CDU è stata la più esplicita
sulla difesa dell’Ucraina da parte
della Germania, il nostro sondaggio
ha rilevato che i suoi elettori sono
divisi, quasi equamente, sulla
questione.
In Francia, i sostenitori del
presidente Emmanuel Macron e del
suo sfidante di centrodestra, Valérie
Pécresse, sono più favorevoli alla
difesa attiva dell’Ucraina da parte del
loro Paese, mentre gli elettori di
estrema destra sono divisi. Lo stesso
vale in Italia, dove c’è consenso tra gli
elettori di centro, ma divisione tra i
sostenitori della Lega, il partito di
Matteo Salvini. Mentre in Polonia la
maggioranza dei sostenitori di tutti i
partiti vuole che il proprio governo
difenda l’Ucraina, ma non tutti sono
convinti, o fiduciosi, della reale
capacità del partito al potere, Legge e
giustizia (PiS).
C’è anche una certa reticenza sulle
potenziali conseguenze che potrebbero derivare dall’intervento
dell’Europa. Queste differenze
possono essere perfettamente
riassunte dalla seguente frase:
«ricorda cosa ti ha fatto il Cremlino
l’ultima volta». Ad esempio, al di là
della minaccia di una potenziale
azione militare russa contro il
proprio paese, sono state riscontrate preoccupazioni in Polonia per le
pressioni migratorie dovute a questa
crisi; timori in Germania, Finlandia,
Italia e Romania, sulla possibilità che
la Russia interrompa le proprie
forniture energetiche; infine, in
Francia e Svezia, preoccupazioni su
eventuali attacchi informatici.
Ciò che è chiaro è che, se le
minacce rivolte da Putin all’Ucraina
avevano lo scopo di far riflettere gli
europei sulla sicurezza del loro paese,
hanno raggiunto tale obiettivo. E
questo, di conseguenza, ha rafforzato
l’unione degli Stati membri dell’UE.
Le prossime settimane
metteranno alla prova la capacità
degli europei di passare da un mondo
modellato dal soft power a uno
definito dalla resilienza e quella di
sopportare il dolore allo scopo di
preservare i propri valori e il proprio
stile di vita. (LO STILE DI VITA CHE CONSCIAMO E' FINITO !) È evidente che il vecchio
cliché, che la guerra è “impensabile”,
non è più .
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