CHIEDETELO A QUEL PARACULO DEL PAPA !
Il green pass
sta facendo
scempio dell’umanità . Per avere un piatto caldo e un posto dove dormire, anche solo per
una notte, bisogna avere il super lasciapassare altrimenti
vai sotto un ponte o fuori dalle
stazioni. Dove la fila si ingrossa, con tutti i lavoratori lasciati senza stipendio perché non
immunizzati con l’anti Covid.
Questione di «equità », hanno
risposto gli operatori della
Caritas e della Comunità di
Sa nt’Egidio, nel servizio andato in onda martedì sera nella trasmissione Fuori dal coro , condotta da Mario Giordano su Rete4.
«La logica è la stessa di
quando vuoi entrare al ristorante. Vale anche per le mense pubbliche», rispondeva un
volontario dell’associa zione
di laici della Chiesa fondata
da Andrea Riccardi, uno dei
nomi pensati da Pd, Leu e M5s
per la farsa del cambio al Quirinale, poi conclusasi con la
rielezione di Sergio Mattarella. Chiedere di mangiare, perché non hai soldi in tasca non
può essere paragonato alla
scelta di gustarti un’orata al
forno o una pizza in un locale
pubb l ic o.
È sopravvivenza, che nessuna carta verde può negare
se ancora circola un po’ di misericordia, di carità .
«Non è vero», twittava ieri
la comunity di Sant’E g id io,
sostenendo di dare «da mangiare a tutti. Da sempre. Soltanto che, nel caso della mensa, chi ha il green pass può
sedere a tavola (regole fissate dallo Stato) e chi non lo ha
riceve lo stesso pasto, ma da
asporto (take away)». E per
dormire? L’ufficio stampa è
stato lapidario: «Chiediamo il
super green pass». Quindi se
un poveretto non è vaccinato
e non ha il lasciapassare deve
dormire sotto i cartoni?
«La legge lo dice chiaramente, in tutto il Vaticano ci
vuole il green pass e il vaccino
è obbligatorio per gli ultracinquantenni», spiega C arlo
Sa nto ro, direttore di Palazzo
Migliori, l’hotel dei senzatetto voluto da papa Fra n c e s c o.
«Tutti i nostri ospiti sono vaccinati e le assicuro che una
marea di poveri chiede di poter ricevere il vaccino. Noi li
aiutiamo a farsi immunizzare». Ma chi non lo vuole fare,
resta fuori. «Ci sono eccezioni, dieci giorni fa abbiamo accolto un’anziana facendole
fare solo un tampone», rivela
con generosità il responsabile del Migliori.
Quando fu inaugurato, si
parlò con grande emozione
dell’edificio settecentesco in
largo degli Alicorni, vista sul
colonnato di San Pietro, donato dal Pontefice ai più poveri attraverso l’E le mo si ne ri a
apostolica che ha ristrutturato il palazzo. La gestione della
struttura, 29 posti, è stata affidata alla Comunità di Sant'Egidio. Affreschi alle pareti,
scalinate in pietra, stiamo
parlando di un posto di lusso
per chi è abituato a ripararsi
dal freddo sotto a un cartone,
dove però continua a restare
se privo di super green pass.
«Ci atteniamo alle norme»,
interviene Massimiliano Sig nifredi, coordinatore delle
cene itineranti di Sant’E g id io
a Roma. «Nelle nostre mense
consentiamo ai non vaccinati
di entrare per andare in bagno e per portarsi via il cestino del pranzo, nei dormitori
bisogna avere il super green
pass come quando si va in un
hotel. Il vero problema è che
nella capitale, su 8.000 senza
fissa dimora ne rimangono
3.000 sulla strada, perché
non trovano posto». Mancheranno pure le strutture di accoglienza, non solo a Roma,certo che né il legislatore, né
la Chiesa si sono preoccupati
di ovviare con un tampone alle necessità di sicurezza sanitaria, senza rifiutare la richiesta di chi ha fame, sete e non
trova dove poter dormire.
Solo se accettano di andare
a vaccinarsi vengono accolti?
L’ufficio stampa della Caritas
di Roma nega un obbligo di
super green pass per accedere alle due mense diurne (a
Colle Oppio e a Ostia) e a quella serale vicino alla stazione
Termini. «La diocesi ha fatto
un accordo con l’a m m i n i s tra -
zione comunale e le strutture,
dove garantiamo circa 1.000
pasti al giorno, sono considerati servizi essenziali, per accedere non serve lasciapassare rafforzato» puntualizzano
con La Verità . Aggiungono
che «ogni Regione decide in
maniera diversa, a seconda di
quanto concordato tra diocesi, Asl, Comune». Alla Caritas
di Parma ci hanno risposto
che «un pasto nessuno lo nega», ma l’indigente «non può
tornare una seconda volta alla mensa senza aver preso appuntamento con i nostri operatori negli uffici di piazza
Duo m o » .
A Vicenza bisogna prenotare i pasti della Caritas di
mese in mese, se si ha il super
green pass mangi al tavolo all’interno ma c’è comunque
una struttura esterna, riscaldata, a disposizione di quelli
senza carta verde. Nei dormitori «facciamo tamponi di
controllo a tutti gli ospiti ogni
15 giorni, non lasciamo fuori i
non vaccinati», hanno tenuto
a precisare. «Per le persone in
difficoltà c’è un centro di
ascolto, dove bisogna rivolgersi prima di poter accedere
a mensa o dormitorio», spiegano da Lodi. «Il super green
pass serve sempre. In una società pure i senza tetto devono attenersi a tutte le regole,
chi non vuole rimane fuori,
come rimane fuori Nova k
D jokov ic », sentenzia V i tto r io
(P i to ) M a i s a n o, responsabile
della Caritas lodigiana, manifestando grande spirito caritatevo l e.
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